08.3325 · Postulato · 2008-06-11
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di studiare la possibilità di applicare il marchio Gold Standard a tutti i progetti di "compensazione" del CO2 sostenuti dalla fondazione Centesimo per il clima e di altri organi equivalenti, come pure gli strumenti atti a promuovere in Svizzera una parte possibilmente elevata di queste "compensazioni".
Begründung
Il Consiglio federale auspica che la fondazione Centesimo per il clima intensifichi le proprie attività di "compensazione" del CO2; la consigliera federale Doris Leuthard promuove l'idea di una Svizzera "climaticamente neutrale", caratterizzata dalla totale "compensazione" delle emissioni. Il sistema delle "compensazioni" pone peraltro una serie di interrogativi e problemi. Auspicheremmo disporre di maggiori informazioni per poter valutare tale sistema, soprattutto nell'ottica della qualità dei progetti sostenuti e dei luoghi in cui vengono realizzati.
Perché l'effetto di "compensazione" abbia un senso, il contributo fornito dai certificati dev'essere decisivo in vista della realizzazione di un progetto (criterio dell'addizionalità). Ora, da uno studio condotto dall'Oeko-Institut di Berlino emerge che il 40 per cento dei progetti analizzati non soddisfano questo principio. Un'altra difficoltà è rappresentata dal calcolo delle emissioni evitate. Prima che un progetto venga realizzato, tale calcolo può essere effettuato soltanto sulla base di stime imprecise e aleatorie. Il marchio Gold Standard è stato istituito proprio come soluzione a questi problemi. Se la Svizzera, nella sua politica climatica, tra vari altri strumenti, continua ad utilizzare quello delle "compensazioni", l'applicazione del marchio a tutti i progetti sostenuti costituirebbe un primo passo verso un minimo di credibilità.
La responsabilità della Svizzera rappresenta un'altra sfida. In quanto Paese industrializzato, essa contribuisce in ampia misura al riscaldamento climatico. Piuttosto che pagare affinché altri "compensino" le sue emissioni, dovrebbe agire in primo luogo sul proprio territorio, non da ultimo nel quadro dei meccanismi di "compensazione". Un numero elevato di progetti di "compensazione" andrebbe dunque realizzato in loco. Tali iniziative sarebbero così più facili da controllare e creerebbero posti di lavoro, contribuendo inoltre a meglio orientare la nostra economia verso la protezione del clima. Simili "compensazioni" domestiche si praticano già negli Stati Uniti. Ovviamente, la concentrazione di una parte dei progetti di certificati in Svizzera non impedirebbe la messa in atto di altri strumenti di protezione del clima all'estero, realizzati al di fuori dei meccanismi di "compensazione".
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Nel marzo 2005 il Consiglio federale ha approvato l'introduzione del centesimo per il clima come strumento di economia privata da applicare su base volontaria. Dal mese di ottobre dello stesso anno, gli importatori di petrolio riscuotono 1,5 centesimi su ogni litro di benzina o diesel. Gli introiti sono versati a una fondazione di diritto privato che sostiene finanziariamente progetti svizzeri ed esteri volti a ridurre le emissioni di CO2. Poiché il centesimo per il clima è un provvedimento di natura volontaria, la scelta dei progetti spetta unicamente all'omonima fondazione.
La garanzia della qualità dei certificati esteri costituisce una priorità e il Consiglio federale si adopera affinché, a livello internazionale, vengano applicate regole atte a garantire la qualità dei progetti di tutela del clima. Nel quadro di negoziati internazionali, la Svizzera si impegna attualmente a favore del riesame e, laddove necessario, del miglioramento del "clean development mechanism", nell'ambito del quale vengono rilasciati certificati per progetti ecologici nei Paesi in via di sviluppo.
Per quanto concerne la politica svizzera del clima dopo il 2012, nell'autunno 2008 il Consiglio federale intende indire una consultazione nell'ambito della quale proporrà misure di riduzione sia nazionali che internazionali. Se nel quadro delle trattative in corso a livello internazionale non ci si accorderà su una regolamentazione soddisfacente per il "clean developement mechanism", il Consiglio federale valuterà la possibilità di introdurre appositi standard a livello nazionale.
Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.