07.3860 · Interpellanza · 2007-12-20
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
La possibilità di compensare la futura riduzione di gas serra soprattutto all'estero mediante l'acquisto di certificati di emissione è oggetto, in Svizzera, di numerose riflessioni. In questo contesto desidererei dunque porre al Consiglio federale le seguenti domande:
1. Di quale ordine sarà, secondo il Consiglio federale, il potenziale di riduzione dei gas serra che si avrebbe in Svizzera entro il 2020 ammettendo che i costi economici - calcolati sull'intera durata di vita di un impianto - non superino l'attuale media di 20 franchi per tonnellata di CO2 equivalenti? A quanto stima essere questo potenziale se in futuro i prezzi dei certificati dovessero salire a 100 franchi per tonnellata di CO2 equivalenti? Chiedo inoltre al Consiglio federale che, in sede di risposta, tenga conto anche del potenziale che si otterrebbe attraverso l'adozione di standard tecnici minimi e il ricorso a strumenti di mercato.
2. A quanto ammonterebbero, secondo le stime del Consiglio federale, le perdite di valore aggiunto che si avrebbero in Svizzera qualora l'acquisizione di certificati derivanti da progetti di protezione del clima condotti all'estero dovesse essere privilegiata rispetto alle misure di riduzione adottate a livello svizzero?
3. Con quali strumenti il Consiglio federale intende garantire che in Svizzera la riduzione delle emissioni di gas serra venga prioritariamente intrapresa solo laddove le misure si rivelino più efficaci e più efficienti sotto il profilo del rapporto spesa/ricavo (costo/beneficio)?
4. La valutazione della qualità dei certificati d'emissione conseguiti attraverso lo scambio internazionale di quote d'emissione (CDM-Clean Development Mechanism) ha mostrato notevoli pecche. Come valuta il Consiglio federale l'attuale qualità - sotto il profilo, tra l'altro, della trasparenza, del vantaggio addizionale, del monitoraggio, del controllo e delle sanzioni - dei certificati d'emissione cui la Svizzera o, rispettivamente, la fondazione per il centesimo per il clima aderisce attraverso contratti per progetti, la partecipazione a fondi, a contratti di compravendita con operatori commerciali e contratti quadro con intermediari finanziari?
Begründung
Diversi studi, alcuni dei quali effettuati in ambienti vicini a quelli economici, mostrano che nei Paesi industrializzati continua a esserci un notevole potenziale di riduzione dei gas serra. Le misure necessarie a tal fine sono economiche o non incidono sui costi. La loro mancata attuazione comporterebbe una riduzione del benessere.
Un rapporto di recente pubblicazione ("Is the CDM fulfilling its environmental objectives? An evaluation of the CDM and options for improvement", Öko-Institut, ed., novembre 2007, Germania) mostra al contempo che il 40 per cento dei progetti di protezione del clima condotti finora da Paesi industrializzati in Paesi in via di sviluppo o di transizione potrebbero essere realizzati anche senza l'acquisto di certificati d'emissione e quindi senza produrre emissioni di gas serra supplementari e che spesso, anzi, i progetti non contribuiscono affatto allo sviluppo sostenibile dei Paesi ospiti.
Un ulteriore 20 per cento dei progetti finora condotti impediscono unicamente la produzione incontrollata di gas serra, fenomeno questo che nei Paesi industrializzati è ostacolato da severe normative ambientali. I Paesi in via di sviluppo non sono tuttavia in alcun modo incentivati ad inasprire la propria legislazione ambientale fintanto che possono conseguire delle entrate attraverso la vendita di certificati CDM agli Stati industrializzati. I progetti CDM possono pertanto ostacolare l'adozione di moderne normative ambientali da parte dei Paesi in via di sviluppo.
