08.3379 · Mozione · 2008-06-12
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Per motivi di ordine etico ed ecologico occorre rinunciare a produrre bioenergia utilizzando le derrate alimentari e gli alimenti per animali. Si incarica il Consiglio federale di introdurre un divieto in tal senso e di promuovere la produzione di energia a partire da rifiuti biogeni.
Begründung
La bioenergia sembrava essere la buona alternativa al petrolio. Purtroppo non è stata presa debitamente in considerazione la sua sostenibilità e non si era sufficientemente consapevoli delle sue ripercussioni sulla produzione di derrate alimentari e di alimenti per animali. Produrre carburanti alternativi a scapito di derrate alimentari e alimenti per animali non è eticamente giustificabile.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La valutazione degli aspetti ecologici ed etici della produzione di energia a partire da piante utilizzate principalmente per la produzione di derrate alimentari e mangimi è cambiata nel giro di poco tempo. Tra i motivi del forte rincaro dei generi alimentari di base sui mercati internazionali, accanto al crescente interesse per i biocarburanti, vi sono anche l'aumento della domanda, il cambiamento delle abitudini di consumo, il clima, gli alti prezzi del petrolio e la speculazione sulle materie prime agricole. A livello generale tuttavia, cresce la consapevolezza che la produzione dei biocarburanti può entrare in concorrenza con quella delle derrate alimentari contendendole le materie prime.
Il Consiglio federale attua una promozione diversificata e moderata dei biocarburanti. Con la modifica della legge sugli oli minerali, entrata in vigore il 1º luglio 2008, la Svizzera è stata il primo Paese al mondo a introdurre dei criteri ecologici e sociali vincolanti per la promozione dei biocarburanti. I criteri per le esenzioni sono concretizzati nell'ordinanza sull'imposizione degli oli minerali (OIOm, RS 641.611), che il Consiglio federale ha modificato in tal senso il 30 gennaio 2008. Di conseguenza, le agevolazioni fiscali sono accordate solo per i biocarburanti prodotti a partire da rifiuti e residui provenienti dalla selvicoltura e dall'agricoltura e per altri biocarburanti con bilancio ecologico globale positivo. Una delle condizioni per poter ottenere un'agevolazione fiscale consiste nel fornire la prova che la coltivazione di materie prime per la produzione di carburanti non pregiudica né la conservazione delle foreste pluviali né la biodiversità.
Dal punto di vista ambientale e a causa della concorrenza esercitata dalla produzione di derrate alimentari, i cereali, l'olio di palma e la soia rivestono un'importanza particolare. I carburanti provenienti da queste materie prime non otterranno, di regola, alcuna agevolazione fiscale (art. 19b cpv. 3 OIOm). Con questa disposizione il Consiglio federale sottolinea la priorità della produzione di generi alimentari rispetto a quella di carburanti.
La mozione va oltre e chiede che in Svizzera sia proibita la produzione di tutti i biocarburanti provenienti da derrate alimentari o mangimi. Attualmente i carburanti sono considerati come delle normali merci e non viene fatta nessuna distinzione sulla base della loro provenienza o delle sostanze da cui derivano. Conformemente alla legge sugli oli minerali, i biocarburanti possono essere prodotti a partire da tutte le materie prime. Non esiste nessun divieto al riguardo. Inoltre, la legislazione in vigore non attribuisce alcuna competenza al Consiglio federale per emettere singoli divieti.
Al momento non vi è neanche una base giuridica che permetta di vietare l'importazione di carburanti prodotti a partire dalle derrate alimentari. Trattandosi di una pesante ingerenza sul mercato, un tale divieto dovrebbe essere giustificato con la protezione della salute o dell'ambiente e dovrebbe essere presentato come proporzionale. Senza un minimo coordinamento internazionale, esso provocherebbe, per motivi di diritto commerciale, una considerevole opposizione.
Effettuare i controlli necessari all'applicazione di tale divieto sarebbe complesso e, in molti casi, probabilmente addirittura impossibile. Dal punto di vista analitico chimico, sarebbe difficilissimo provare che eventuali tracce di alcol presenti nella benzina o bassi tenori di esteri metilici contenuti nel gasolio provengono dalla lavorazione e non dai rifiuti (p. es. cellulosa o oli commestibili usati).
Il Consiglio federale si impegna affinché, nell'attuazione dell'ordinanza sull'imposizione degli oli minerali, i criteri ecologici e sociali siano rigorosamente applicati. Esso è del parere che i criteri attualmente esistenti per l'esenzione fiscale siano sufficienti e che rispettino il principio secondo il quale la produzione di carburanti provenienti da materie prime rinnovabili non dovrebbe compromettere il diritto all'alimentazione e all'acqua. Tuttavia, il Consiglio federale valuterà le condizioni quadro non appena disporrà di un numero sufficiente di esperienze nell'ambito della normativa vigente. La Svizzera è favorevole all'introduzione di standard ecologici e sociali riconosciuti a livello internazionale nelle misure di promozione dei biocarburanti, come ad esempio nel caso della piattaforma per i biocarburanti sostenibili del Politecnico federale di Losanna. Inoltre, a livello internazionale, il nostro Paese sarà incoraggiato a tenere conto anche dei criteri ecologici e sociali nel quadro delle misure di promozione dei biocarburanti.
Al contrario, un divieto generale della produzione di biocarburanti in Svizzera sarebbe a mala pena proporzionale, provocherebbe problemi di diritto commerciale e sarebbe difficilmente controllabile.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.