08.1134 · Interrogazione · 2008-12-18
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Come rilevato da uno studio commissionato dall'Ufficio federale dello sviluppo territoriale e pubblicato recentemente, in Svizzera ci sono circa 350 aree industriali dismesse. 220 di queste aree si trovano nel comprensorio di comuni ben situati e collegati con i mezzi di trasporto pubblici. Molti di questi terreni sono di proprietà dei poteri pubblici. Anche le FFS e la Confederazione possiedono molti terreni ben situati. Fatte queste considerazioni, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. È anch'esso del parere che, per frenare l'espansione edilizia disordinata, sia auspicabile costruire innanzitutto nelle zone ben collegate dai trasporti pubblici?
2. È disposto a mettere a disposizione le aree industriali dismesse di cui è direttamente (aree dell'esercito) o indirettamente (FFS) proprietaria la Confederazione, allo scopo primario di costruire alloggi a prezzi favorevoli? In caso affermativo, ritiene possibile dare la preferenza a committenti che si occupano della costruzione di abitazioni di utilità pubblica, in modo da impedire la speculazione edilizia?
3. È disposto ad assicurare un ulteriore sostegno finanziario a questi committenti nella costruzione di detti alloggi?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Contenere l'espansione edilizia disordinata è un obiettivo centrale dello sviluppo territoriale e della politica ambientale. È necessaria una riconversione delle superfici d'insediamento poco utilizzate e situate in zone ben collegate dai mezzi pubblici, come ad esempio le aree industriali dismesse, prima di collegare nuove aree di insediamento.
Nel riqualificare le aree industriali dismesse, è compito degli addetti alla pianificazione del territorio prendere in considerazione e coordinare, oltre alle esigenze sociali, anche gli aspetti ecologici ed economici. Sul piano della politica dei trasporti, è necessario utilizzare maggiormente le aree industriali dismesse ben collegate, in modo da sfruttare meglio l'infrastruttura esistente. Lo sviluppo centripeto degli insediamenti e l'armonizzazione fra edilizia e trasporti sono pertanto elementi essenziali delle strategie messe in atto dalla Confederazione nella sua politica degli agglomerati nonché requisiti fondamentali di cui deve tenere conto la pianificazione direttrice dei cantoni. Questi aspetti sono ritenuti particolarmente importanti anche nell'ambito della revisione della legge sulla pianificazione del territorio attualmente in consultazione.
Il 18 giugno 2008, con il rapporto "Umnutzung von Industrie-und Gewerbebrachen - Massnahmen zur Förderung" (in tedesco), il Consiglio federale ha approvato misure concrete per l'utilizzazione delle aree dismesse. La Confederazione intende infatti impegnarsi maggiormente, affinché le aree dismesse che utilizza o di cui essa è proprietaria possano continuare ad essere utilizzate. Inoltre, occorre rendere meglio accessibile alle cerchie interessate il know how nazionale e internazionale acquisito in questo ambito e offrire una panoramica delle aree dismesse in modo da creare maggiore trasparenza. Attualmente, l'Ufficio federale dell'ambiente sta già mettendo a punto strumenti concreti per favorire una riqualificazione efficace delle aree industriali dismesse.
2. Le aree militari in esubero non possono essere in genere considerate aree dismesse, in quanto anch'esse devono adempiere una condizione fondamentale, e cioè la loro idoneità per una riqualificazione a scopo di insediamento. La maggior parte degli immobili militari dismessi non soddisfa questo requisito.
I pochi immobili rimanenti, adatti ad una riconversione a scopo civile, presentano invece un notevole potenziale di mercato. I comuni e i cantoni del luogo, che vengono informati per primi dal DDPS, sono fortemente interessati ad un loro riutilizzo. Nell'ambito delle loro competenze in materia di pianificazione, spetta a questi comuni e cantoni definire la destinazione delle zone; ciò permette loro di influire sull'utilizzazione futura a scopo civile e di dare la preferenza ad esempio a committenti operanti nel settore edilizio di utilità pubblica. Per questo tipo di controllo da parte del DDPS, non esiste nessun mandato del Consiglio federale. Prima della loro vendita, le grandi aree vengono sviluppate in vista della loro riqualifica, nell'ambito di una collaborazione tra DDPS e comuni e cantoni interessati.
In virtù della legge federale del 20 marzo 1998 sulle Ferrovie federali svizzere (RS 742.31), le FFS sono tenute ad agire secondo principi di economia aziendale. La strategia della Confederazione in qualità di proprietaria pone le condizioni quadro in cui le FFS svolgono le loro attività immobiliari. Un mandato diretto della Confederazione, come auspicato dall'autore della presente interrogazione, sarebbe in contraddizione con il mandato conferito alle FFS dalla legge. Tuttavia, la Confederazione si aspetta che le ferrovie collaborino con le autorità cantonali e comunali nel realizzare i poli di sviluppo nelle zone intorno alle stazioni e sostiene queste autorità nell'integrare le aree dismesse delle FFS in uno sviluppo degli insediamenti coerente con i principi della pianificazione territoriale.
3. I committenti di abitazioni a fini di utilità pubblica possono beneficiare dei mutui a tassi d'interesse favorevoli, finanziati con il credito quadro secondo l'articolo 43 lettera a della legge del 21 marzo 2003 sulla promozione dell'alloggio (RS 842), anche per provvedimenti edilizi nelle aree industriali dismesse. Una volta che si è esaurito il credito quadro, il Consiglio federale non prevede più nessun aumento di questi mezzi finanziari.
Risposta del Consiglio federale.