08.3150 · Interpellanza · 2008-03-19
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Stando ai dati del capo del DATEC, il consigliere federale Moritz Leuenberger, il Consiglio federale ha stabilito nel piano d'azione per l'efficienza energetica un aumento massimo del 5 per cento del consumo di elettricità tra il 2010 e il 2020 (cfr. scheda informativa del DATEC del 21 febbraio 2008).
Con il potenziamento della NFTA, le FFS da sole si attendono un incremento di oltre il 15 per cento del consumo di elettricità. Il passaggio dai riscaldamenti a gas e a olio alle pompe di calore più ecologiche fa aumentare già oggi i consumi in modo massiccio. La crescita economica e demografica nonché l'uso maggiore di apparecchi elettronici costituiscono ulteriori fattori di incremento futuro del consumo di corrente elettrica. Tuttavia, secondo gli obiettivi del Consiglio federale, l'aumento annuo del consumo di elettricità non deve superare lo 0,5 per cento nel prossimo decennio o il 5 per cento dal 2010 al 2020.
1. Su quali basi di calcolo poggia l'obiettivo del Consiglio federale di incrementare del 5 per cento il consumo di elettricità per il periodo tra il 2010 e il 2010?
2. È disposto a presentare in modo trasparente le sue ipotesi in un rapporto? In caso affermativo, quali sono le basi di calcolo e i risparmi conseguiti per le singole misure?
3. A quanto ammontano per la popolazione e l'economia i costi supplementari stimati delle singole misure (elenco in forma di tabella) con l'adozione di una strategia best practice?
4. Che cosa intende fare se l'aumento del consumo di elettricità dovesse superare l'obiettivo del 5 per cento?
5. Da diversi anni la Svizzera è importatrice di energia elettrica. Con quali misure il Consiglio federale intende garantire la sicurezza dell'approvvigionamento, in particolare il fabbisogno supplementare di elettricità?
6. Quale importanza attribuisce alle grosse centrali elettriche per quanto concerne la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico?
Stellungnahme des Bundesrates
1./2. Nelle prospettive energetiche dell'UFE si prevede tra il 2010 e il 2020 un aumento massimo del 5 per cento del consumo di elettricità, se misure supplementari efficaci, come quelle esposte nei piani d'azione, saranno attuate in modo coerente. È questo il contesto dello scenario III delle prospettive. Quest'obiettivo può essere raggiunto senza grosse conseguenze per l'economia, a condizione che i nostri principali partner commerciali perseguano una strategia simile a favore della protezione del clima, dell'efficienza energetica e della promozione delle fonti rinnovabili.
Fino al 2035 l'incremento della domanda di elettricità dei nuclei familiari nello scenario III può essere sensibilmente limitato rispetto al 2000. Senza misure supplementari, la domanda di corrente elettrica dei nuclei familiari aumenta del 33 per cento. Nello scenario III, malgrado il maggiore impiego di pompe di calore, tale aumento si limita al 13 per cento.
Nell'ambito del traffico ferroviario, rispetto alle già notevoli misure di efficienza dello scenario I ci si attende una quota maggiore di sistemi di recupero efficienti (recupero di energia in fase di frenata), con un aumento dell'efficienza dell'8 per cento. Nell'insieme lo scenario III concernente il traffico ferroviario presuppone un incremento del consumo di elettricità del 19 per cento tra il 2000 e il 2035.
Tutti questi dati sono presentati in modo completo e trasparente nei rapporti finali 1 e 2 delle prospettive energetiche. Pertanto non è necessario un ulteriore rapporto.
