08.3273 · Interpellanza · 2008-06-02
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Considerando le conseguenze delle prime ripercussioni dell'inflazione importata sull'economia in generale, sulle imprese e sui nuclei familiari, il Consiglio federale è pregato di:
a. comunicare se intende lasciare soltanto alla Banca nazionale svizzera e ai meccanismi del mercato il compito di contrastare tale situazione;
b. nel caso contrario, di informarci sulle strategie che intende sviluppare e sulle misure che intende adottare per combatterla almeno in parte.
Begründung
Da alcuni mesi il prezzo del petrolio cresce in maniera vertiginosa. In un anno, il corso del barile è pressoché raddoppiato raggiungendo attualmente più di 130 dollari. Sebbene in minor misura, anche i prezzi dei prodotti agricoli esteri sono aumentati notevolmente. Queste evoluzioni si ripercuotono fortemente sull'inflazione importata. Negli ultimi dodici mesi, quest'ultima ha registrato un aumento pari al 6 per cento, mentre l'indice dei prezzi dei beni e servizi prodotti in Svizzera è aumentato solo dell'1,4 per cento. L'inflazione importata è quasi la sola responsabile della rapida ascesa del nostro tasso d'inflazione generale che, negli ultimi tre mesi, ammontava tendenzialmente al 2,5 per cento, valore superiore rispetto a quello che consente di arginare il fenomeno. L'inflazione importata presenta alcune caratteristiche comuni alle altre cause d'inflazione, ma si distingue completamente per i seguenti punti: essa comporta immancabilmente una diminuzione del potere d'acquisto collettivo e supera, per la sua ampiezza, l'inflazione di origine interna. Questa diminuzione e quella dei margini di guadagno concomitanti delle imprese rischiano di rallentare la nostra crescita economica, se non addirittura di fare entrare il nostro Paese in una recessione, tanto più che questi fenomeni sono accompagnati da effetti deleteri, a lungo termine ancora poco noti, della crisi finanziaria scoppiata la scorsa estate. Questa situazione rischia, tra l'altro, di compromettere la coesione sociale. A breve termine, i poteri pubblici beneficeranno dell'aumento del prezzo degli idrocarburi, in particolare tramite l'applicazione dell'imposta sui carburanti. A nostro avviso, questa realtà non dovrebbe tuttavia esimere il Consiglio federale dal riflettere sulla problematica dell'aumento dell'inflazione importata e, in seguito, dall'adottare misure adeguate nell'ambito dei suoi deboli margini di manovra.
Stellungnahme des Bundesrates
La Banca nazionale svizzera (BNS), in quanto banca centrale indipendente, conduce una politica monetaria nell'interesse generale del Paese (art. 99 cpv. 2 della Costituzione federale). La legge federale sulla Banca nazionale svizzera precisa questo mandato (art. 5) e specifica che la BNS ha il compito di garantire la stabilità dei prezzi. È quindi compito della BNS lottare contro l'inflazione.
Un importante motivo per il notevole aumento dei prezzi delle materie prime e di conseguenza dei prezzi all'importazione rilevati in Svizzera è l'incremento della domanda e del consumo di materie prime delle economie emergenti. Si tratta quindi di un'evoluzione molto forte dei prezzi relativi che si ripercuote sulle variazioni dei prezzi al consumo e che non può essere associata al fenomeno della spirale inflazionistica. Una caratteristica della recente evoluzione in Svizzera risiede anche nel fatto che per molti prodotti o servizi i prezzi diminuiscono o aumentano molto debolmente.
I cambiamenti dei prezzi relativi rappresentano importanti segnali dei mercati. Sarebbe errato credere che spetti ai governi o alle banche centrali cercare d'influenzarli. Se la domanda di materie prime delle economie emergenti è cresciuta notevolmente negli ultimi anni, ciò è dovuto alla forte crescita economica di tali Paesi di cui le economie industrializzate, la Svizzera e anche i loro mercati del lavoro hanno saputo beneficiare.
Per inflazione il Consiglio federale intende un processo di ripercussioni connesse tra loro dei salari e degli utili, che implica praticamente una sostanziale evoluzione endogena di tutti i prezzi al consumo. Simili spirali dei prezzi sono state riscontrate l'ultima volta in Svizzera nel 1991. Le cause dell'inflazione possono essere molteplici. Gli choc petroliferi o agricoli possono svolgere un ruolo scatenante di una simile spirale senza tuttavia rappresentare l'unica causa. Sono necessari eccessi di liquidità per permettere un'impennata generalizzata dei prezzi; attualmente, simili eccessi non sono presenti in Svizzera. Parallelamente, ci si può chiedere se le ripercussioni connesse degli utili e dei salari non siano fortemente limitate, nei Paesi industrializzati e nel quadro del processo di globalizzazione, a causa delle perdite di competitività che possono comportare.
Il Consiglio federale non può e non vuole opporsi ai cambiamenti dei prezzi relativi legati ai mutamenti strutturali della domanda mondiale. Tuttavia, esso cerca di incoraggiare la flessibilità e le possibilità di adattamento strutturale di tutta l'economia, in particolare mediante le sue numerose politiche e strategie in materia di crescita economica. Il Consiglio federale fa una profonda riflessione sull'avvenire dell'approvvigionamento energetico della Svizzera, la quale tuttavia non è caratterizzata dalla preoccupazione di lottare contro l'inflazione e non deve neanche essere influenzata da quest'ultima.
Il Consiglio federale non vede, nell'attuale situazione, la necessità di sviluppare strategie complementari.
Risposta del Consiglio federale.