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07.3636 · Interpellanza · 2007-10-04

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

La Svizzera deve attribuire maggiore peso all'educazione politica. In un Paese che accorda ai propri cittadini precisi diritti e doveri democratici la comprensione dei processi e dei contenuti politici è di fondamentale importanza.

Che in Svizzera siano necessari urgenti miglioramenti in quest'ambito è dimostrato non soltanto da studi internazionali, ma anche dalle recenti discussioni condotte in alcuni cantoni sull'abbassamento dell'età di voto a 16 anni nelle quali è stato tra l'altro tematizzato lo scarso interesse politico dei giovani svizzeri. Non vi sono quindi dubbi sulla necessità di intervenire.

Per questo motivo chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:

1. A livello intercantonale, nel quadro del processo di armonizzazione della scuola obbligatoria (Harmos), sono in fase di elaborazione le basi concettuali per un programma d'insegnamento comune, la cui attuazione è prevista nel 2011. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui occorra cogliere quest'occasione per conferire un'importanza adeguata all'educazione politica, ad esempio trasformandola in una materia a se stante con obiettivi didattici chiaramente definiti?

2. Il processo succitato offrirebbe ai cantoni anche la possibilità di sviluppare finalmente uno strumento didattico unitario e al passo con i tempi per l'educazione politica. Che cosa ne pensa in merito il Consiglio federale?

3. Il Consiglio federale è disposto a sostenere la proposta di invitare la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) a fornire alla Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale un rapporto sullo stato di avanzamento del progetto per un programma d'insegnamento comune nel quale si tenga conto anche dell'educazione politica?

4. I nuovi articoli costituzionali sulla formazione conferiscono a Confederazione e cantoni la responsabilità congiunta della qualità dello spazio educativo svizzero. Quali possibilità ha la Confederazione in questo contesto di sostenere gli sforzi compiuti a livello nazionale per attribuire maggiore peso all'educazione politica?

5. Il rapporto conclusivo sull'educazione politica in Svizzera, pubblicato dalla CDPE nel 2000, giunge alla conclusione che la materia "educazione politica" e orfana sotto il profilo universitario e trascurata sotto quello didattico. Secondo il Consiglio federale l'istituzione in un'università o in una scuola universitaria professionale di una cattedra di educazione politica potrebbe aiutare a migliorare questa infelice situazione?

6. I progetti avviati e sostenuti negli anni scorsi sul piano federale per promuovere l'educazione politica sono portati avanti affinché possano derivarne benefici che durino nel tempo?

Stellungnahme des Bundesrates

Negli scorsi anni il Consiglio federale ha ribadito a più riprese la necessità di un'ampia partecipazione alla vita politica. Cosciente dell'importanza che riveste a tal riguardo l'educazione politica, il collegio governativo risponde alle singole domande nel seguente modo:

1. Il progetto Harmos della Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) è di grande portata e traccia la via da percorrere in futuro. Esso prevede tra gli obiettivi prioritari che tutti gli allievi siano in grado di "conoscere e capire gli aspetti fondamentali dell'ambiente ... sociale e politico". Questo obiettivo deve essere concretizzato e attuato nei piani di studio di ogni regione linguistica. Il Consiglio federale prende atto con soddisfazione che l'educazione politica riveste particolare importanza anche per la CDPE.

2. L'invito a uniformare gli strumenti didattici a livello nazionale non è nuovo e non riguarda solo l'educazione politica. Un'unificazione o un'armonizzazione avrebbero ricadute positive, ma anche alcuni svantaggi, perché tenderebbero a intralciare le iniziative regionali. Nel settore educativo le differenti regioni linguistiche conoscono traiettorie e sensibilità diverse di cui occorre tenere conto, analogamente a quanto avviene in altri settori. La specificità degli strumenti didattici e dei materiali d'insegnamento impiegati nelle varie regioni linguistiche ha dunque una sua giustificazione.

3. È fuor di dubbio che il Consiglio federale valuta positivamente la prospettiva di uno scambio di vedute in materia tra la CDPE e la Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale.

4. Le nuove disposizioni costituzionali sulla formazione obbligano la Confederazione e i cantoni a provvedere insieme a un'elevata qualità e permeabilità dello spazio formativo svizzero "nell'ambito delle rispettive competenze". In base alla definizione delle competenze, la Confederazione è attiva soprattutto nel settore terziario, nel promovimento della ricerca e nella formazione professionale. Essa intende continuare a svolgere un ruolo attivo in questo ambito, nonostante i margini di manovra ristretti soprattutto sotto il profilo dei contenuti (in particolare per quanto riguarda gli strumenti didattici o la definizione dei progetti di ricerca).

5. Corrisponde al vero che restano da colmare delle lacune nell'insegnamento e nella ricerca a livello terziario nel campo dell'educazione politica. Da questo punto di vista, la creazione di una cattedra sarebbe una misura positiva. La ripartizione delle competenze prevista dalla Costituzione non consente però alla Confederazione di prendere una simile iniziativa (a parte nei politecnici federali da essa gestiti, che però non presentano decisamente il profilo ideale per ospitare una cattedra di questo genere). A questo proposito vale la pena rilevare gli sviluppi molto positivi che si osservano in diverse scuole universitarie, in particolare nelle Alte scuole pedagogiche (ASP). Le ASP moltiplicano le iniziative su questo tema e realizzano sempre più studi su diversi aspetti dell'educazione politica. In particolare, va menzionata l'iniziativa promossa dall'ASP della Svizzera nordoccidentale in collaborazione con l'ASP della Svizzera centrale di Lucerna e il museo naturale Naturama, che hanno realizzato un sito Internet con svariate informazioni sulle offerte di educazione politica in Svizzera e all'estero (www.politischebildung.ch). Inoltre, va segnalato il progetto dell'Università di Zurigo di istituire ad Aarau un centro per la democrazia nel quale l'educazione politica svolgerà un ruolo di primo piano.

6. Alcuni dei progetti promossi negli ultimi anni rientravano nell'ambito delle iniziative dell'anno europeo della cittadinanza attraverso l'educazione (2005) e non prevedevano pertanto attività destinate a durare nel tempo. Altrettanto si può dire per il promovimento di progetti di ricerca. A tal proposito si può menzionare la partecipazione allo studio internazionale IEA sulle competenze politiche, la comprensione dei meccanismi democratici e l'impegno civico dei giovani nel confronto tra Svizzera e altri Paesi, uno studio che prosegue con il sostegno della Confederazione. Nel limite delle sue possibilità e competenze, la Confederazione continuerà a sostenere progetti valutando caso per caso.

In questo contesto occorre menzionare gli sforzi attualmente profusi dalla CDPE, da servizi federali e organizzazioni private per istituire una conferenza svizzera di coordinamento dell'educazione e dello sviluppo sostenibile. Tra le questioni da affrontare, l'educazione politica riveste particolare importanza analogamente alla protezione dell'ambiente e alla promozione della salute. Quale piattaforma di confronto, una simile conferenza avrebbe il compito di gettare le basi per garantire una politica nazionale coerente in questo ambito. Infine, la Confederazione continuerà a partecipare con la CDPE alle iniziative di educazione politica del Consiglio d'Europa.

Risposta del Consiglio federale.