08.3454 · Interpellanza · 2008-09-15
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
I resoconti pubblicati dai media in merito alla proliferazione della tecnologia nucleare militare nei casi Tinner e Lerch mi inducono a porre le domande seguenti:
1. I resoconti pubblicati (cfr. allegato) sono inesatti per quanto concerne la Svizzera? In caso affermativo, quali sono i fatti corretti, dal punto di vista del Consiglio federale?
2. Come è stato possibile che, tra il 1987 e il 20 febbraio 2004, i Tinner e Gotthard Lerch abbiano potuto aiutare indisturbati il pakistano A. Q. Kahn a diffondere la tecnologia nucleare militare in Iran e in altri Paesi senza che la polizia svizzera intervenisse?
3. Perché in Svizzera il DFGP/SAP ha lasciato ai servizi segreti esteri il compito di combattere la proliferazione nucleare e non è intervenuto tempestivamente?
4. Perché i procedimenti penali in corso in Svizzera rispettivamente dal 2004 e dal 2005 nei confronti di Urs e Marco Tinner non sono portati a termine dall'Ufficio dei giudici istruttori federali?
5. Perché le richieste di assistenza giudiziaria delle autorità tedesche riguardanti Gotthard Lerch sono state respinte?
6. Prima della visita del consigliere federale Blocher negli Stati Uniti (luglio 2007) e del viaggio della consigliera federale Calmy-Rey in Iran (marzo 2008), il Consiglio federale - conoscendo gli atti Tinner - ha valutato, in termini di diritto e della politica di sicurezza, il margine di manovra dei due membri del governo?
7. Il Consiglio federale - conoscendo gli atti Tinner - sostiene finanziariamente l'Iran con l'accordo per la fornitura di gas, distrugge atti in un procedimento penale per diffusione della tecnologia nucleare militare in Iran e lascia cadere le accuse contro una persona sospettata di proliferazione nucleare verso l'Iran. In che misura questi interventi sono compatibili con gli interessi svizzeri in materia di politica di sicurezza e con i principi dello Stato di diritto vigenti nel nostro Paese?
Begründung
Informazioni pubblicate sulla proliferazione di tecnologia nucleare militare e la Svizzera
Il 4 febbraio 2004 il cittadino pakistano Abdul Qadeer Khan (nato nel 1936), padre della bomba atomica pakistana, ha ammesso pubblicamente di aver consegnato piani e attrezzature industriali nucleari a Iran, Libia e Corea del Nord. A partire dal 1974, dopo aver seguito una formazione in ingegneria in Germania, A. Q. Khan ha raccolto informazioni altamente confidenziali sulla configurazione di centrifughe, i processi di fabbricazione e i fornitori in settori sensibili della società di arricchimento dell'uranio Urenco.
A partire dal 1970 Germania, Gran Bretagna e Paesi Bassi hanno fondato congiuntamente a Almelo (Paesi Bassi) la società Urenco per assicurarsi l'indipendenza dagli Stati Uniti in materia di forniture di uranio arricchito.
Nel 1976 A. Q. Khan è ritornato in Pakistan con piani rubati riguardanti la tecnica di arricchimento dell'uranio e vi ha sviluppato con successo la prima bomba atomica pakistana, fatta esplodere nel 1998. Nel 1983 un procedimento intentato contro di lui nei Paesi Bassi per furto di documenti segreti è stato annullato per un vizio di forma. Nell'agosto 2005 l'ex primo ministro olandese Ruud Lubbers ha dichiarato che il governo americano aveva esercitato pressioni affinché non fosse presa alcuna misura nei confronti di A. Q. Khan.
La società privata A. Q. Khan Research Laboratories, costituita dallo stesso Khan in Pakistan, disponeva di tutti i canali di rifornimento e di tutti i piani necessari alla costruzione di bombe atomiche. Mediante la sua società, A. Q. Khan si è impegnato dal 1987 a fornire all'Iran componenti e piani per la costruzione di armi nucleari. Questo traffico è durato fino al 2003. Nel novembre dello stesso anno, in seguito al fermo del cargo "BBC China", il governo pakistano, sotto la pressione degli Stati Uniti, ha posto A. Q. Khan agli arresti domiciliari. Il 5 febbraio 2004 il presidente pakistano Musharraf ha concesso ad A. Q. Khan l'amnistia per i suoi commerci privati di armi nucleari.
