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07.3656 · Interpellanza · 2007-10-04

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Quali possibilità intravede il Consiglio federale per promuovere in Svizzera la dialisi a domicilio, più conveniente e di qualità equivalente a quella ambulatoriale, in modo da sgravare l'assicurazione malattie obbligatoria?

Begründung

In Svizzera circa 3000 pazienti affetti da insufficienza renale cronica devono sottoporsi regolarmente a dialisi ("pulizia del sangue"). Secondo il rapporto annuale della Federazione svizzera per i compiti comuni degli assicuratori malattia (FSCC), a partire dal 2002 il numero dei pazienti sottoposti a dialisi è aumentato in media del 4 per cento all'anno. Se in futuro il tasso di crescita dovesse rimanere analogo, nel 2015 si prevedono circa 4500 pazienti sottoposti a dialisi. A meno di non sottoporsi a trapianto renale, i pazienti affetti da insufficienza renale cronica devono far capo alla dialisi fino alla fine della loro vita. Il trattamento può avvenire in un centro di dialisi esterno oppure a domicilio, mediante una procedura di qualità terapeutica equivalente a quella ambulatoria. I trattamenti in un centro di dialisi si svolgono con una frequenza di tre volte alla settimana, per una durata di quattro ore ciascuno. Questo significa che i pazienti sono fortemente limitati nella loro libertà quotidiana, mentre per coloro che esercitano un'attività lucrativa la conseguenza è l'invalidità. Invece, la dialisi a domicilio può essere eseguita anche di notte. Il paziente ha quindi la possibilità di lavorare e di disporre liberamente del suo tempo rimanente. I costi medi annuali di trattamento in un centro di dialisi si aggirano attorno agli 80 000 franchi mentre una dialisi a domicilio costa circa 65 000 franchi. Secondo la FSCC, nel 2006 per le dialisi sono stati spesi complessivamente 210 milioni di franchi, quasi il doppio rispetto al 1996 (120 milioni di franchi). Tenendo conto dell'attuale tasso d'incremento, nel 2015 i costi supereranno probabilmente i 350 milioni di franchi. Tali costi continueranno ad aumentare anche negli anni successivi. Ricerche personali mi hanno portato a concludere che, rispetto all'estero, in Svizzera la quota di pazienti sottoposti a una dialisi a domicilio è molto contenuta (10 per cento). Tale percentuale ha continuato a scendere dal 1995, quando era del 18 per cento. In Olanda si assesta oggi attorno al 27 per cento, in Danimarca al 24 per cento, in Svezia al 22 per cento, in Finlandia e nel Regno Unito al 21 per cento, mentre in Norvegia è al 20 per cento. Se in Svizzera la percentuale di pazienti sottoposti ad una dialisi a domicilio aumentasse analogamente, sarebbero possibili risparmi annui per decine di milioni di franchi, senza che ciò pregiudichi la qualità dell'assistenza ai pazienti.

Stellungnahme des Bundesrates

La dialisi in caso di insufficienza renale cronica è una delle prestazioni mediche il cui rimborso è stato disciplinato dalla Federazione svizzera per i compiti comuni degli assicuratori malattia (FSCC) tramite convenzioni speciali stipulate con i fornitori di prestazioni. Sebbene richieda una formazione approfondita (e costosa) dei pazienti, la dialisi a domicilio è indubbiamente più conveniente rispetto a quella eseguita in un apposito centro. La convenzione tariffale sulla dialisi prevede pertanto che il trattamento eseguito in un centro sia rimborsato in singoli casi soltanto se non è possibile eseguirlo a domicilio.

La dialisi a domicilio ha indubbi vantaggi per i pazienti rispetto a quella effettuata in un centro ospedaliero. Finora non sono mai stati analizzati i motivi della scarsa diffusione della dialisi a domicilio in Svizzera rispetto all'estero. È possibile che incidano alcuni fattori come la maggiore speranza in un trapianto renale a breve termine, la carenza di cultura sanitaria dei pazienti oppure un atteggiamento difensivo dei centri che assistono i pazienti affetti da insufficienza renale.

La Confederazione non ritiene necessario adottare misure particolari. In effetti, le convenzioni stipulate da assicuratori e fornitori di prestazioni prevedono, nell'ottica del contenimento dei costi, la verifica in ogni singolo caso dell'appropriatezza del ricorso alle dialisi praticate nei centri. Questa disposizione è già di per sé un incentivo a favore della dialisi a domicilio. Spetta dunque agli assicuratori e ai cantoni, quali responsabili dei centri di dialisi, analizzare i motivi della scarsa diffusione della dialisi a domicilio in Svizzera rispetto all'estero e eventualmente adottare ulteriori provvedimenti per incentivarla.

Risposta del Consiglio federale.