07.3425 · Interpellanza · 2007-06-21
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Tra il 1993 e il 2004 la Confederazione ha stanziato circa 35 milioni di franchi all'anno per contribuire al restauro dei monumenti storici importanti in Svizzera, mentre dal 2005 questi crediti non hanno cessato di diminuire. Il budget del 2008 prevede poco meno di 16 milioni di franchi per la salvaguardia degli oggetti meritevoli di protezione. Di fronte all'attrattiva dei Paesi ricchi di monumenti storici di grande valore, che rappresentano una concorrenza per il nostro turismo, si tratta di una politica responsabile?
Chiedo pertanto al Consiglio federale se non sarebbe preferibile avere una strategia lungimirante per evitare una politica "a singhiozzo" anche in questo settore?
Non sarebbe più ragionevole, d'intesa con i cantoni, fissare priorità e selezionare un certo numero di oggetti il cui restauro non può attendere?
Il Consiglio federale come conta di compensare questa moratoria nell'ambito del restauro visto che, nell'ottica economica, è preferibile investire mentre la situazione finanziaria è favorevole?
Begründung
Questo ritiro dello Stato ha le seguenti ripercussioni: attraverso la rapida diminuzione dei crediti, l'Ufficio federale della cultura ha generato debiti per circa 80 milioni di franchi. In effetti i richiedenti le cui domande sono state accolte devono attendere a volte anni prima che la Confederazione versi loro i sussidi. Inoltre, abbiamo appreso che sono previste nuove misure restrittive. Tra l'altro non sarà più possibile fare accettare nuove richieste di sussidi e questo apparentemente per un certo numero di anni.
Stando alla nuova ripartizione dei compiti e alla perequazione finanziaria tra la Confederazione e i cantoni decise rispettivamente nel 2003 e nel 2006, la responsabilità della salvaguardia dei monumenti continua a incombere sia alla Confederazione sia ai cantoni. La Confederazione deve pertanto continuare a sostenere i cantoni e i comuni in questo ambito. Se non altro per mantenere le promesse risultanti dalla ripartizione del finanziamento e per stabilizzare la situazione, la Confederazione dovrebbe prevedere il doppio di quanto è stato iscritto a preventivo.
Questa situazione scoraggia numerosi proprietari di monumenti storici privati e pubblici dal salvaguardarli e dall'avviarne il restauro. Diminuiscono inoltre anche i fondi pubblici dei cantoni e dei comuni. In un'epoca in cui sempre più monumenti storici sono in pericolo e in cui il patrimonio naturale e culturale della Svizzera è minacciato da un'attività edificatoria sempre più intensa, la Confederazione emette un segnale di politica culturale discutibile e in contraddizione con gli sforzi intrapresi per preservare il paesaggio culturale, per promuovere uno sviluppo e una pianificazione coerenti del territorio edificato e per soddisfare molte altre esigenze culturali e turistiche.
È assolutamente necessario che la ricca cultura architettonica della Svizzera, i suoi innumerevoli luoghi e monumenti degni di protezione continuino ad essere protetti, curati e integrati in un contesto urbano in piena mutazione. Essi sono parte integrante della cultura e dell'identità del nostro Paese.
Stellungnahme des Bundesrates
Come l'autrice dell'interpellanza, il Consiglio federale considera il patrimonio culturale del nostro Paese una ricchezza da conservare. Una valorizzazione appropriata dei nostri siti edificati e dei monumenti storici costituisce non soltanto una sfida economica e turistica innegabile, ma anche un fattore essenziale d'identificazione e di coesione della popolazione.
La nuova impostazione della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti tra Confederazione e cantoni (NPC), accettata dal popolo il 28 novembre 2004, ha come obiettivo di chiarire le competenze e di ottimizzare le procedure per ridurre la spesa pubblica. La NPC entrerà in vigore il 1° gennaio 2008. Tuttavia nell'ambito del patrimonio culturale e dei monumenti storici i compiti continueranno ad essere ripartiti tra i cantoni e la Confederazione.
