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Peggioramento della qualità della formazione per le professioni sanitarie. Contromisure del Consiglio federale

07.3876 · Interpellanza · 2007-12-21

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Per quanto tempo ancora la formazione di infermerie/infermiera diplomato/a verrà offerta nella Svizzera tedesca quale professione tradizionalmente femminile, a livello inferiore della scuola specializzata superiore, rispetto al livello di scuola universitaria professionale presente nella Svizzera romanda?

2. Quali misure adotta il Consiglio federale per combattere questa discriminazione?

Begründung

Già da diversi anni i Paesi limitrofi, così come la Svizzera romanda, offrono formazioni nel settore sanitario prevalentemente a livello di scuola universitaria professionale. Le attuali discussioni in seno all'UFFT suscitano incertezze: si teme che un'armonizzazione nella Svizzera potrebbe portare a una formazione di livello inferiore, ovvero alla scuola specializzata superiore, come lo si può già riscontrare prevalentemente nella Svizzera tedesca. In futuro tutte le altre professioni sanitarie (levatrice, ergoterapista, dietista, fisioterapista) si collocheranno esclusivamente a livello di scuola universitaria professionale.

Considerando i raffronti internazionali, gli studi sullo sviluppo del settore sanitario, le situazioni dei pazienti sempre più complesse e il chiaro riconoscimento di permettere alle professioni sanitarie una formazione di livello superiore, anche la formazione infermieristica dovrà essere offerta a livello di scuola universitaria professionale. Non da ultimo ciò per garantire la parità tra uomo e donna nel mondo professionale.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale attribuisce la massima importanza alla garanzia di un'assistenza sanitaria ottimale nel nostro Paese. Attualmente, a causa della carenza di personale, circa un terzo del personale attivo nel settore sanitario è reclutato all'estero. Il Consiglio federale è pertanto convinto che sia necessario disporre di una sufficiente offerta formativa a tutti i livelli.

1. Fino alla fine del 2003 la regolamentazione e il riconoscimento delle professioni nel settore sanitario spettavano ai cantoni. La Conferenza dei direttori cantonali della sanità (CDS) ha affidato questo compito alla Croce Rossa Svizzera (CRS), che disciplinava e sorvegliava tra l'altro anche le formazioni infermieristiche. In vista del trasferimento alla Confederazione della competenza in materia di regolamentazione sono stati organizzati vari incontri con la CDS, con la Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) e con le associazioni professionali per trattare il futuro posizionamento delle cosiddette professioni CRS. Sulla base di questi incontri la CDPE ha approvato il 13 maggio 2004 il nuovo profilo di scuola universitaria professionale e ha deciso che nella Svizzera tedesca solo il 5 a 10 per cento degli studenti del settore delle cure infermieristiche devono essere formati a tale livello, contrariamente a quanto avviene nella Svizzera romanda in cui le professioni infermieristiche sono offerte a livello di scuola universitaria professionale. Il nuovo programma quadro d'insegnamento per infermiera diplomata SSS/infermiere diplomato SSS elaborato dall'Organizzazione svizzera del mondo del lavoro per le professioni sanitarie OdASanté e dalla Conferenza svizzera delle formazioni in cure infermieristiche di livello terziario (CSFI) è entrato in vigore il 1° gennaio 2008. Nel frattempo al livello secondario II è stata introdotta la figura professionale dell'operatore socio-sanitario, aprendo così una via d'accesso alle formazioni di livello terziario nel settore sanitario. Soltanto il 15 per cento dei diplomati di questa nuova professione conseguono oggi la maturità professionale, che costituisce il requisito per accedere a una scuola universitaria professionale. Considerando la carenza di infermieri e il fatto che per assicurare l'assistenza sanitaria del nostro Paese si recluta all'estero circa la metà del personale, è necessaria un'adeguata offerta formativa a tutti i livelli di formazione.

2. Le formazioni a livello di scuola specializzata superiore sono offerte praticamente in tutti i settori quali ad esempio economia, tecnica, design, ecc. e riscuotono ampi consensi sia nel mondo economico che nella società. Non esiste alcun motivo per mettere in discussione questo tipo di formazione, qualitativamente valida e socialmente riconosciuta anche nell'ambito delle cure infermieristiche. Non vediamo riscontri che depongano per una discriminazione di questa professione tradizionalmente femminile. L'ampiezza dell'offerta potrebbe costituire invece un fattore di successo fondamentale per garantire in futuro l'assistenza sanitaria nel settore delle cure.

Risposta del Consiglio federale.

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