Per anni, gli svizzeri Friedrich Tinner e i suoi due figli Urs e Marco Tinner, per il tramite delle loro società Cetec AG für moderne Technologie, di Sax, (oggi: Phitec AG) e Traco Schweiz AG, di Sennwald, (in passato Cemeq AG), hanno fornito, direttamente o a titolo di intermediari, componenti di centrifughe (in particolare pompe a vuoto di fabbricazione tedesca indispensabili per ottenere uranio ad alto grado d'arricchimento) all'organizzazione di Khan. Khan e i Tinner sono in rapporti da decenni. Inoltre Khan è stato in Svizzera a più riprese. Nel 1978 la CIA ha segnalato per la prima volta alla Polizia federale svizzera le attività dei Tinner.
Nel 1986 l'ingegnere tedesco Gotthard Lerch emigrato a Grabs e che faceva parte dell'entourage dei Tinner ha fondato la società Apparate, Verfahren und Engeneering AG (AVE), con sede a Buchs. Già all'inizio degli anni Novanta Lerch era implicato in un procedimento per violazione della legge tedesca sul controllo delle armi da guerra, avviato dal tribunale regionale di Colonia. Le autorità svizzere hanno tuttavia respinto la domanda di assistenza giudiziaria presentata dal tribunale in questione. Anche Lerch faceva parte dell'organizzazione di fornitori di A. Q. Khan. Commerciava componenti di centrifughe per il tramite della base sudafricana dell'organizzazione di Khan, diretta dai tedeschi Gerhard Wisser e Daniel Geiges. Lerch e Wisser si conoscevano per aver precedentemente lavorato insieme al servizio della società tedesca Heraeus-Leybold, con sede a Hanau.
A partire dal 2001 la CIA ha cercato di stabilire contatti con i Tinner. All'inizio del 2003 a Innsbruck ha in particolare avuto luogo un incontro con Marco Tinner. Quest'ultimo, per il tramite di società turche, commerciava componenti di centrifughe, che esportava vendendole alla società Scomi Precision Engeneering (Scope) a Shah Alam in Malaysa, principale società dell'organizzazione di Khan dedita alla proliferazione al di fuori del Pakistan. Il 21 giugno 2003 a Jenins/GR Marco Tinner ha firmato, a nome della società Tinner Traco Group International, con sede a Road Town sulle Isole Vergini, un contratto con una società di copertura della CIA (Big Black River Technologies Inc. di Washington, rappresentata da due agenti della CIA dai nomi in codice W. James Kinsman e Sean D. Mahaffey). Ai termini di tale contratto, la CIA ha versato ai Tinner un milione di dollari, apparentemente per la cessione di diritti relativi alla tecnologia a vuoto. Tinner si è fatto versare i soldi della CIA tramite la VP Bank Ltd. delle Isole Vergini.
Nel corso di ispezioni effettuate nell'estate del 2003 in Iran (fabbrica nucleare di Natanz) e in Libia, gli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) hanno constatato che le pompe a vuoto della società tedesca Pfeifer Vakuum, con sede a Hasslar (Hessen), trovate in loco, erano talmente difettose che non potevano servire ad arricchire uranio. Con grande sorpresa, hanno inoltre constatato che in un laboratorio del governo americano, il Los Alamos National Laboratory, nello Stato del Nuovo Messico, le pompe erano state rese inoperanti prima della loro consegna all'organizzazione di Khan. Il governo americano avrebbe inoltre approfittato di tale scoperta da parte degli ispettori dell'AIEA per mettere fine al doppio gioco dei Tinner.
