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08.3071 · Mozione · 2008-03-12

Parlamento

Liquidato

Wortlaut

L'Ufficio del Consiglio nazionale è incaricato di modificare le disposizioni del regolamento interno in modo tale che il primo lunedì di ogni sessione il Consiglio nazionale si impegni a cantare una strofa dell'inno nazionale svizzero in una delle quattro lingue nazionali.

Begründung

In Svizzera l'inno nazionale svizzero è conosciuto solo in modo nettamente insufficiente. Il Consiglio di Stato del canton Lucerna ha dovuto rispondere a un mio postulato che auspicava l'integrazione dell'inno nazionale nel piano degli studi delle scuole lucernesi e in tale occasione si era espresso a favore di un miglioramento del livello di conoscenza dell'inno in ambito scolastico e nella società in generale. Accogliendo tale raccomandazione propongo quindi che l'osservanza dell'inno nazionale svizzero venga introdotta anche a Palazzo federale. Si tratta infatti di un simbolo dello Stato che in molti altri Paesi è oggetto di maggior considerazione e rispetto. I nostri giovani saranno quindi disposti a seguire l'esempio dato dei politici e a imparare l'inno nazionale nell'ambito della loro formazione generale.L'imminente avvio di Euro 2008 rappresenta un momento privilegiato per salutare l'introduzione dell'inno nazionale svizzero nel regolamento interno del Consiglio nazionale.

Antrag des Bundesrates

L'Ufficio del Consiglio nazionale propone, con 7 voti contro 2, di respingere la mozione. La minoranza (Baader Caspar, Parmelin) propone di approvarla.

Stellungnahme des Bundesrates

L'autrice della mozione auspica che il Consiglio nazionale canti una strofa dell'inno nazionale svizzero all'inizio di ogni sessione, in modo che a questo simbolo dello Stato sia riconosciuta la giusta importanza anche a Palazzo federale.In alcuni Paesi è consuetudine trasmettere l'inno nazionale nei cinema e teatri oppure farlo cantare nelle scuole ogni mattina. Per contro, in Svizzera questa usanza è praticamente sconosciuta. Generalmente il nostro inno si sente suonare il giorno della festa nazionale, nelle manifestazioni sportive o nelle cerimonie politiche o militari.Benché sia consapevole del significato culturale e del senso di comune identità che l'inno veicola, la maggioranza dell'Ufficio del Consiglio nazionale è contraria alla sua istituzionalizzazione. Secondo l'Ufficio, ciascun cittadino ha una propria concezione dell'inno: per alcuni esso è motivo di orgoglio, per altri di indifferenza o perfino di avversione. Mentre alcuni apprezzano il carattere religioso e il pathos dell'inno, risalenti all'epoca della costituzione dello Stato federale, altri non condividono il contenuto del testo per motivi legati al sesso (l'inno si rivolge a un pubblico esclusivamente maschile, per lo meno nella versione tedesca), all'origine o al credo religioso. Negli ultimi anni sono stati depositati vari interventi parlamentari volti a rielaborare il testo per renderlo adeguato ai tempi odierni. Del resto, l'Assemblea federale è chiamata a rappresentare tutto il popolo nella sua eterogeneità.Contrariamente al rito di giuramento o alla promessa solenne prestati da ciascun membro dell'Assemblea federale prima di entrare in funzione, il fatto di ascoltare e cantare l'inno nazionale all'inizio delle sessioni esula dalla tradizione parlamentare del nostro Paese. Per rispetto nei confronti delle numerose minoranze rappresentate in Parlamento, le esternazioni patriottiche sono piuttosto inconsuete in questa sede. Anche in passato l'inno nazionale non si è sentito suonare nemmeno quando l'appello alla coesione nazionale diventava impellente, come nel caso del giuramento del generale Guisan prima dello scoppio della seconda guerra mondiale. Finora l'inno è stato diffuso un'unica volta in Parlamento: nel 2003, su richiesta dell'allora presidente del Consiglio nazionale in occasione dell'apertura della legislatura. Il fatto ha suscitato reazioni assai contrastanti.La maggioranza dell'Ufficio vuole evitare che l'aula della Camera diventi un luogo di spettacolo patriottico; essa ritiene che ogni parlamentare abbia facoltà di decidere in quale modo esprimere l'attaccamento al proprio Paese. Peraltro i parlamentari meno dotati nel canto potrebbero sentirsi esclusi se, all'inizio di ogni sessione, dovessero accontentarsi di ascoltare i colleghi.Una minoranza dell'Ufficio ritiene invece che la richiesta dell'autrice della mozione vada sostenuta perché l'inno nazionale merita maggiore considerazione.

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