07.3497 · Postulato · 2007-06-22
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di allestire un'analisi relativa alla sicurezza alimentare della popolazione svizzera a medio e lungo termine. In particolare, da un lato vanno messi a confronto l'efficienza e gli sviluppi futuri della nostra agricoltura ed i possibili sviluppi sul piano europeo e mondiale, dall'altro, vanno illustrate le possibili conseguenze. L'analisi deve essere condotta in modo interdipartimentale tenendo presenti gli scenari che si stanno delineando a livello mondiale (crescita demografica, carenza idrica mondiale, maggior concorrenza per la superficie agricola utile dato l'incremento della produzione di energia da materie prime rinnovabili).
Begründung
In occasione del vertice mondiale sull'alimentazione della FAO tenutosi a Roma nel 1996 anche la Svizzera ha sottoscritto la dichiarazione sulla sicurezza alimentare, in cui veniva sottolineata la responsabilità dei singoli Paesi al fine di provvedere alla sicurezza alimentare della propria popolazione. Si faceva riferimento anche alla costante perdita di superficie agricola utile. Il crescente fabbisogno (kcal pro capite) e il contemporaneo incremento demografico mondiale contribuiscono ad inasprire la lotta per la sicurezza alimentare.
Parallelamente, la crescente interconnessione rende la nostra società globalizzata sempre più soggetta a crisi. La forte dipendenza del commercio alimentare mondiale dal livello basso del prezzo del petrolio potrebbe avere massicce conseguenze su prezzi e disponibilità di derrate alimentari importate in caso di una carenza a medio e lungo termine di combustibili. La tendenza, in atto a livello mondiale, a produrre etanolo o diesel a partire da biomassa è osservabile, ad esempio, anche nell'UE (obiettivo dell'UE: sestuplicare la produzione entro il 2010). A livello mondiale, le superfici necessarie a tale scopo, in un prossimo futuro, saranno sottratte alla filiera alimentare. Ciò può pure far sì che molti Paesi diventino sempre più dipendenti dalle importazioni di derrate alimentari e questo probabilmente capiterà anche in Svizzera nel quadro della progressiva liberalizzazione dell'agricoltura. Se, poi, la produzione indigena toccasse un livello ben al di sotto di quello attuale (grado di autoapprovvigionamento pari al 60 per cento circa), il che attualmente non può essere escluso a medio termine, la sicurezza alimentare potrebbe essere messa a repentaglio. Soltanto un'analisi dei rischi può servire da base per una seria valutazione e pianificazione delle misure.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
In virtù dell'articolo 104 capoverso 1 lettera a della Costituzione federale, la Confederazione deve provvedere affinché l'agricoltura, tramite una produzione ecologicamente sostenibile e orientata verso il mercato, contribuisca efficacemente a garantire l'approvvigionamento della popolazione. La Confederazione deve adempiere tale mandato a prescindere dagli scenari economici internazionali. Da un lato, attraverso la produzione agricola di derrate alimentari viene limitata la dipendenza dalle importazioni, dall'altro, viene conservato il potenziale di produzione di derrate alimentari (redditività del suolo, cognizioni tecniche, attrezzature). Analogamente a quanto asserito nel parere sulla mozione Schibli 06.3880, "Promozione della produzione indigena di derrate alimentari", l'attuale livello di produzione svizzera permette di adempiere appieno il mandato fissato dalla Costituzione in materia di garanzia dell'approvvigionamento della popolazione (tasso di autoapprovvigionamento 2003-2005 pari al 58,5 per cento).
Nel quadro dei dibattiti sulla "Politica agricola 2011" è stata trattata la mozione 06.3635, "Ulteriore sviluppo del sistema dei pagamenti diretti", nella quale il Consiglio federale è stato incaricato di presentare al Parlamento, entro il 2009, un rapporto concernente l'ulteriore sviluppo del sistema dei pagamenti diretti. Muovendo dai vari sviluppi nell'ambito della politica commerciale internazionale il rapporto prenderà in esame le opportunità future di fare un uso per quanto possibile mirato dei fondi. La Costituzione costituisce la base di questa analisi che comprende quindi l'aspetto della garanzia dell'approvvigionamento della popolazione.
Entro il 2050 la popolazione mondiale salirà a 9,1 milioni di persone circa. Di conseguenza la domanda di derrate alimentari e di fonti energetiche crescerà senza sosta. Dati questi sviluppi aumenta l'interesse suscitato dalle fonti di energie alternative, quali ad esempio la biomassa ottenuta dalla produzione agricola. S'intensifica, inoltre, l'interazione, su scala globale, tra mercato energetico e mercato alimentare. Già oggi a livello mondiale si osserva un aumento dei prezzi dei prodotti agricoli in parallelo al rincaro del petrolio. Alla luce dell'incremento dei prezzi dei cereali a livello internazionale e della situazione climatica propizia, anche a lungo termine, che caratterizza la Svizzera, la produzione indigena di derrate alimentari riacquista una crescente attrattiva dal profilo economico.
Date queste circostanze, su incarico dell'UFAG è stato lanciato il progetto di ricerca "Conseguenze della produzione di combustibili alternativi al petrolio a partire dalla biomassa nel settore agricolo in Svizzera". Il progetto è finalizzato ad accertare le conseguenze di vari sviluppi nel campo dell'energia e della produzione energetica da biomassa agricola in Svizzera in termini di prezzi dei prodotti di origine animale e vegetale, utilizzo del suolo, effettivi di animali, volumi di produzione, reddito e strutture. Il progetto è condotto in maniera interdipartimentale da ARE, UFAM, UFE, SECO e DSC.
Il Consiglio federale integrerà i risultati dei vari studi nel rapporto "Ulteriore sviluppo del sistema dei pagamenti diretti".
Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.