08.1130 · Interrogazione · 2008-12-15
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Nella versione tedesca dell'articolo 43 della legge federale sulle forze idriche è utilizzato il termine "wohlerworbenes Recht" (diritto legittimamente acquisito) che risale all'epoca predemocratica del feudalismo. In tale contesto invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. L'impiego di tale termine significa che:
a. tutti gli altri rapporti giuridici, quali il diritto del lavoro, il diritto di famiglia, il diritto successorio e i diritti reali, sono diritti illegittimamente acquisiti o non acquisiti?
b. Usando termini quali "diritti acquisiti" i titolari di tali diritti speciali possono eludere la nostra democrazia diretta e la legislazione federale e non devono applicare il diritto federale, come ad esempio nel caso delle Ilanzer Kraftwerke nel 1981/1984?
c. Si tratta di privilegi e diritti speciali non applicabili ad altri rapporti giuridici e, in caso affermativo, esiste una pertinente base costituzionale?
2. Dalla fondazione del nostro Stato federale, nel 1848, la Costituzione federale può essere modificata in qualsiasi momento. Dal 25 ottobre 1908 secondo la Costituzione federale per il diritto d'acqua è fatta salva la legislazione futura. Il Consiglio federale può tollerare che singoli soggetti giuridici non debbano applicare la legislazione federale in vigore adducendo come motivo il "diritto acquisito"?
a. Adducendo lo stesso motivo, possono derogare all'applicazione del diritto federale vigente anche altri soggetti giuridici? In caso affermativo, quali?
b. Vista la clausola di revisione prevista dalla Costituzione federale l'ex giudice federale W. Dubach dubita che "il legislatore possa prevalere su se stesso". Le garanzie al riguardo non avrebbero alcun effetto giuridico. Il Consiglio federale condivide questo parere?
3. In una perizia il giudice federale Dubach ha dimostrato che non si è riusciti a parafrasare il termine "diritto legittimamente acquisito", aggiungendo che si tratta di una "finzione ... con lo scopo ... di caratterizzare volutamente una fattispecie in modo diverso da come si presenta". Il professor A. Kölz, esperto di diritto costituzionale, ha parlato di "testimoni di un passato giuridico non ancora superato" che andrebbero aboliti (cfr. Legende Greina, pag. 81 segg.)
Se, conformemente alla Costituzione, tale "finzione" (che sinora ha causato maggiore incertezza giuridica e decine di procedimenti legali) fosse sostituita dalla garanzia della proprietà, ne conseguirebbero degli svantaggi per i concedenti e i concessionari? Gli eventuali svantaggi non potrebbero essere risarciti in base alla garanzia della proprietà e, in caso affermativo, quali?
Stellungnahme des Bundesrates
Di principio la legislazione può essere modificata in ogni momento. Tuttavia il legislatore, come altri enti statali, deve attenersi ai principi dello Stato di diritto e ai diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione. Il concetto di "diritti legittimamente acquisiti" va considerato in tale contesto.
Nel diritto amministrativo generale, per diritti legittimamente acquisiti si intendono i diritti che conferiscono al loro titolare una posizione simile a quella della proprietà e che possono essere limitati o revocati dal legislatore soltanto alle condizioni previste per un'ingerenza nella garanzia della proprietà (cfr. Enrico Riva, Wohlerworbene Rechte - Eigentum - Vertrauen, Berna 2007, in particolare pagg. 33 segg., 127 segg.; Ulrich Häfelin/Georg Müller/Felix Uhlmann, Allgemeines Verwaltungsrecht, 5 ed., Zurigo 2006, n. marg. 1008; Pierre Tschannen/Ulrich Zimmerli, Allgemeines Verwaltungsrecht, 2 ed., Berna 2005, pag. 399 seg.; André Grisel, Traité de droit administratif, Neuchâtel 1984, pag. 589 segg.). Nella maggior parte dei casi non è possibile determinare se un diritto in tal senso può essere considerato come legittimamente acquisito fondandosi su una definizione astratta del concetto, bensì soltanto interpretando le pertinenti norme legali e i diritti garantiti dalla Costituzione nonché procedendo a una ponderazione degli interessi. Per questo motivi, svariati autori reputano superfluo o superato il concetto di diritto legittimamente acquisito (cfr. p.es. Fritz Gygi, Verwaltungsrecht, Berna 1986, pagg. 116, 165; Alfred Kölz, Intertemporales Verwaltungsrecht, in: RDS 1983, pag. 187). In che misura il legislatore, nell'istituire il nuovo diritto, debba tenere conto delle posizioni giuridiche esistenti può essere definito anche in generale - ossia oltre l'esame dei diritti legittimamente acquisiti - nell'ambito della protezione della fiducia (art. 9 Cost.; cfr. Alfred Kölz, loc. cit.).
Un diritto legittimamente acquisito gode al massimo della protezione conferita a un diritto fondamentale (garanzia della proprietà o principio della fiducia). Le limitazioni rimangono sempre possibili, perlomeno alle condizioni di cui agli articoli 36 e 26 capoverso 2 della Costituzione. Pertanto i diritti legittimamente acquisiti non si situano al di fuori dell'ordinamento costituzionale democraticamente legittimato.
Nella versione tedesca, l'articolo 43 capoverso 1 della legge del 22 dicembre 1916 sulle forze idriche (LUFI; RS 721.80) designa il diritto d'utilizzazione conferito con la concessione come diritto legittimamente acquisito. Il capoverso 2 del medesimo articolo definisce la protezione di cui gode il diritto d'utilizzazione. L'espressione "diritto legittimamente acquisito" non è pertanto determinante (cfr. Werner Dubach, Die wohlerworbenen Rechte im Wasserrecht, in: Ufficio federale dell'economia delle acque ed., Comunicato 1/80, pag. 17 seg.). Secondo l'articolo 43 capoverso 2 LUFI il diritto d'utilizzazione, una volta concesso, può esser revocato o ridotto solo per motivi di pubblica utilità e contro piena indennità. Il Tribunale federale ha tuttavia ritenuto ammissibile l'applicazione di nuove leggi più severe se queste non comportano un'ingerenza nella sostanza o nell'essenza del diritto d'utilizzazione istituito dalla concessione (DTF 107 Ib 140 consid. 3b; 126 II 171 consid. 3c). Inoltre le concessioni hanno una durata di 80 anni al massimo, contando dall'apertura dell'esercizio (art. 58 LUFI). Le concessioni ancora rilasciate in base al diritto previgente, senza nessuna restrizione di durata, devono essere limitate a posteriori (DTF 127 II 69 consid. 5b).
Risposta del Consiglio federale.