3. Gli effetti economici delle misure dei piani d'azione sono attualmente oggetto di esame in collaborazione con la Segreteria di Stato dell'economia (SECO). Per quanto concerne il settore apparecchi e motori (strategia best-practice), i costi per la Confederazione ammontano in totale a 230 000 franchi all'anno, nel quadro del budget di SvizzeraEnergia. Nella seguente tabella sono elencati i costi per la Confederazione relativi alle singole misure:
1 Adozione di requisiti minimi per gli apparecchi elettrici e accordi rapidi per gli apparecchi speciali (strategia best-practice)
Costi per la Confederazione (totale): 230 000 franchi all'anno
1a Adozione di requisiti minimi per gli elettrodomestici con l'etichettaEnergia
Costi per la Confederazione: 50 000 franchi all'anno per l'esecuzione (nel quadro del budget SvizzeraEnergia)
1b Adozione di requisiti minimi per gli apparecchi elettronici
Costi per la Confederazione: 30 000 franchi all'anno per l'esecuzione (nel quadro del budget SvizzeraEnergia)
1c Adozione di requisiti minimi per gli apparecchi destinati all'illuminazione elettronica
Costi per la Confederazione: 20 000 franchi all'anno per l'esecuzione (nel quadro del budget di SvizzeraEnergia)
1d Adozione di requisiti minimi per motori elettrici normalizzati
Costi per la Confederazione: 30 000 franchi all'anno per l'esecuzione (nel quadro del budget SvizzeraEnergia)
1e Accordo sui requisiti minimi o sulle dichiarazioni energetiche per determinate categorie di apparecchi (accordi settoriali)
Costi per la Confederazione: 100 000 franchi all'anno (nel quadro del budget SvizzeraEnergia)
Tabella sinottica dei costi sostenuti dalla Confederazione per le misure accompagnate da una strategia best-practice.
Gli interventi che contengono grafici o tabelle possono essere scaricati da: Attività parlamentare / Curia Vista / Interventi che contengono grafici o tabelle.
A questi costi devono essere aggiunti quelli per l'economia e i nuclei familiari. In generale, per quanto riguarda gli effetti sull'economia, attualmente si può affermare che, dal punto di vista degli investitori, alcune misure dei piani d'azione sono redditizie a medio e lungo termine. Con le prescrizioni proposte (apparecchi elettrici), il rapporto tra i risparmi sui costi energetici e gli investimenti supplementari è giudicato positivo. Anche nel caso di altre misure (accordi sugli obiettivi, promozione finanziaria, strumenti di mercato), può prodursi un effetto positivo. Stime più precise sono possibili solo una volta concretizzate le misure dei piani d'azione (cfr. punto 4). La stima condotta dal SECO non è ancora conclusa e i risultati definitivi sono attesi per la fine del 2008.
4. Il 20 febbraio 2008 il Consiglio federale ha preso le sue decisioni sui piani d'azione. In una prossima fase le singole misure dovranno essere elaborate e successivamente presentate al Parlamento. Il Consiglio federale parte dal presupposto che l'obiettivo del 5 per cento potrà essere raggiunto con le misure del piano d'azione per l'efficienza energetica. Inoltre, nel piano d'azione per le energie rinnovabili, il collegio ha deciso di ottimizzare lo sfruttamento della forza idrica. Nel caso non sia possibile raggiungere tali obiettivi, potranno eventualmente essere presi in considerazione altri provvedimenti.
5./6. Da decenni la Svizzera importa ed esporta molta energia elettrica. Nel 2005 e nel 2006 si è registrata un'eccedenza di importazioni, dovuta ad anni di siccità con produzione di energia idroelettrica al di sotto della media e un periodo lungo di inattività della centrale nucleare di Leibstadt. Nel 2007, come negli anni precedenti al 2005, si è registrata invece un'eccedenza di esportazioni, da ricondurre ad una diminuzione del consumo di elettricità in Svizzera.
Per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento, nel febbraio 2007 il Consiglio federale ha deciso un nuovo orientamento della politica energetica che, nel settore dell'energia elettrica, poggia su efficienza, promozione delle fonti rinnovabili, grandi centrali elettriche e politica estera in campo energetico. Grazie all'introduzione della rimunerazione a copertura dei costi dell'immissione in rete di energia, fino al 2020 la produzione di energie rinnovabili dovrebbe ammontare a circa 5,4 terawattora (= 5,4 miliardi di kWh).
Il Consiglio federale è favorevole agli impianti a gas e a vapore solo come strategia di transizione e a condizione di una compensazione totale delle loro emissioni di CO. Nel contempo ritiene necessaria la costruzione di nuove centrali nucleari o la sostituzione di quelle esistenti.
Risposta del Consiglio federale.