07.3827 · Interpellanza · 2007-12-19
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
Durante le giornate dell'esercito svoltesi a Lugano dal 20 al 25 novembre 2007 è stato permesso a minorenni non accompagnati da adulti di effettuare esercizi di tiro con il fucile d'assalto 90, come dimostrano le immagini trasmesse dalla TSI. Per i simulatori di tiro sono stati adoperati bersagli con sagome di esseri umani.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Il Consiglio federale approva che l'esercito svizzero contribuisca a banalizzare la violenza, l'uso della forza e l'uccisione di esseri umani?
2. Il Consiglio federale approva che si sia permesso anche ai minorenni di sparare ai simulatori di tiro?
3. Il Consiglio federale è disposto a dare istruzioni ai responsabili affinché in futuro nell'ambito di fiere pubbliche non venga più offerta la possibilità di impiegare simulatori di tiro e di esercitarsi a sparare?
Begründung
Illustri ricercatori che si occupano di conflitti, come ad esempio Johan Galtung, avvertono che a causa di un insieme di influssi culturali si sta instaurando una "cultura della violenza", una mentalità che considera la violenza come normale strumento di risoluzione dei conflitti. Così, l'uccisione di esseri umani, esibita in modo massiccio e intenso sia in televisione sia nei giochi elettronici e informatici, viene banalizzata e per finire legittimata. Con l'assorbimento di questa cultura della violenza si abbassa anche la soglia che inibisce il ricorso alla violenza nella vita reale. Il tiro con simulatori di tiro su obiettivi che ricordano le sagome di esseri umani promuove la cultura della violenza.
Stellungnahme des Bundesrates
Dal 20 al 25 novembre si sono svolte a Lugano le giornate dell'esercito 2007. Oltre a numerose esposizioni e dimostrazioni, è stato presentato al pubblico il tradizionale cinesimulatore di tiro. Come bersaglio sono state impiegate forme geometriche, e non sagome di esseri umani. Inoltre la regola secondo cui i minori potevano esercitarsi con il simulatore di tiro soltanto se accompagnati da adulti e con il loro consenso è stata chiaramente comunicata. Del resto, allo stand di tiro vi erano sempre rappresentanti dell'esercito che chiedevano ai minori se erano accompagnati da un adulto.
Il cinesimulatore di tiro è sempre un'attrazione, soprattutto per i giovani. A causa della forte affluenza, è possibile che i responsabili non abbiano sempre potuto verificare nel dettaglio le indicazioni fornite dai visitatori minorenni. Il Consiglio federale si rammarica se in singoli casi dei minori si sono esercitati con il simulatore di tiro senza essere accompagnati da adulti e senza il loro consenso.
Visto quanto precede, il Consiglio federale risponde in via riassuntiva alle domande come segue:
Il Consiglio federale non condivide l'opinione secondo cui mediante i simulatori di tiro l'esercito svizzero contribuisce a banalizzare la violenza, l'uso della forza e l'uccisione di esseri umani.
Il cinesimulatore di tiro non solo costituisce un'attrazione in occasione di fiere pubbliche, ma consente anche di presentare uno strumento d'istruzione moderno e di sensibilizzare la collettività sull'uso prudente e responsabile delle armi. Il Consiglio federale è tuttavia dell'avviso che, come già attualmente previsto, i minori debbano potersi esercitare con il cinesimulatore di tiro soltanto se accompagnati da adulti e con il loro consenso. In base alle esperienze concrete fatte alle giornate dell'esercito 2007 verrà tuttavia valutata la possibilità di migliorare i controlli d'accesso. Pertanto il Consiglio federale non reputa giustificato rinunciare a un simulatore di tiro in occasione di fiere pubbliche.
Risposta del Consiglio federale.