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07.3570 · Mozione · 2007-09-18

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di proporre una revisione della legge federale sul credito al consumo che vieti o almeno limiti drasticamente la pubblicità per piccoli crediti e offerte di pagamento rateale.

Begründung

Talvolta gli istituti di credito pubblicizzano i loro prodotti in modo molto aggressivo. In pratica cercano di convincere il cliente che un credito bancario permette di esaudire ogni suo desiderio in modo rapido e semplice. Mancano quasi sempre tuttavia indicazioni quanto agli oneri da interessi o ai rischi di indebitamento. Ai consumatori viene così proposta un'immagine distorta della realtà. I piccoli crediti celano un grosso rischio d'indebitamento personale. Non è raro che le persone indebitate aumentino l'importo del loro debito o stipulino nuovi contratti per essere in grado di sopportare l'onere del loro credito originario. Questo è spesso l'inizio di un circolo vizioso che porta alla dipendenza dall'aiuto sociale o a tragedie familiari.

La pubblicità per piccoli crediti su manifesti, nei media o in Internet va quindi vietata o perlomeno drasticamente limitata. Questo costringerebbe gli istituti di credito a presentare le loro offerte su opuscoli o siti web in modo obiettivo e a rinunciare a pubblicità semplicistiche e capziose. Per contenere l'indebitamento dilagante, nel suo ultimo rapporto di fine agosto 2007 ("Giovani e povertà: un tabù da abbattere"), la Commissione federale per l'infanzia e la gioventù (CFIG) chiede un divieto di pubblicità.

In caso di limitazione della pubblicità, l'istituto di credito deve essere obbligato ad avvertire il consumatore dei rischi insiti nella stipulazione di un credito al consumo. Analogamente a quanto viene indicato nella pubblicità di marche di sigarette e agli avvertimenti affissi sui pacchetti, gli annunci di piccoli crediti dovrebbero mettere in guardia il consumatore contro i rischi che comporta la conclusione di un tale contratto (ad esempio: "il piccolo credito porta all'indebitamento"). Occorre altresì indicare il tasso d'interesse massimo e fornire un esempio di calcolo.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ritiene necessario lottare contro gli abusi nella pubblicità per i piccoli crediti e fissare dei limiti. Sono già state prese misure in tal senso: le lettere k-m dell'articolo 3 della legge federale contro la concorrenza sleale (LCSl; RS 241), introdotte in occasione della revisione adottata il 19 dicembre 1986, esigono infatti indicazioni obbligatorie nelle pubblicità. Il tasso annuale effettivo globale è così richiesto per i crediti al consumo legati o meno all'acquisto di un bene o servizio (art. 3 lett. k e l LCSl). La nuova legge federale del 23 marzo 2001 sul credito al consumo (LCC; RS 221.214.1) ha introdotto un nuovo articolo 3 lettera n LCSl che impone di indicare che il credito è vietato in caso di eccessivo indebitamento del consumatore. Il rispetto di tali obblighi può essere richiesto sia dai concorrenti (art. 9 LCSl) sia dai consumatori, dalle associazioni professionali o economiche e dalle organizzazioni di protezione dei consumatori (art. 10 cpv. 1 e 2 LCSl). Sono inoltre applicabili le sanzioni penali severe di cui all'articolo 23 LCSl. Infine, l'articolo 13 capoverso 1 dell'ordinanza dell'11 dicembre 1978 sull'indicazione dei prezzi (OIP; RS 942.11) prescrive l'indicazione del prezzo effettivo nelle pubblicità che ne fanno menzione; nei crediti al consumo l'interesse è considerato un prezzo.

Il Consiglio federale ritiene dunque che la legislazione vigente disponga di sufficienti strumenti per limitare la pubblicità per i piccoli crediti. Le misure proposte dall'autore della mozione al fine di limitare la pubblicità fanno già parte del diritto in vigore. Del resto, un divieto sarebbe totalmente sproporzionato nei confronti delle campagne pubblicitarie che rispettano le esigenze legali.

Anche il Consiglio nazionale non vede la necessità di legiferare in materia di credito al consumo. Per questo motivo, il 26 settembre 2007 non ha dato seguito all'iniziativa parlamentare Rossini 06.417, "Indebitamento, piccolo credito e carte di credito". Le inchieste e i sondaggi effettuati dall'Università di Zurigo e dall'Alta scuola specializzata della Svizzera nord-occidentale lo confermano nella sua posizione. È vero che anche i giovani adulti hanno debiti, ma perlopiù presso parenti o conoscenti. I crediti al consumo in senso proprio portano soltanto di rado all'indebitamento.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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