07.3564 · Postulato · 2007-09-17
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di preparare entro il 2008 un rapporto sulle possibilità di estendere la tassa sul CO2 anche alle emissioni grigie. Detto rapporto dovrà analizzare anche i vantaggi per l'economia svizzera che derivano dal rincaro dei trasporti su lunga distanza e dei prodotti esteri più dannosi per il clima. Inoltre, dovrà indicare le modalità per evitare errori inopportuni nell'ambito della politica climatica.
Begründung
La popolazione svizzera non produce emissioni di gas serra soltanto all'interno dei confini nazionali: il trasporto e la fabbricazione di prodotti consumati in Svizzera generano emissioni anche all'estero. Da un recente rapporto (UFAM 2007. Graue Treibhausgas-Emissionen der Schweiz 1990-2004, Berna, www.umwelt-schweiz.ch/uw-0711.d) emerge che le cosiddette emissioni grigie costituiscono il 70 per cento circa delle emissioni dirette. Ciò significa che, complessivamente, la Svizzera non produce 6 ma 11 tonnellate di CO2. Negli ultimi dieci anni, inoltre, le emissioni nel nostro Paese sono aumentate a causa della crescita delle emissioni grigie.
Affinché il riscaldamento climatico si stabilizzi e non superi i 2 a 2,6 gradi è necessario ridurre le emissioni pro capite del 50 a 85 per cento su scala mondiale entro il 2050 (IPCC 2007. Mitigation of Climate Change, Genf, http://www.ipcc.ch/SPM040507.pdf). Dato che, rispetto ad altri Paesi, la Svizzera ha un tasso di emissione pro capite molto elevato, le emissioni di gas serra dovranno essere ridotte almeno dell'80 per cento. A tal fine sarà necessario prendere in considerazione anche le emissioni grigie e adoperarsi per una loro riduzione a lungo termine. La considerazione di queste emissioni scaturisce dal principio di causalità fissato nella legislazione ambientale svizzera. La misura può essere attuata estendendo la tassa sul CO2 alle emissioni grigie.
Le emissioni grigie derivano soprattutto dal trasporto, dalla fabbricazione e dalla trasformazione dei prodotti. Per il trasporto, l'ammontare della tassa sul CO2 è calcolato in funzione della distanza e del mezzo di trasporto. L'introduzione di una sorta di compensazione fiscale alle frontiere permetterebbe di riscuotere una tassa sul CO2 per le emissioni grigie derivanti dalla fabbricazione e dalla trasformazione dei prodotti. La fattibilità di una simile misura è già stata illustrata per il settore energetico nel 1996, in uno studio condotto da Infras ed Ecoplan (Infras e Ecoplan 1996. Economic Impact Analysis of Ecotax Proposals - Comparative Analysis of Modeling Results, CEC DG XII, EU 3 rd Framework Programme). Questo tipo di compensazione fiscale ai confini è stato anche uno dei fattori decisivi per la riduzione dei CFC negli Stati Uniti (Hoerner, J.A. 1998. The Role of Border Tax Adjustments in Environmental Taxation: Theory and U.S. Experience, Institute for Environmental Studies, Amsterdam).
Attraverso l'internalizzazione dei costi esterni l'imposizione delle emissioni grigie in Svizzera costituirebbe un vantaggio per i trasporti su brevi distanze, più compatibili con le esigenze ecologiche, e per le imprese rispettose del clima. Ne approfitterebbero in particolare l'agricoltura svizzera e le aziende del nostro Paese che producono in modo efficiente e con poche emissioni di CO2. L'estensione della tassa sul CO2 alle emissioni grigie permetterebbe inoltre di evitare degli sviluppi inopportuni di politica climatica, come l'aumento dell'energia elettrica prodotta da centrali a carbone o la crescita delle importazioni di altri prodotti dannosi per il clima.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Le emissioni grigie sono le emissioni di gas serra che vengono liberate, ad esempio, nell'ambito della fabbricazione di prodotti, della produzione di energia e dello smaltimento di rifiuti al di fuori dei confini nazionali. Lo scambio di prodotti e servizi con altri Paesi implica sia l'importazione che l'esportazione di emissioni grigie. In un'economia aperta e bene integrata nel commercio mondiale come quella svizzera le emissioni grigie assumono un peso notevole. Ciò è confermato da uno studio dell'UFAM sulle emissioni grigie di gas serra aggiornato nel 2007.
L'estensione della tassa sul CO2 alle emissioni grigie, sollecitata dal postulato, presume che sussista la possibilità di svolgere un calcolo affidabile di tali emissioni. Calcolarle con precisione è tuttavia molto difficile sotto il profilo della metodologia e richiede in impegno notevole. Da un lato, detto calcolo dovrebbe basarsi sui dati forniti dagli ecobilanci degli altri Paesi concernenti la fabbricazione, la lavorazione e il trasporto di prodotti e dall'altro dovrebbe essere aggiornato in continuazione in base allo stato attuale della tecnica e ai cambiamenti delle condizioni di produzione e dei flussi di merci. Inoltre, l'estensione della tassa sul CO2 richiederebbe una valutazione della politica climatica del Paese produttore per prevenire la tassazione multipla delle merci.
Il prelievo della tassa sul CO2 avverrebbe quindi nel quadro di una contrapposizione fra l'esigenza di un calcolo preciso, che potrebbe causare costi molto alti alle imprese commerciali e all'amministrazione, e l'esigenza di semplificazione che potrebbe compromettere gli effetti ecologici della tassa. Una presa in considerazione differenziata delle emissioni importate, effettuata sulla base di parametri di produzione e di una valutazione della politica ambientale del Paese di produzione, contraddice i principi del diritto internazionale nell'ambito dell'OMC. L'applicazione di tale strumento da parte della Svizzera o di un altro Paese potrebbe essere interpretato come una protezione contro l'importazione di prodotti e rappresenterebbe una nuova fonte di conflitti fra interessi di natura commerciale. Uno scenario simile non sarebbe nell'interesse del Paese e non favorirebbe il superamento complessivo dei problemi causati dal clima, che richiedono una notevole disponibilità di collaborazione a livello internazione.
Il Consiglio federale è del parere che la riduzione delle emissioni grigie va ottenuta in primo luogo mediante l'adozione, da parte della comunità internazionale, di misure volte a combattere ovunque il riscaldamento globale. Nell'ambito della sua politica climatica internazionale, la Svizzera si impegna a favore di obiettivi di riduzione vincolanti e dell'utilizzazione di strumenti efficaci. La Svizzera ha inoltre la possibilità di esercitare una pressione diretta sulle emissioni di gas serra degli altri Paesi. Il Protocollo di Kyoto prevede infatti incentivi per la realizzazione all'estero di progetti di protezione climatica. L'attuazione di tali progetti in settori da cui vengono esportate emissioni grigie contribuisce alla loro riduzione.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.