Ridurre l'imposta sul valore aggiunto per favorire la mobilità e la crescita economica
08.3350 · Mozione · 2008-06-12
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a elaborare, quale misura urgente contro gli aumenti dei prezzi della benzina, dei carburanti e dei combustibili, un progetto che preveda di applicare un'aliquota IVA del 2,4 per cento a carburanti e combustibili invece dell'attuale aliquota del 7,6 per cento.
Begründung
Condizionato dalla crescente domanda, specie dei Paesi emergenti, ma anche dalle limitate capacità delle raffinerie, il mondo sta vivendo un'esplosione di prezzi del petrolio senza pari. Il 27 maggio 2008, il prezzo del greggio ha varcato la soglia dei 133 dollari il barile e una fine della spirale dei prezzi non è ancora in vista. L'esorbitante prezzo del petrolio e il conseguente rialzo del prezzo, specie quello dei carburanti, peggiorano massicciamente le condizioni quadro dell'economia svizzera. I prezzi elevati dei carburanti rincarano la produzione, i trasporti e di conseguenza anche i beni di consumo del fabbisogno giornaliero. In Svizzera la situazione è inoltre inasprita dalla molteplice imposizione fiscale dei prodotti a base di oli minerali. Per quel che concerne la benzina, quasi la metà del prezzo è costituito da imposte, tasse ed emolumenti. Sebbene la Svizzera non abbia alcun influsso sul prezzo del mercato mondiale, ne ha sull'esorbitante onere fiscale dei carburanti causato dalle diverse imposte. Particolarmente urtante è il fatto che con il rialzo dei prezzi dei combustibili e dei carburanti la Confederazione incassa, per litro, sempre più imposta sul valore aggiunto. Applicando l'aliquota normale questo effetto si ripercuote in modo eccessivo. La riduzione dell'onere dell'imposta sul valore aggiunto dall'attuale 7,6 per cento al 2,4 per cento contribuirebbe ad evitare, nonostante il crescente rialzo dei prezzi sul mercato mondiale, un ulteriore aggravamento della piazza economica Svizzera e a far sì che gli oneri della nostra economia e dei nostri cittadini non aumentino incessantemente.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
L'ammontare dell'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto per i carburanti e i combustibili non si ripercuote sulle condizioni quadro dell'economia svizzera nel contesto internazionale poiché in fatto di commercio esterno l'imposta sul valore aggiunto è generalmente neutrale. L'esportazione di beni e la fornitura di prestazioni di servizi all'estero sono esentate dall'imposta, nel senso che non sono gravate dall'imposta sul valore aggiunto. Inoltre, la riduzione dell'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto per i carburanti e i combustibili avrebbe solo in casi rari effetto sulle merci e sulle prestazioni di servizi fornite in Svizzera, poiché le prestazioni anticipate delle imprese sono sgravate dall'imposta sul valore aggiunto tramite l'imposta precedente.
Una diminuzione dell'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto per i carburanti e i combustibili andrebbe in effetti a favore delle economie domestiche nonché di imprese ed enti, che non hanno diritto, o solo in minima parte, alla deduzione dell'imposta precedente. A condizione che lo sgravio venga interamente trasferito, i prezzi di benzina e diesel al distributore verrebbero ridotti di 10 rispettivamente di 11 centesimi. Il prezzo dell'olio da riscaldamento si ridurrebbe di circa fr. 6.50 per 100 litri. Il confronto dei prezzi di questi prodotti con quelli praticati nei Paesi dell'UE mostra tuttavia che la Svizzera è in una posizione relativamente favorevole. Nel mese di giugno del 2008 nei primi 15 Paesi membri dell'UE, il prezzo medio della benzina 95 al distributore era di 42 centesimi superiore a quello medio svizzero e quello del diesel lo era di 4 centesimi. Per l'olio da riscaldamento la differenza ammontava circa a 32 franchi per 100 litri. Una diminuzione dell'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto per i carburanti e i combustibili causerebbe gravi distorsioni concorrenziali. In questo modo si promuoverebbe il trasporto individuale rispetto a quello pubblico e si favorirebbero le economie domestiche con riscaldamenti a olio e a gas rispetto a quelle con pompe di calore.
L'estensione dell'aliquota fiscale ridotta contraddirebbe inoltre l'obiettivo del Consiglio federale di semplificare l'imposta sul valore aggiunto. Questo obiettivo è invece raggiungibile introducendo un'aliquota unica e abolendo il maggior numero possibile di eccezioni. Con l'aliquota unica del 6,1 per cento, auspicata dal Consiglio federale, l'onere fiscale su combustibili e carburanti sarebbe ridotto di 1,5 punti percentuali. Inoltre combustibili e carburanti vengono imposti all'aliquota normale anche nell'UE. L'onere varia dal 15 per cento (Lussemburgo e Cipro) al 25 per cento (Danimarca e Svezia).
Nel 2008 le entrate della Confederazione a titolo d'imposta sul valore aggiunto su carburanti e combustibili ammonteranno verosimilmente a circa 930 milioni di franchi. Una riduzione dell'aliquota d'imposta dal 7,6 per cento al 2,4 per cento comporterebbe una diminuzione delle entrate di circa 640 milioni di franchi, che non si ripercuoterebbe solo sull'erario bensì anche sull'AVS, che riceverebbe quasi 85 milioni di franchi in meno. Le finanze federali non sarebbero in grado di sopportare un tale ammanco.
Infine una diminuzione dell'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto per i carburanti e i combustibili contraddice gli obiettivi politico-climatici del Consiglio federale.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.