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07.3408 · Mozione · 2007-06-21

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di ordinare il ritiro immediato di tutti i militari svizzeri dall'Afghanistan e di porre fine alla partecipazione della Svizzera alla Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (ISAF) della NATO in Afghanistan.

Begründung

Il 16 aprile 2003, il Consiglio federale ha autorizzato il DDPS a impiegare nell'ISAF, in Afghanistan, al massimo quattro ufficiali dotati di armi per l'autodifesa. Dal febbraio 2004, da due a quattro ufficiali svizzeri sono distaccati all'ISAF. Attualmente due Svizzeri sono in servizio a Kunduz con compiti di ricognizione nel team di ricostruzione (provincial reconstruction team) dell'esercito tedesco.

Da quando la Svizzera partecipa a questa operazione della NATO, tuttavia, la situazione sul posto è peggiorata radicalmente. A inizio ottobre 2006, l'ISAF ha esteso il proprio settore di responsabilità all'intero territorio dell'Afghanistan e ha assunto il comando delle truppe di coalizione guidate dagli Stati Uniti nell'est del Paese. Di conseguenza è sempre più coinvolta direttamente e indirettamente anche nelle operazioni di combattimento che hanno causato centinaia di morti e durante le quali perdono spesso la vita anche decine di civili. Per la popolazione afghana diventa sempre più difficile distinguere tra le operazioni ISAF e la guerra condotta dagli Stati Uniti e dai loro alleati.

Negli ultimi anni la ricostruzione civile del Paese non è praticamente avanzata. Lo dimostra tra l'altro il fatto che l'Afghanistan produce il 90 per cento dell'eroina mondiale. Inoltre l'operazione della NATO si sta trasformando in una missione di "imposizione della pace" e in una guerra vera e propria contro i cosiddetti Talebani.

Quanto sia controversa e inefficace la presenza della NATO lo dimostra l'aumento degli attacchi contro le truppe internazionali in tutto il Paese. Il 19 maggio 2007, proprio a Kunduz, sono stati uccisi tre soldati tedeschi e cinque altri sono rimasti feriti in un attentato suicida. Quattro giorni dopo l'esplosione di una bomba ha provocato la morte di un sottoufficiale finlandese e di due soldati norvegesi.

Un'ulteriore partecipazione della Svizzera all'ISAF sarebbe contraria alla politica di neutralità del nostro Paese e alle disposizioni legali sull'impiego di militari svizzeri armati all'estero: secondo l'articolo 66 capoverso 1 LM questi impieghi devono essere conformi ai principi della politica estera e della politica di sicurezza della Svizzera. L'articolo 66a capoverso 2 LM vieta inoltre la partecipazione a operazioni di combattimento di imposizione della pace. Non vi è nulla che giustifichi la morte di ufficiali svizzeri in Afghanistan.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

L'impiego di promovimento della pace di ufficiali svizzeri, dotati di armi per l'autodifesa, in seno a stati maggiori della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (ISAF) è stato approvato dal Parlamento il 10 giugno 2003.

Le attività civili volte alla ricostruzione del Paese hanno bisogno di una certa sicurezza e stabilità, cui contribuisce il promovimento militare della pace. Gli sforzi tesi al ristabilimento della sicurezza e della stabilità, a loro volta, possono andare a buon porto soltanto se accompagnati da opere di ricostruzione tali da offrire alla popolazione prospettive a lungo termine.

L'impegno della Confederazione in Afghanistan è costato nel 2006 complessivamente 21,45 milioni di franchi, costituiti per la maggior parte da un contributo della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), pari a 20,61 milioni di franchi. Nell'importo totale sono inclusi anche 0,71 milioni di franchi stanziati per l'impiego degli ufficiali. Nel 2007 la DSC ha preventivato un importo di 18,64 milioni di franchi per un impegno di analoghe dimensioni.

La situazione in Afghanistan dà effettivamente adito a qualche preoccupazione. La pressione sulle truppe afghane e sull'ISAF è aumentata, specialmente nelle regioni meridionali e sudorientali del Paese, benché la preannunciata offensiva dei Talebani in primavera non abbia avuto luogo. Tra i Paesi che partecipano all'ISAF, sono in diversi a lamentare delle perdite.

Gli ufficiali svizzeri, attualmente due, prestano servizio nel contingente tedesco nelle regioni settentrionali dell'Afghanistan, tuttora considerate più sicure. Non forniscono alla NATO informazioni militarmente rilevanti: forniscono all'ISAF un quadro sulla condizione, le preoccupazioni e le necessità della popolazione civile della regione di Kunduz.

Il Consiglio federale sta verificando se questo impiego è tuttora utile al raggiungimento degli obiettivi della sua politica estera e in materia di sicurezza. Sulla base di tale verifica, deciderà in merito all'opportunità di una prosecuzione dell'impiego o di una cessazione della partecipazione all'ISAF.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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