La politica della consigliera federale Calmy-Rey nei confronti dell'Iran viola il principio della neutralità?
08.3123 · Interpellanza · 2008-03-19
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Con la sua visita di metà marzo a Teheran, la consigliera federale Calmy-Rey ha infranto tutti i principi della politica estera svizzera: neutralità, rispetto e impegno a favore della libertà, della democrazia e dei diritti umani. I due pesi e le due misure del DFAE sono insopportabili e offendono i nostri partner esteri tradizionali in America del Nord e in Europa.
1. Quale cifra (compreso il costo di diversi voli della consigliera federale Calmy-Rey e del segretario di Stato Ambühl a Teheran) deve sborsare il contribuente svizzero per la politica fallimentare nei confronti dell'Iran che suscita disapprovazione in tutto il mondo?
2. Il DFAE è in grado di mostrare risultati concreti dei supposti tentativi di mediazione nella disputa sul nucleare in Iran, che né gli USA né l'UE desiderano veramente, e del cosiddetto dialogo sui diritti dell'uomo?
3. Perché la Svizzera, Stato neutrale, fa la corte a un Paese che è tra gli sponsor più importanti del terrorismo internazionale, che viola sistematicamente i diritti umani e delle donne e i cui vertici negano l'olocausto?
4. Qual è il risultato della lezione che la consigliera federale Calmy-Rey ha voluto dare agli iraniani in materia di olocausto?
5. Quando il Consiglio federale si deciderà a bloccare i tentativi di mettersi in mostra della consigliera federale Calmy-Rey, contrari agli interessi del nostro Paese e, soprattutto, alla neutralità?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Nei viaggi della capa del DFAE e in quelli del segretario di Stato sono affrontati temi molto diversi. Non è pertanto possibile né ammissibile indicare separatamente i costi di ciascun tema discusso nell'ambito di una visita.
2. Dal 2006 la Svizzera ha sviluppato diverse idee sul programma atomico iraniano per permettere ai partner direttamente interessati di avviare un dialogo e trovare una soluzione diplomatica. In questo contesto la Svizzera ha avuto numerosi contatti con l'Iran, con il gruppo dei P5+1 (Germania, Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia e Stati Uniti) e con il loro rappresentante Javier Solana, nonché con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica. Come è normalmente il caso per attività di questo genere, è attualmente difficile valutare in che misura gli sforzi svizzeri siano stati coronati dal successo.
3. Il Consiglio federale ritiene che il dialogo rimane lo strumento migliore per comporre le divergenze tra i membri della comunità internazionale. Il dialogo bilaterale in materia di diritti dell'uomo va iscritto in questo contesto. Così, in occasione della sua visita a Teheran, la capa del DFAE ha chiaramente condannato determinate opinioni e pratiche che hanno corso in Iran come le lapidazioni, le amputazioni e la pena di morte, in particolare per i minorenni.
4. La capa del DFAE ha ripetutamente condannato la retorica anti israeliana delle autorità iraniane e ha pure dichiarato che la negazione del diritto all'esistenza dello Stato d'Israele come pure la negazione dell'olocausto sono inaccettabili. Il viaggio a Teheran ha offerto l'opportunità di riaffermare questa posizione in modo inequivocabile a tutti gli interlocutori, compreso il presidente dell'Iran.
5. Un sostegno politico si è rivelato importante per concludere questo accordo. Il Consiglio federale è stato informato del progetto di contratto d'acquisto di gas fra la società svizzera EGL e la società nazionale iraniana NIGEC come pure della presenza di un membro del Consiglio federale al momento della firma del contratto.
Risposta del Consiglio federale.