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07.475 · Iniziativa parlamentare · 2007-10-05

Liquidato

Wortlaut

In virtù dell'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e dell'articolo 107 della legge sul Parlamento presento la seguente iniziativa parlamentare:

Chiedo che le norme legislative vigenti siano modificate in modo da permettere l'introduzione generale della settimana lavorativa di 4 giorni, sulla base di una durata massima di lavoro di 36 ore settimanali. La metà della riduzione del tempo di lavoro ottenuta va riservata al tempo libero e l'altra metà all'aggiornamento dei lavoratori. Le nuove norme legali saranno applicabili solo ai settori economici che non le avranno introdotte mediante convenzione entro il 2015.

Begründung

- La crescita economica è il motore della creazione di nuovi impieghi. Ciò non toglie che a parità di crescita, una riduzione del tempo di lavoro permette di generare posti di lavoro supplementari, come dimostrato da diverse esperienze: settimana di 28 ore presso la Volkswagen, settimana di 35 ore in Francia, ecc.

- A parità di ore, l'effetto di una settimana di 4 giorni sull'impiego è nettamente più marcato che una riduzione lineare della durata di lavoro, come è stato constatato sulla base di numerose esperienze svolte in Francia: gruppo Prado, coopérative laitière Even, Ducs de Gascogne, ecc.

- In materia di durata del lavoro la Svizzera è il fanalino di coda dell'Europa. Considerando l'insieme dei settori economici, gli Svizzeri lavorano ancora più di 42 ore per settimana, ossia due ore in più della media degli Europei. Occorre quindi recuperare il terreno perso.

- La nostra iniziativa parlamentare è concepita come una "legge scopa" nel senso che per ottenere la riduzione del tempo di lavoro proposta, è data la priorità alla negoziazione e le norme legislative sono applicate solo a titolo sussidiario a partire dal 2015.

- Da ultimo, destinando la metà della riduzione del tempo di lavoro all'aggiornamento, intendiamo dimostrare che i lavoratori non vogliono solo lavorare meno per distrarsi e riposarsi, ma anche per adeguarsi ai cambiamenti tecnologici sempre più rapidi. Tale adeguamento non sarà solo nell'interesse dei lavoratori, ma anche di quello delle imprese.