07.3819 · Interpellanza · 2007-12-19
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Tenendo conto dell'importanza sempre maggiore, secondo i gestori degli impianti di risalita, dei cannoni da neve per garantire l'innevamento di numerose piste da sci, e dell'intenzione del Consiglio federale di ratificare i protocolli di attuazione della convenzione delle Alpi, in particolare il "Protocollo Turismo", articolo 14 capoverso 2, "Impianti di innevamento", chiedo al Collegio di rispondere alle seguenti domande:
1. Il Consiglio federale può garantire alle stazioni sciistiche che potranno continuare a utilizzare i cannoni da neve installati anche dopo la ratifica da parte della Svizzera dei protocolli di attuazione, in particolare del "Protocollo Turismo"?
2. Esso può garantire che anche in futuro tutte le località invernali che lo desiderano potranno installare nuovi cannoni da neve e/o sostituire quelli vecchi, com'è possibile attualmente nel quadro della legislazione vigente, indipendentemente dalla ratifica da parte della Svizzera dei protocolli di attuazione e, in particolare, del "Protocollo Turismo"?
3. Il collegio ha stilato un bilancio giuridico generale relativo all'applicazione e alla conseguente interdipendenza dei protocolli e, in particolare, un bilancio giuridico relativo all'applicazione dell'articolo 14 capoverso 2 del "Protocollo Turismo" nei Paesi che hanno già ratificato i protocolli, partendo da Austria, Germania e Francia?
4. In caso contrario, il collegio è disposto a incaricare un gruppo di lavoro interdipartimentale di stilare un tale bilancio? Se la risposta è no, perché è contrario?
5. In considerazione di quanto suesposto, il Consiglio federale può spiegare al Parlamento perché l'Italia, partner chiave della Svizzera sotto il profilo alpino, finora non ha ratificato nessuno dei protocolli di attuazione della Convenzione delle Alpi (cfr. sito Internet http://www.convenzionedellealpi.org), e ciò 7 e 14 (!) anni dopo avere firmato la convenzione, partendo proprio dal "Protocollo Turismo"? In caso contrario, perché il Consiglio federale non può o non vuole fornire tali informazioni?
Stellungnahme des Bundesrates
Le esperienze maturate hanno dimostrato che la Convenzione delle Alpi costituisce una buona base per lo scambio e la cooperazione tra gli Stati alpini, senza tuttavia limitarne il margine di manovra.
Il Consiglio federale risponde come segue alle domande:
1. Se le disposizioni federali e cantonali vigenti autorizzano l'installazione di un impianto di innevamento e l'impianto è stato eseguito a norma di legge, non è compromesso il futuro esercizio dell'impianto.
2. A tutt'oggi è possibile installare nuovi impianti di innevamento, se sono rispettate le disposizioni della legislazione elvetica in merito. Anche un'eventuale ratifica del "Protocollo Turismo", nell'ambito dell'attuazione della Convenzione delle Alpi del 1991, non cambierebbe la situazione. Le disposizioni federali in materia già adempiono i requisiti minimi del "Protocollo Turismo". Giungono alla stessa conclusione, per quanto concerne il diritto interno, la Germania (segnatamente il Libero Stato di Baviera - cfr."http://www.bmu.de/int_umweltpolitik/ weitere_multilaterale_zusammenarbeit/doc/38478.php". - e l'Austria - segnatamente il Land Salisburgo - cfr. "http://www.salzburg.gv.at/lpi-meldung?nachrid
=19813"). Secondo l'articolo 17 del "Protocollo Turismo", nei singoli casi è opportuno trovare soluzioni adeguate che permettano uno sviluppo equilibrato delle regioni e delle aree economicamente deboli.
3./4. La decisione in merito all'attuazione dei protocolli della Convenzione delle Alpi spetta agli Stati. Uno studio dell'amministrazione federale, in relazione alle discussioni su una possibile ratifica dei protocolli, ha evidenziato che i requisiti minimi dei protocolli della Convenzione delle Alpi sono già contemplati nella legislazione svizzera ("http://www.are.admin.ch/themen/raumplanung/ 00228/00290/00292/index.html?lang=de&download=NHzLpZeg7t,lnp6I0NTU042l2Z6ln1acy4Zn4Z2qZpnO2Yuq2Z6gpJCDe35,gmym162epYbg2c_JjKbNoKSn6A--"). Attualmente, non sono pertanto necessari studi più approfonditi, in particolare per quanto concerne l'attuazione dei protocolli da parte di altri Stati firmatari.
5. Il 4 luglio 2007, il governo italiano ha sottoposto al Parlamento un disegno di legge per la ratifica dei protocolli della Convenzione delle Alpi. Il disegno è stato accolto favorevolmente da tutte le commissioni parlamentari responsabili. Era previsto che nel gennaio 2008 il Parlamento decidesse in merito. Tuttavia, considerata l'attuale crisi di governo in Italia, la data della ratifica è di nuovo aperta. Alla luce della situazione, il Consiglio federale non reputa necessario stilare un rapporto, come richiesto dall'autore dell'interpellanza.
Risposta del Consiglio federale.