07.3587 · Mozione · 2007-09-25
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a ridurre la quota di canone assegnata alla SSR nella misura del 20 per cento.
Begründung
Negli ultimi tempi, la SSR ha tolto dal suo programma alcune trasmissioni molto amate dai telespettatori (ad es. la serie "Lüthi & Blanc", le gare di Formula 1, i concerti di musica popolare) e prossimamente sono previsti ulteriori tagli. Nonostante il profondo disappunto degli utenti, la SSR giustifica questa politica nell'ottica di misure di risparmio imposte dall'attuale quota di canone percepita, considerata insufficiente rispetto al reale fabbisogno finanziario. Dal confronto con gli altri Paesi europei emerge che il canone di ricezione riscosso in Svizzera è il più elevato in assoluto. Nel 1980 il canone annuo era pari a 207 franchi; nel 2006 tale somma raggiungeva già quota 450 franchi. Ad oggi, in seguito al recente aumento del canone deciso dal Consiglio federale, esso ammonta a ben 462 franchi l'anno! Il vero problema non è l'ammontare degli introiti versati alla SSR, bensì lo stesso servizio pubblico. Da diversi anni, infatti, la società svizzera di radiotelevisione non si preoccupa più di rinnovare le strutture né di eliminare il superfluo. Invece di fissare determinate priorità e scartare alcuni programmi, essa intende addirittura crearne di nuovi (cfr. domanda di concessione per un nuovo programma per bambini). A livello europeo, la SSR è l'azienda con più programmi (16 radiofonici e 7 televisivi). Gli stipendi dei membri del consiglio di amministrazione e del consiglio centrale sono un altro capitolo dolente del monopolio della televisione di Stato. Alla fine di giugno 2007 gli onorari dei membri dei due consigli hanno di fatto beneficiato di un considerevole aumento. Mentre nel 2005 lo stipendio del presidente della SSR era ancora di 118 000 franchi annui e un anno dopo superava i 133 000 franchi, oggi il massimo dirigente percepisce nientemeno che 180 000 franchi all'anno, più un importo forfetario di 12 000 franchi per le spese. Tutto questo per una carica che, a suo dire, lo occupa unicamente nella misura del 65 per cento! Anche il compenso degli altri membri del consiglio d'amministrazione è lievitato: da 12 000 franchi è passato a 40 000 franchi. L'indennità di seduta è inoltre aumentata da 500 a 1000 franchi. Nel contempo però il contratto collettivo di lavoro sembra presentare notevoli risparmi sul fronte del personale. Il minimo che si possa dire è che i suddetti organi della SSR "predicano bene e razzolano male". Tale modo di procedere è comunque scandaloso e intollerabile. Dal momento che, in tutta evidenza, la SSR dispone di sufficienti mezzi finanziari per aumentare lo stipendio dei propri dirigenti e lanciare nuovi programmi, non dovrebbe costituire un problema ridurre la quota di canone ad essa destinata.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il 24 marzo 2006, il Parlamento ha approvato la nuova legge sulla radiotelevisione (LRTV) e definito in modo dettagliato il mandato di prestazioni della SSR (cfr. art. 23 e segg. LRTV). Questo servizio pubblico deve fornire un servizio di base che comprenda programmi di pari valore per tutte le regioni linguistiche; i programmi devono essere esaustivi dal punto di vista contenutistico, poter essere captati su tutto il territorio nazionale e riuscire a far fronte alla concorrenza estera.
Ottemperando al suo mandato legale, nel corso dell'autunno 2007, il Consiglio federale rilascerà alla SSR una nuova concessione e stabilirà le prestazioni obbligatorie. La concessione definirà il numero e il tipo di programmi radiofonici e televisivi, le altre offerte editoriali (teletext, materiale d'accompagnamento, servizi on line) e probabilmente sancirà anche oneri sulla qualità e sull'organizzazione aziendale. Se vorrà offrire nuovi programmi, la SSR dovrà prima ottenere un'autorizzazione da parte del governo.
Già nel dicembre 2006, il Consiglio federale aveva calcolato il futuro fabbisogno finanziario della SSR per l'adempimento del nuovo mandato di prestazioni sancito sia dalla legge che dalla concessione e adattato di conseguenza il canone radiotelevisivo. Per legge, il Consiglio federale è infatti tenuto a stabilire un importo del canone di ricezione sufficiente a consentire alla SSR di fornire il suo mandato di prestazioni.
Per la decisione sul canone, il Consiglio federale ha tenuto conto delle raccomandazioni del Controllo federale delle finanze (CDF) che, su incarico del DATEC, aveva valutato la situazione finanziaria e l'efficienza della SSR proprio in vista della fissazione dell'importo del canone. Secondo il CDF, la SSR fa uso dei suoi mezzi finanziari in modo razionale e mirato. Esso ha però individuato un certo potenziale di risparmio, di cui il Consiglio federale ha tenuto conto per il calcolo del futuro canone radiotelevisivo. Non è da escludere che la SSR possa realizzare altri risparmi. Spetta agli organi preposti alla sorveglianza finanziaria sondare questo potenziale e presentare le varie possibilità di risparmio al Consiglio federale al momento della prossima verifica del canone. Inoltre, secondo l'articolo 14 della legge sulla sorveglianza dei prezzi (RS 942.20) prima di effettuare un aumento del canone, il Consiglio federale deve chiedere il parere del sorvegliante dei prezzi.
Per garantire a lungo termine l'efficienza della SSR, il DATEC ha avviato una procedura di controllo che garantisce l'applicazione delle raccomandazioni del CDF. Inoltre, nella nuova concessione il Consiglio federale includerà probabilmente anche disposizioni organizzative (cfr. art. 24 concessione SSR), che imporranno alla SSR di adottare misure volte ad attuare una maggiore centralizzazione nel settore tecnico-amministrativo e a realizzare ulteriori sinergie.
Nell'ambito del reporting sulla retribuzione dei quadri superiori 2008 all'attenzione della Delegazione delle finanze delle Camere federali, il Consiglio federale esaminerà se l'aumento degli onorari dei membri del consiglio d'amministrazione della SSR, criticato dall'autore della mozione, è adeguato e giustificato. Non vi è un obbligo di approvazione o di notifica. Nel verificare gli onorari occorre tuttavia tener conto del fatto che il legislatore ha obbligato la SSR ad adattare l'organizzazione dei suoi organi al diritto della società anonima. Il sistema salariale deve tener conto di questo cambiamento.
Attualmente, una riduzione del canone del 20 per cento (ossia di circa 225 milioni di franchi) avrebbe gravi conseguenze sulle prestazioni fornite dalla SSR. Occorrerebbe limitare nuovamente il mandato di prestazioni appena formulato nella LRTV e nella concessione. Non è necessario ridurre il canone per spingere la SSR a meglio gestire le sue risorse. La nuova LRTV e la nuova concessione SSR contengono un numero sufficiente di strumenti efficaci per verificare l'operato della SSR e, se necessario, adottare i dovuti provvedimenti.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.