Lo studio citato si esprime in termini critici anche nei confronti degli organi di valutazione e di certificazione dei progetti CDM. Verificare che i progetti CDM producano un'effettiva riduzione dei gas serra è di fatto difficile. Sarebbe dunque opportuno rivedere tale strategia o studiare delle alternative.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Nonostante nel contesto internazionale le emissioni di gas serra della Svizzera siano relativamente esigue rispetto alla sua forza economica, il Paese dispone senza dubbio di potenzialità vantaggiose dal punto di vista dei costi. Vi sono infatti settori importanti che offrono l'opportunità di sfruttare a breve e a medio termine potenzialità sostanziali i cui costi sono comparabili a livello internazionale o potenzialità persino economiche: gli involucri degli edifici, gli impianti di riscaldamento e di aerazione negli edifici del settore terziario, i processi industriali, l'incenerimento di rifiuti biogeni solidi, le pompe di calore di grandi dimensioni, i grandi impianti d'incenerimento, i carburanti biogeni, i sistemi bonus/malus per veicoli e la modifica dello stile di guida (eco-drive; UFE: CO2-Vermeidungskosten im Inland: erneuerbare Energien, industrielle Prozesse und Mobilität. Kurzbericht zuhanden UREK-S, Subkommission Energiepolitik, gennaio 2008; UFE: CO2-Vermeidungskosten im Bereich der Gebäudeerneuerung in der Schweiz. Bericht zuhanden UREK-S, Subkommission Energiepolitik, gennaio 2008). Il mantenimento del prezzo del petrolio sui livelli attuali renderebbe conveniente anche l'adozione di un significativo numero di misure supplementari. Il fatto che queste potenzialità non vengano sfruttate è dovuto da un lato ai lunghi cicli di vita degli impianti e agli elevati costi d'investimento e dall'altro anche agli esistenti ostacoli tecnici, giuridici o strutturali.
Attualmente sono in corso diversi lavori volti a stimare quantitativamente le potenzialità di riduzione. Indicazioni dettagliate per un impiego efficiente di possibili strumenti sono illustrate nel progetto di legge sul clima da inviare in consultazione, che verrà inoltrato in estate al Consiglio federale.
2. Il finanziamento di progetti climatici all'estero implica dei costi, ma fornisce anche un contributo alla prevenzione delle emissioni in altri Paesi, in particolare nei Paesi in via di sviluppo. L'impegno all'estero non esclude tuttavia l'adozione di misure di riduzione delle emissioni in Svizzera.
Nell'ambito delle sue decisioni del 20 febbraio 2008 in materia di politica climatica, il Consiglio federale ha deliberato che l'impatto esercitato sull'economia nazionale dai diversi strumenti di politica climatica sarà sottoposto a discussione nel messaggio concernente la revisione della legge sul CO2.
3. L'impiego di strumenti di mercato, come per esempio una tassa d'incentivazione sulle emissioni di gas serra, permette di garantire una riduzione delle emissioni laddove viene offerta la maggiore efficienza sotto il profilo dei costi. Coloro che producono emissioni di gas serra sono incentivati a ridurre le loro emissioni ben oltre i valori limite attuali. Inoltre, possono decidere quale tecnologia utilizzare per ridurre le emissioni e in che misura ridurle. Ciò incentiva anche il settore della ricerca a cercare innovazioni tecnologiche.
4. Progetti di riduzione delle emissioni nei Paesi in via di sviluppo (il cosiddetto Clean Development Mechanism, CDM) devono essere soggetti a un ciclo di progetti definito in modo chiaro e già disciplinato dalle prescrizioni di esecuzione del Protocollo di Kyoto. Le documentazioni del progetto e le emissioni di gas serra ridotte dalla realizzazione del progetto sono controllate da servizi di controllo accreditati indipendenti prima del rilascio dei certificati da parte del consiglio esecutivo del CDM. Di centrale importanza, e spesso difficile, è fornire la prova che si tratta di progetti supplementari che non sarebbero stati realizzati in ogni caso (addizionalità). I progetti CDM devono prima essere approvati dagli Stati coinvolti.
La Svizzera si impegna a livello internazionale per il miglioramento continuo del meccanismo. In occasione della Conferenza sul clima di Bali, per esempio, ha proposto un'ampia revisione del meccanismo e delle sue istituzioni, nell'intento di migliorare ulteriormente la qualità del CDM.
In Svizzera, l'utilizzazione dei meccanismi flessibili è lasciata al settore privato. In quanto importante attore nel contesto svizzero, la fondazione per il centesimo per il clima ha definito rigorosi requisiti di qualità per i progetti cui assicura sostegno. I progetti della fondazione sono attuati nel rispetto delle prescrizioni previste a livello internazionale e soddisfano i requisiti fissati.
Risposta del Consiglio federale.