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07.3473 · Mozione · 2007-06-21

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di decidere in tempi brevi sull'assunzione da parte dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) dei costi del vaccino contro il virus del papilloma umano all'origine del cancro del collo dell'utero e delle lesioni precancerose. La richiesta corrisponde a quella formulata dalla Commissione federale per le vaccinazioni (CFV), che raccomanda la vaccinazione e la sua presa a carico.

Begründung

I virus del papilloma umano (HPV) sono la causa più frequente delle malattie trasmissibili sessualmente. Tra il 70 e l'80 per cento della popolazione sessualmente attiva ne è contagiata nel corso della propria esistenza. Alcuni tipi di virus ad "alto rischio" possono causare displasie al collo dell'utero, alla sfera genitale in generale e alla regione ORL, che possono trasformarsi in carcinomi invasivi. Gli altri tipi di HPV causano verruche cutanee e ano-genitali.

Il cancro dell'utero, provocato in pratica nel 100 per cento dei casi dall'HPV, è al secondo posto tra i tumori che interessano le donne. Ogni anno in Svizzera sono diagnosticati 320 nuovi casi e registrati 100 decessi.

La Commissione federale per le vaccinazioni (CFV) ha recentemente raccomandato la vaccinazione per le adolescenti in età compresa tra gli 11 e i 14 anni e il richiamo per quelle tra i 15 e i 19 anni. Le due commissioni federali competenti (Commissione federale delle prestazioni generali e Commissione federale dei medicamenti) hanno riconosciuto l'efficacia della vaccinazione e presenteranno un rapporto sulla sua economicità.

Secondo la presidente della CFV, un programma nazionale di vaccinazione costerebbe 20 milioni di franchi, ampiamente compensati da risparmi conseguiti nel settore delle cure e dalla riduzione dei test di diagnosi precoce, nonostante questi rimangano complementari. Va inoltre sottolineato che, oltre ai tumori conclamati, la quota delle diagnosi precoci che evidenziano la possibile presenza di un tumore è stimata attorno al 5-8 per cento. Ogni anno una forte displasia (lesione precancerosa) è diagnosticata a circa 5000 donne, che dovranno sottoporsi a un intervento chirurgico. Inoltre, ogni mese 400 giovani ragazze rimangono contagiate dal virus.

Numerosi Paesi (Francia, Germania, Italia, Austria, Grecia, Canada, Stati Uniti ...) hanno già pubblicato raccomandazioni in cui si consiglia di vaccinare tutte le adolescenti. Nei Paesi limitrofi alla Svizzera i costi della vaccinazione sono rimborsati. Questo è l'unico modo per garantire una diffusione generale del vaccino e proteggere tutte le fasce della popolazione. D'altronde, una politica generale di vaccinazione e di rimborso porrebbe il Consiglio federale in una posizione di forza per negoziare il prezzo del vaccino (700 franchi) con l'industria farmaceutica.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La vaccinazione contro il virus del papilloma umano (HPV) costituisce un effettivo progresso nella prevenzione del cancro. La Commissione federale per le vaccinazioni (CFV) - la commissione consultiva del Dipartimento federale dell'interno (DFI) in materia di vaccinazioni - raccomanda pertanto la vaccinazione delle adolescenti e il relativo richiamo nel corso dei cinque anni successivi fino all'età di 19 anni.

In generale l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) rimborsa soltanto le prestazioni efficaci, appropriate ed economiche. Ciò vale anche per la vaccinazione contro l'HPV oggetto della mozione. In virtù della valutazione della CFV, il criterio dell'efficacia può essere considerato soddisfatto già da qualche tempo. Rimane tuttavia ancora da chiarire se sia possibile rimborsare i costi della vaccinazione attenendosi ai principi dell'economicità e dell'appropriatezza. A tal proposito il DFI si è fatto consigliare dalla Commissione federale delle prestazioni (CFP) e dalla Commissione federale dei medicamenti (CFM).

Entrambe le commissioni sono state unanime nel raccomandare al DFI il rimborso dei costi della vaccinazione da parte dell'assicurazione malattie esclusivamente nel quadro di programmi cantonali di vaccinazione. Le caratteristiche principali di tali programmi sono gli standard di qualità vincolanti e l'acquisto centralizzato del vaccino da parte dei cantoni. Dato l'acquisto di grosse quantità di vaccino vi è da attendersi che i cantoni possano ottenere riduzioni di prezzo significative. I programmi assicurano l'informazione dei gruppi target e provvedono alla vaccinazione completa con tre dosi, oltre agli eventuali richiami. Da una campagna di vaccinazione organizzata nel quadro di un programma cantonale ci si attende una partecipazione maggiore rispetto ad un'azione promossa da studi medici privati. L'esenzione della vaccinazione dalla franchigia dovrebbe favorire ulteriormente la richiesta.

Il 21 novembre 2007 il DFI ha deciso di autorizzare il rimborso della vaccinazione secondo la raccomandazione delle due commissioni consultive, in virtù di una modifica dell'ordinanza sulle prestazioni (OPre) che entrerà in vigore il 1° gennaio 2008. Alla luce di questa decisione, il Consiglio federale ritiene la richiesta della mozione soddisfatta e pertanto respinge la mozione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.