07.3796 · Mozione · 2007-12-17
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di provvedere affinché l'arma militare personale venga ceduta in proprietà soltanto dietro presentazione di un permesso d'acquisto e a normali condizioni di mercato.
Begründung
Negli ultimi decenni, l'esercito ha ceduto in proprietà a ex militari dell'esercito circa 1,5 milioni di armi militari senza una seria verifica di eventuali motivi d'impedimento e senza esigere il pagamento di un prezzo usuale sul mercato. La stragrande maggioranza di queste armi giace inutilizzata in solai e cantine, molte di esse sono state rivendute per fini di lucro. Il DDPS conserva i dati sulla cessione di queste armi soltanto per dieci anni e non registra né cambiamenti di proprietà, né la perdita né altre importanti mutazioni.
Questo enorme quantitativo di armi lasciate in proprietà a persone che non hanno più nulla a che fare con l'esercito è la principale causa della grandissima abbondanza di armi da fuoco disponibili in Svizzera, abbondanza che secondo i risultati convergenti delle ricerche scientifiche è responsabile dell'alto numero di suicidi con arma da fuoco che si riscontra nel nostro Paese e oltretutto minaccia anche la sicurezza della gente in generale. Anche dal punto di vista militare, non vi è alcuna ragione di equipaggiare persone che non fanno più parte dell'esercito con armi da guerra a condizioni di gran lunga inferiori al prezzo di mercato e a spese del contribuente. Nel corso del primo semestre 2006, il DDPS ha realizzato un sondaggio presso i cantoni e la Federazione sportiva svizzera di tiro (FST) sulla futura procedura di verifica di eventuali motivi di impedimento al momento della cessione dell'arma militare. Circa la metà dei cantoni si sono espressi a favore dell'introduzione di un permesso di acquisto obbligatorio. Non si capisce come mai il 28 giugno 2006 il Consiglio federale abbia optato, su proposta del DDPS, per la più spinosa delle tre varianti poste in discussione: una mera "autodichiarazione" senza presentazione né di un estratto del casellario giudiziale né di un permesso d'acquisto.
Sulla scorta degli ultimi tragici avvenimenti, il Consiglio federale è pregato di rivenire sulla propria decisione e di elevare gli ostacoli per la cessione dell'arma personale perlomeno al livello previsto per la consegna di armi nella società civile.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Quando lasciano l'esercito, i militari ricevono in proprietà l'arma personale se soddisfano determinate condizioni. Secondo gli articoli 11 e 12 dell'ordinanza sull'equipaggiamento personale dei militari (OEPM; RS 514.10) devono effettuare determinati esercizi di tiro e manifestare così il loro interesse per il tiro fuori del servizio. Inoltre non devono sussistere motivi d'impedimento ai sensi della legge sulle armi per l'acquisto di un'arma. Infine, chi riceve l'arma deve pagare un contributo, che ammonta a 100 franchi per il fucile d'assalto 90 e a 30 franchi per la pistola. Si rinuncia alla riscossione del prezzo corrente di mercato poiché non si tratta di concludere un affare commerciale, bensì di cedere ai militari l'arma con cui hanno assolto per anni il servizio militare.
Gli eventuali motivi d'impedimento che dovessero opporsi nel caso concreto alla cessione dell'arma personale vengono esaminati preliminarmente. Nel novembre 2006 il Consiglio federale ha deciso che l'esistenza di tali motivi doveva essere accertata mediante autodichiarazione. I cantoni, competenti per lo svolgimento delle ispezioni di licenziamento, procedono in caso di bisogno a ulteriori accertamenti. Questo regime è ora in vigore dall'inizio del 2007.
Il DDPS considera con molta serietà la questione della pubblica sicurezza in rapporto con le armi dell'esercito e con la cessione dell'arma personale ai militari prosciolti. Non deve succedere che la Confederazione ceda armi a persone potenzialmente pericolose. Così, nell'ambito dell'ultima revisione della legge sulle armi, è stata creata la base per un migliore scambio di informazioni tra autorità civili e militari sugli abusi in materia di armi.
L'obiettivo consiste nel prevenire per quanto possibile l'impiego abusivo di armi cedute ai militari prosciolti dagli obblighi del servizio. Per ottenere questo risultato bisogna chiarire il più presto possibile se i singoli interessati presentano motivi d'impedimento che si oppongono alla cessione dell'arma. In effetti, incidenti e crimini riconducibili a una cessione inopportuna dell'arma personale nuocciono non da ultimo alla reputazione delle autorità federali e cantonali e dello stesso esercito.
Il capo del DDPS ha pertanto deciso di istituire un gruppo di lavoro "Armi d'ordinanza" con l'incarico di effettuare un'analisi completa degli aspetti di carattere militare, giuridico, istituzionale e sociologico relativi all'arma di servizio personale. In tale contesto saranno esaminate anche le questioni riguardanti la cessione dell'arma personale alla fine del servizio (cfr. al riguardo anche il parere del Consiglio federale in merito alla mozione Fetz 07.3912).
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.