07.3623 · Interpellanza · 2007-10-03
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
In diversi Paesi dell'Unione europea (UE), le tariffe nei musei pubblici che dipendono dallo Stato centrale non sono le stesse per i cittadini dell'UE e per i cittadini svizzeri. L'accordo culturale settoriale recentemente concluso con l'Italia permette d'instaurare il principio di reciprocità per quanto riguarda le condizioni e le tariffe d'entrata delle istituzioni culturali pubbliche statali. Ci felicitiamo con il Consiglio federale per il successo di questa iniziativa e gli chiediamo in che misura sarebbe disposto a negoziare altri accordi dello stesso tenore con ulteriori Paesi europei.
Begründung
Il consigliere federale Pascal Couchepin ha firmato due accordi culturali con Francesco Rutelli, ministro italiano per i beni e le attività culturali. Uno riguarda l'accesso alle istituzioni culturali pubbliche che dipendono dallo Stato, l'altro la coproduzione cinematografica. Si tratta di un importante passo avanti e non possiamo che complimentarci con il Consiglio federale per questa giudiziosa iniziativa che si è imposta. In futuro i turisti svizzeri potranno beneficiare delle stesse condizioni e delle stesse tariffe d'entrata nei musei pubblici dei cittadini europei. Infatti fino ad oggi i cittadini svizzeri, sia i turisti che le persone residenti in Italia, pagavano prezzi d'entrata più elevati rispetto ai cittadini dell'Unione europea. Queste tariffe differenziate applicate da certi Paesi europei, che gravano sugli studenti svizzeri desiderosi di viaggiare, ci mostrano una volta di più che la mancata adesione della Svizzera all'UE è una penalizzazione effettiva. Questo accordo ha pertanto consentito di adottare tra la Svizzera e l'Italia il principio di reciprocità sui prezzi d'entrata nelle istituzioni culturali pubbliche. La nuova regolamentazione è applicata dalla legislazione nazionale dei due Paesi. Concretamente i giovani di età inferiore ai 18 anni e le persone di età superiore ai 65 anni entreranno gratuitamente, mentre i giovani tra 18 e 25 anni pagheranno mezza tariffa.
Sulla base di quanto esposto chiedo al Consiglio federale in che misura intende interpellare ulteriori Paesi europei per instaurare lo stesso principio di reciprocità.
Stellungnahme des Bundesrates
Nello spazio comunitario europeo capita talvolta che i musei e le istituzioni culturali pubbliche applichino le tariffe ridotte solo ai cittadini del proprio Paese o degli altri Paesi dell'UE escludendo i cittadini svizzeri.
Questa pratica non è in sintonia con l'accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l'UE. Esso stabilisce tra l'altro che la discriminazione fondata sulla nazionalità non è lecita (art. 2, non discriminazione). L'accordo si riferisce in primo luogo all'accesso reciproco al mercato del lavoro. Tra esperti si è discusso se il principio della non discriminazione sia applicabile anche al problema in questione, senza tuttavia giungere finora a una risposta condivisa.
Le autorità federali hanno preso atto del problema a seguito di lamentele di cittadini svizzeri concernenti soprattutto la situazione in Italia. Nell'agosto del 2007 si è riusciti a trovare una soluzione bilaterale con questo Paese al di fuori dell'accordo di libera circolazione delle persone che assicura parità di trattamento.
Situazione italiana a parte, l'amministrazione federale è venuta a conoscenza solo di sporadici casi analoghi verificatisi in altri Paesi europei e sta cercando di risolverli nel quadro dei canali diplomatici ordinari tramite le rappresentanze svizzere. In linea di principio il Consiglio federale è disposto a intervenire a livello politico se la discriminazione di cittadini svizzeri in determinati Paesi dovesse diventare più frequente. Al momento non sussiste tuttavia alcuna necessità di farlo.
Risposta del Consiglio federale.