08.3287 · Interpellanza · 2008-06-05
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
La richiesta di personale qualificato nel settore sanitario aumenta costantemente. Già oggi, circa un terzo del personale è straniero. Invito dunque il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Come considera il fatto che un terzo del personale di cura sia straniero? Come prevede di agire per contrastare tale tendenza?
2. I diplomi esteri, provenienti dall'UE, sono equiparabili ai diplomi svizzeri?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il reclutamento all'estero di personale specializzato nelle professioni sanitarie si basa su una pratica di lunga data e costituisce da decenni un elemento essenziale per il funzionamento del nostro sistema sanitario. Negli ultimi anni la Confederazione e i cantoni hanno compiuto molti sforzi, in stretta collaborazione con l'organizzazione svizzera del mondo del lavoro per le professioni sanitarie OdA Santé, per aumentare l'attrattiva e la diversità dell'offerta (introduzione della formazione di base di operatore/trice sociosanitario/a, programmi quadro SSS e studi postdiploma SSS, cicli di studio SUP). Il Consiglio federale è consapevole che nei prossimi anni sarà necessario continuare a compiere degli sforzi per quanto riguarda la formazione e le prestazioni sanitarie per garantire delle cure rispondenti ai bisogni. La Confederazione (Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia UFFT, Ufficio federale della sanità pubblica UFSP) e i cantoni (Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità CDS, Conferenza dei direttori cantonali della pubblica educazione CDPE) lavorano in stretta collaborazione con la OdA Santé a diversi progetti al fine di armonizzare in modo efficace e adeguato la formazione e le risorse nel settore sanitario. Uno degli obiettivi prefissi è ridurre la dipendenza della Svizzera dall'estero per quanto riguarda il personale sanitario. La chiave per disporre di un sistema sanitario efficace, compresa la riduzione della dipendenza dal personale straniero, risiede sempre di più nella distinzione delle funzioni nel mondo del lavoro e nell'offerta di cicli di formazione di diversi livelli. Anche la creazione di corsi mirati di perfezionamento (cicli di studio postdiploma) e la validazione delle esperienze professionali e degli apprendimenti acquisiti contribuiscono a tal fine.
Il prossimo convegno sulla politica sanitaria svizzera del 20 novembre 2008, dal titolo "Welche Ausbildungen für welchen Bedarf?", sarà dedicato alla disponibilità di formazioni per le varie esigenze. La direzione è stata affidata all'UFSP e alla CDS. La preparazione e l'organizzazione saranno effettuate in stretta collaborazione con l'OdA Santé e con l'UFFT.
2. La verifica dei diplomi esteri nelle professioni sanitarie viene effettuata dalla Croce Rossa Svizzera (CRS), in passato su incarico dei cantoni e dal 1° gennaio 2007 dietro mandato della Confederazione. Ogni anno vengono riconosciuti circa 2000 titoli di studio esteri, il 70 per cento dei quali rientrano nel settore infermieristico. Negli ultimi cinque anni, gran parte del personale specializzato diplomato all'estero è stato reclutato in Germania (46 per cento), Francia (25 per cento) e Italia (7,5 per cento). Le professioni infermieristiche generiche e di levatrice/ostetrica sono soggette rispettivamente alle direttive 77/452/CEE e 80/154/CEE, nelle versioni menzionate nell'accordo sulla libera circolazione delle persone. Anche se non identici, i titoli di studio riconosciuti sono comparabili per contenuto e durata alle formazioni svizzere. La Svizzera si è inoltre riservata il diritto di riconoscere i diplomi bulgari e rumeni di ostetrica e di infermiere responsabile dell'assistenza generale di cui agli articoli 4b e 4c della direttiva 77/452/CEE e di cui agli articoli 5a e 5b della direttiva 80/154/CEE solo dopo aver verificato la conformità delle loro qualifiche con le direttive 77/453/CEE e 80/155/CEE. A tal fine la Svizzera può richiedere il superamento di una prova attitudinale o lo svolgimento di un percorso formativo di adattamento.
Nelle altre professioni sanitarie (fisioterapia, radiologia medica, ergoterapia, dietetica, ecc.) esistono talvolta differenze considerevoli tra i vari diplomi stranieri. Tali differenze sono attenuate dalla misure compensative richieste e controllate dalla CRS, alle quali i richiedenti devono sottostare. In pratica si tratta di prove attitudinali (prove scritte e orali e un esame pratico, compresa la discussione orale con la partecipazione di insegnanti e professionisti del settore) o di percorsi formativi di adattamento, eventualmente legati a una formazione complementare. Prima di assumere personale e di autorizzare l'esercizio di una professione, il mercato del lavoro tiene in grande considerazione la valutazione della CRS.
Risposta del Consiglio federale.