08.3362 · Postulato · 2008-06-12
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di vagliare in che modo la Svizzera possa mettere a disposizione della società macedone il ricco bagaglio di conoscenze ed esperienze accumulato in campo istituzionale e procedurale, allo scopo di contribuire al mantenimento dell'unità nazionale.
Begründung
I fatti occorsi prima, durante e dopo le ultime elezioni parlamentari in Macedonia hanno dimostrato a molti europei quanto sia grande il rischio che questo Stato multietnico si disgreghi. L'Europa ha tutto l'interesse ad evitare che ciò succeda poiché non si tratterebbe certo di un processo pacifico e l'intera regione rischierebbe di ripiombare nel caos di un conflitto armato.
La Svizzera gode di grandissima stima in Macedonia e negli ultimi 150 anni ha sviluppato una vasta esperienza nel campo dell'integrazione in seno alle società multietniche.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale concorda con gli autori del postulato sul fatto che la comunità internazionale debba proseguire fermamente il suo impegno in Macedonia in modo da sostenere lo sviluppo politico e socioeconomico - e quindi la stabilità - di questo fragile Paese.
La Svizzera è presente in Macedonia già dalla fine degli anni Novanta, inizialmente con la cooperazione tecnica ed economica e, dopo la grave crisi del 2001, anche con programmi di promozione civile della pace (DFAE/DP IV). Per questo impegno nel 2008 è preventivato un importo totale di 11,4 milioni di franchi (7,6 mio. nel 2007).
Dal 2001, la Svizzera si adopera per promuovere il dialogo politico tra i rappresentanti del governo e del Parlamento. Dopo la grave crisi che la Macedonia ha attraversato quell'anno si è manifestata sempre più la necessità di un simile dialogo sia tra i dirigenti e i partiti politici dei due principali gruppi etnici del Paese (Macedoni e Albanesi) sia all'interno dei gruppi stessi.
Grazie alla sua partecipazione al cosiddetto processo di "Mavrovo", messo in atto anche grazie al suo contributo, la Svizzera ha contribuito in modo rilevante all'attuazione dell'accordo di Ohrid che aveva posto fine alla crisi. Altri contributi in questo contesto comprendono l'invio di un'esperta in decentralizzazione, rimasta a disposizione del gabinetto del primo ministro dal 2003 al 2006, e la partecipazione di un altro perito svizzero all'elaborazione in atto di una legge sulle lingue che costituisce sicuramente un tema delicato in questo Paese. Nel complesso, grazie ai suoi sforzi la Svizzera si è affermata nei confronti di tutti i principali attori in Macedonia come partner molto attivo nel sostenere il Paese a superare le sue tensioni e a proseguire il suo sviluppo verso le istituzioni euro-atlantiche.
Nonostante questi sforzi e gli innegabili progressi, l'attuale situazione in Macedonia evidenzia come la tolleranza e la comprensione reciproche, che sono l'essenza stessa dell'accordo di Ohrid, non si siano ancora effettivamente affermate. Come gli autori del postulato, il Consiglio federale è tuttavia convinto che sia nell'interesse dell'Europa e in particolare della Svizzera proseguire il suo impegno a favore dello sviluppo e del consolidamento di una Macedonia multietnica e multiculturale.
Il Consiglio federale coglie quindi l'occasione per riaffermare la sua disponibilità ad impegnarsi in Macedonia, in particolare promuovendo il dialogo tra i diversi attori politici e collaborando nei processi legati alla decentralizzazione e alla partecipazione delle minoranze. In collaborazione con i partner internazionali che perseguono gli stessi intenti, la Svizzera può svolgere un ruolo importante e, grazie alla fiducia ottenuta con i suoi sforzi precedenti, gode di una posizione privilegiata per contribuire alla stabilità e allo sviluppo della Macedonia.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.