07.3562 · Mozione · 2007-09-17
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento una revisione della legge federale sul credito al consumo e della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento, al fine di vietare il pignoramento dello stipendio del debitore per crediti al consumo concessi malgrado l'insolvibilità di quest'ultimo.
Begründung
La legge federale del 23 marzo 2001 sul credito al consumo (LCC) protegge meglio il consumatore rispetto al diritto previgente. Essa infatti, oltre a un tasso d'interesse massimo, accorda un diritto di revoca al consumatore (art. 16 LCC; esercitabile a determinate condizioni) e prevede addirittura la nullità del contratto (art. 15 e 32). Ciò nonostante, i beneficiari di un credito al consumo spesso cadono nell'indebitamento. Anche se non va dimenticato che sono gli stessi debitori a chiedere crediti al consumo per soddisfare desideri spesso assurdi (persuasi in tal senso dalla pubblicità), la società esige che queste persone vengano protette, per quanto possibile, prima che scivolino nell'impoverimento. Per far ciò occorre elevare il livello di rischio per il creditore. Il modo più efficace è impedire al creditore di pignorare il salario del debitore: chi concede un credito al consumo a un debitore insolvibile, nell'ambito della procedura di esecuzione non deve avere la possibilità di rifarsi sul salario del debitore. I creditori possono quindi unicamente rivalersi su un eventuale patrimonio della persona in debito. Occorre pertanto modificare conseguentemente la LEF.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La legge federale sul credito al consumo (LCC; RS 221.214.1) è entrata in vigore il 1° gennaio 2003. La LCC mira in primo luogo a migliorare la protezione del consumatore contro gli abusi nell'ambito del credito al consumo. In particolare, i consumatori devono essere protetti contro il sovraindebitamento. L'esame della capacità creditizia rappresenta il principale strumento per lottare contro l'indebitamento eccessivo (art. 28 segg. LCC). Il creditore deve dunque esaminare la capacità creditizia del consumatore prima della conclusione del contratto. Il creditore che non rispetta tale obbligo rischia di perdere il credito o perlomeno gli interessi dovuti dal creditato (art. 32 LCC). La Svizzera dispone quindi di sanzioni molto severe. Il consumatore può far valere la violazione del contratto quando fa opposizione, così che il creditore non può continuare l'esecuzione (si veda l'art. 74 segg. LEF; RS 281.1). Di conseguenza, il salario del debitore non può essere pignorato. Il Consiglio federale si rifiuta di prevedere altre sanzioni (si vedano anche il parere del Consiglio federale sulla mozione Meier-Schatz 04.3640, "Legge sul piccolo credito. Migliorare la protezione dei giovani adulti", e la risposta all'interpellanza John-Calame 06.3498, "Creazione di un fondo per il disindebitamento").
Anche recenti studi scientifici mostrano che una revisione della LCC non è necessaria. Dalle inchieste e dai sondaggi svolti dall'Università di Zurigo e dall'Alta scuola specializzata della Svizzera nord-occidentale emerge infatti che il problema dell'indebitamento dei giovani adulti è stato ampiamente sopravvalutato. È vero che anche i giovani adulti hanno debiti, ma perlopiù presso parenti o conoscenti. I crediti al consumo in senso proprio portano soltanto di rado all'indebitamento. Infine, occorre parimenti rilevare che il 26 settembre 2007 il Consiglio nazionale ha deciso di non dare seguito all'iniziativa parlamentare Rossini 06.417, "Indebitamento, piccolo credito e carte di credito". Anche il Consiglio nazionale non vede dunque la necessità di legiferare in materia di credito al consumo.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.