07.3413 · Interpellanza · 2007-06-21
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Interpellato in merito a uno scandalo dei visti tedesco, il 14 marzo 2005 il consigliere federale Christoph Blocher ha risposto che, per quanto riguarda la Cina, tutti gli Stati Schengen, ma anche la Svizzera, hanno cercato nel 2004 di portare nel proprio Paese il maggior numero possibile di Cinesi concedendo loro visti per turisti. Quanto seriamente sia stato effettuato questo controllo e se il controllo per il visto svizzero sia stato effettuato più seriamente, lo dovrà dimostrare il futuro, quando sapremo che cosa è realmente accaduto, ha aggiunto Christoph Blocher. (Traduzione; BU 2005 N 303) Purtroppo si stanno rafforzando sempre più i sospetti che questi controlli dei visti destinati a cittadini cinesi vengano effettuati in maniera assai rudimentale anche presso l'ambasciata svizzera.
1. Corrisponde a verità che l'ambasciata svizzera a Pechino rilasci dai 600 agli 800 visti al giorno?
2. Quanti sono gli impiegati dell'ambasciata di Pechino responsabili della concessione dei visti?
3. È possibile garantire un controllo di qualità di fronte a un così elevato numero di visti concessi?
4. Il DFAE e il suo capo sono a conoscenza della situazione presso l'ambasciata svizzera?
5. Come vengono controllate le ambasciate per quanto concerne la concessione dei visti?
Stellungnahme des Bundesrates
Il rilascio dei visti è uno dei compiti più delicati delle rappresentanze svizzere nei Paesi con una forte pressione migratoria. Il confronto con altri Paesi, a Pechino e altrove, mostra che le rappresentanze svizzere funzionano con un personale molto ridotto. È legittimo in questo ambito sollevare la questione dell'adeguatezza delle risorse rispetto ai compiti da svolgere. Il rapporto del 17 aprile 2007 della Commissione della gestione del Consiglio nazionale sul rilascio di visti da parte delle rappresentanze svizzere all'estero e la risposta del Consiglio federale del 27 giugno 2007 mostrano l'ampiezza del problema e dei provvedimenti che sono stati presi o che dovranno ancora essere presi per affrontarlo. Il Consiglio federale ha approvato l'attribuzione a lungo termine dei mezzi supplementari accordati nel 2007 e riesaminerà la situazione.
1. L'ambasciata a Pechino ha ricevuto 81 374 domande di visto nel 2006. Tre quarti di queste domande sono cosiddetti "visti ADS" (ADS: Approved destination Status, statuto di destinazione approvata) che comprendono già, per lo più, un visto per gli Stati Schengen. L'Ufficio federale della migrazione, competente per le istruzioni relative all'allestimento dei visti da parte delle rappresentanze svizzere all'estero, ha previsto una procedura semplificata e più rapida per i passaporti contenenti già un visto Schengen. Questa procedura è applicata molto spesso a Pechino.
2. A Pechino per il rilascio dei visti sono impiegate dieci persone, fra cui quattro agenti trasferibili e un impiegato locale di nazionalità svizzera. Nel confronto con gli altri Stati, il numero di visti rilasciati da ogni impiegato è molto elevato. Per fare soltanto un esempio, rilevato dalla Commissione della gestione del Consiglio nazionale nel suo rapporto del 17 aprile 2007 sul rilascio di visti da parte delle rappresentanze svizzere all'estero, l'ambasciata di Gran Bretagna in Cina può contare su oltre 70 persone per rilasciare circa 5000 visti in meno dell'ambasciata di Svizzera.
3. Le rappresentanze sono tenute ad applicare le istruzioni dell'Ufficio federale della migrazione. In caso di dubbio, il visto dev'essere rifiutato. Questa procedura è applicata in tutte le rappresentanze svizzere all'estero. La cooperazione con gli altri Stati, in particolare gli Stati Schengen, è molto attiva a Pechino. Questo consente all'ambasciata di ottenere le informazioni necessarie e di assicurare un controllo approfondito delle domande di visto.
4. Il Dipartimento federale degli affari esteri ha preso diversi provvedimenti che permettono un controllo continuo del rilascio dei visti nelle rappresentanze svizzere all'estero, non solo a Pechino ma anche in tutte le altre località. Si tratta fra l'altro:
- di un sistema di rilevamento tempestivo dei rischi che permette, sulla base di statistiche, di prendere senza indugio provvedimenti mirati;
- dell'istituzione di un ispettorato specializzato in materia di visti, parallelamente all'ispettorato consolare a all'ispettorato diplomatico;
- di misure edilizie (realizzazione di padiglioni dei visti, misure tecniche) che rendono la procedura più efficace;
- di una selezione rigorosa del personale e di un potenziamento degli effettivi per soddisfare i bisogni più urgenti.
5. Le istruzioni in materia di rilascio dei visti alle quali le rappresentanze devono attenersi sono chiare. La procedura prevede controlli interni. Il sistema di rilevamento tempestivo dei rischi e l'ispettorato specializzato in materia di visti permettono un controllo più rigoroso delle rappresentanze nel settore del rilascio dei visti.
Risposta del Consiglio federale.