07.3735 · Postulato · 2007-10-05
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di prendere in considerazione le sanzioni commerciali per limitare l'importazione di beni provenienti da Paesi che non aderiscono al Protocollo di Kyoto (in particolare gli USA) e che inquinano inutilmente l'atmosfera con la produzione o l'emissione di grandi quantità di gas a effetto serra.
Begründung
Vi sono ancora Paesi che non hanno ratificato il Protocollo di Kyoto. Se Paesi come gli USA adottano posizioni unilaterali, anche gli altri Paesi industriali non possono impegnarsi seriamente nella protezione del clima. Il Consiglio federale deve pertanto esaminare se mediante sanzioni commerciali può esercitare pressioni su questi Paesi, in modo da ridurre le loro emissioni di CO2.
A tal riguardo vi è un precedente nell'ambito dell'OMC. Per la pesca di gamberetti, gli USA volevano obbligare la Tailandia a utilizzare reti che non danneggiassero le tartarughe marine. Dato che nelle reti un tempo utilizzate dalla Tailandia rimanevano impigliate numerose tartarughe in via d'estinzione, gli USA minacciarono un divieto d'importazione per i gamberetti. L'OMC sostenette allora la posizione degli USA, che si rifacevano al principio secondo cui i membri dell'OMC godono di libero accesso al mercato, ma possono essere sospesi se la loro industria di esportazione costituisce un pericolo per l'ambiente. Secondo il parere di esperti internazionali questo precedente può essere applicato alle imprese americane che durante il processo di fabbricazione emettono grandi quantità di gas a effetto serra.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
La protezione del clima è un tema importante per il Consiglio federale. Il Consiglio federale ritiene al tempo stesso che i problemi ambientali globali debbano essere coordinati a livello multilaterale. Per questo motivo la Svizzera s'impegna attivamente nei forum dell'ambiente, come la Conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e il Protocollo di Kyoto, affinché le politiche ambientali e commerciali siano messe su un piede d'uguaglianza e contribuiscano insieme alla realizzazione di uno sviluppo sostenibile. L'economia svizzera è strettamente integrata nel commercio mondiale e ha pertanto un interesse dichiarato per accordi multilaterali efficaci, che fissano un quadro giuridico valido per tutti gli Stati.
Il diritto dell'OMC prevede procedure chiare in caso di violazione delle sue disposizioni. Le sanzioni commerciali unilaterali sono giuridicamente incompatibili con l'OMC. Il diritto dell'OMC ammette tuttavia alcune deroghe a tale principio. Tuttavia, anche secondo il WTO Appellate Body (ad es. nel caso citato dei gamberetti e delle tartarughe), è abusivo e dunque inammissibile il ricorso all'eccezione per fare adottare agli altri membri dell'OMC la propria politica ambientale. La Svizzera non ha dunque la possibilità giuridica di usare sanzioni commerciali unilaterali per esercitare pressione sugli Stati che non hanno ratificato il Protocollo di Kyoto.
Il Consiglio federale ritiene che le sanzioni commerciali unilaterali, anche politicamente, non siano un mezzo adeguato per favorire la protezione dell'ambiente. Al contrario, il Consiglio federale sostiene gli sforzi, ad esempio per mezzo dei meccanismi flessibili del Protocollo di Kyoto, per incitare gli Stati a partecipare attivamente alla protezione globale dell'ambiente grazie ad una maggiore cooperazione. Quale membro del Comitato commercio e ambiente dell'OMC, la Svizzera s'impegna inoltre a migliorare la coerenza tra il diritto dell'ambiente e il diritto del commercio mondiale e a ridurre gli ostacoli tariffari e non tariffari per il commercio di prodotti e servizi ambientali.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.