La protezione della natura, del paesaggio e del patrimonio edificato rimane di competenza dei cantoni. Se il principio della ripartizione delle competenze è affermato, la tendenza a una responsabilità accresciuta dei cantoni promossa con la NPC implica un adeguamento delle procedure e dei metodi di sovvenzionamento vincolanti per Confederazione e cantoni. Conformemente a quanto previsto dalla NPC i sussidi federali faranno parte di accordi di programma quadriennali con i relativi cantoni. Per le prestazioni stabilite in tali accordi i cantoni ricevono sussidi forfetari dalla Confederazione. I cantoni sono responsabili dell'attuazione delle misure.
La riduzione dei crediti tra il 2004 e il 2006 da 36 a 27 milioni di franchi è la conseguenza di decisioni parlamentari, in particolare nell'ambito del programma di sgravio 2003.
Come menzionato dall'autrice dell'interpellanza, nel 2008 i crediti saranno ulteriormente ridotti a 21 milioni di franchi all'anno. Questo taglio di 6 milioni di franchi è da ricondurre alla soppressione dei supplementi di capacità finanziaria quale conseguenza dell'entrata in vigore della NPC. Gli attuali supplementi di capacità finanziaria a destinazione vincolata vengono separati dai sussidi federali e sostituiti da indennità di compensazione non vincolate versate dalla Confederazione ai cantoni. Con i sussidi liberamente disponibili è rafforzata l'autonomia e il senso di responsabilità dei cantoni e l'impiego dei mezzi viene maggiormente adeguato alle esigenze regionali. Il primato principale della NPC consiste nella neutralità di bilancio del progetto globale. Ciò significa che per il finanziamento di ogni singolo ambito deve essere tener conto del nuovo sistema di compensazione. Malgrado un'opinione generale contraria, il volume dei sussidi federali destinati alla salvaguardia del patrimonio culturale e dei monumenti storici è mantenuto, ad eccezione dei supplementi di capacità finanziaria. La somma dei supplementi di capacità finanziaria soppressi va ad alimentare la compensazione delle risorse e continua a essere a disposizione dei cantoni, ad esempio per la conservazione dei monumenti storici. Non si può quindi parlare di un contributo inferiore da parte della Confederazione.
Tenuto conto di quanto precede, il Consiglio federale risponde all'autrice dell'interpellanza come segue:
1. L'elaborazione di una strategia duratura per la conservazione del patrimonio incombe alle autorità cantonali. La conclusione di accordi di programma prevista dalla NPC dal 1° gennaio 2008 garantisce un impegno stabile della Confederazione in favore della salvaguardia dei monumenti storici.
2. Come l'elaborazione di una strategia, anche la fissazione di priorità compete ai cantoni. Con il nuovo sistema di sussidi, che prevede la sostituzione della decisione singola con contributi forfetari, la responsabilità dei cantoni viene rafforzata. Spetta ai cantoni definire un ordine di priorità. Tutt'al più l'elenco degli oggetti minacciati o che devono essere urgentemente restaurati potrà essere discusso con la Confederazione al momento dell'elaborazione dell'accordo di programma quadriennale.
3. Come negli altri ambiti in cui è stato introdotto il nuovo strumento dell'accordo di programma, in una fase transitoria vengono ridotti in primo luogo gli obblighi pendenti. Per l'ambito del patrimonio culturale e dei monumenti storici ciò significa concretamente che durante la fase transitoria 2008 a 2011 dei circa 84 milioni di franchi (21 milioni all'anno) messi a disposizione 48 milioni verranno utilizzati per far fronte agli obblighi assunti conformemente al vecchio diritto.
L'Ufficio federale della cultura negozierà con i cantoni accordi di programma che disciplineranno sia la questione degli impegni finanziari pendenti sia quella del finanziamento di nuovi progetti.
Risposta del Consiglio federale.