Nell'ottobre del 2003, in seguito a informazioni ottenute dalla CIA, la polizia italiana ha intercettato il cargo tedesco "BBC China" conducendolo nel porto di Taranto. A bordo vi erano sei container contenenti componenti di centrifughe fornite dalla fabbrica Scope dell'organizzazione di Khan a Shah Alam in Malaysia. Sono stati inoltre trovati documenti relativi alla costruzione di una bomba atomica conforme al modello cinese degli anni Sessanta. Il cargo era diretto in Libia.
Nel novembre del 2003 Urs Tinner ha lasciato la Malaysia, dove dal 2001 aveva occupato una posizione dirigente in seno alla società Scope dell'organizzazione di Khan, portando con sé ingenti quantità di dati su supporti elettronici. Kamaluddin Abdullah, figlio del primo ministro malese Abdullah Ahmad Badawi, figurava come proprietario della società Scope.
Il 19 dicembre 2003 il capo di Stato libico Muammar al Gheddafi ha confermato l'esistenza di un programma nucleare militare nel suo Paese, annunciandone contemporaneamente la sospensione. Ha inoltre autorizzato i governi di Stati Uniti e Regno Unito a partecipare allo smantellamento delle installazioni libiche.
Il 20 febbraio 2004, in seguito alle confessioni di Khan in Pakistan, la polizia malese ha pubblicato un rapporto che designa i Tinner come membri importanti dell'organizzazione di A. Q. Khan dedita alla proliferazione. Sembra che la Polizia giudiziaria svizzera si sia attivata solo a questo momento. Il 7 ottobre 2004 Urs Tinner (nato nel 1965) è stato arrestato all'aeroporto di Francoforte per violazione della legge tedesca sul controllo delle armi da guerra. Sempre nell'ottobre del 2004 la polizia svizzera ha arrestato Gotthard Lerch a Grabs, sulla base di un mandato d'arresto internazionale spiccato dal procuratore generale tedesco. Quanto a Marco Tinner, è stato arrestato nel settembre del 2005.
Per anni, padre e figli Tinner hanno acquistato e in parte prodotto, tramite le loro società svizzere, componenti per installazioni di arricchimento dell'uranio (valvole, sistemi di pompe, supporti, placche di copertura, connettori di tubi, supporti per pinze, macchine utensili, ecc.) per conto di Khan. Quest'ultimo, che mirava a realizzare la "bomba islamica", ha rivenduto, tramite la propria organizzazione, tali attrezzature a Iran, Libia e Corea del Nord, per permettere a questi Paesi di produrre materiale fissile strategico. La più importante impresa di Kahn al di fuori del Pakistan era la società Scope di Kuala Lumpur in Malaysia, presso cui Urs Tinner ha lavorato come dirigente.
Le attività dei Tinner si svolgevano apparentemente sotto la vigilanza e con l'accordo della CIA, perlomeno per quanto concerne l'ultima fase.
Nel 2004 le autorità svizzere hanno sequestrato presso i Tinner dati elettronici comprendenti piani relativi a una tecnologia nucleare militare avanzata nonché documenti attestanti la collaborazione dei Tinner con la CIA. Quest'ingente quantità di dati elettronici contiene la descrizione di un modello di bomba simile a quello che il Pakistan ha testato dieci anni fa e dimostra l'esistenza di un traffico nucleare con l'Iran.
Nel luglio del 2007 il consigliere federale Blocher si è recato a Washington per discutere del caso Tinner, incontrando in particolare l'ammiraglio della Marina statunitense John Michael McConell. Dal 20 febbraio 2007 McConell è direttore della National Intelligence Agency del governo americano. In tale veste, è il capo supremo dei servizi segreti degli Stati Uniti e direttamente subordinato al presidente. Secondo fonti americane, il consigliere federale Blocher avrebbe discusso con i rappresentanti del governo americano su come procedere nell'azione penale promossa contro i Tinner. Gli americani avrebbero preferito che gli atti del caso Tinner fossero consegnati agli Stati Uniti. Hanno tuttavia accettato, come soluzione di ripiego, la distruzione di determinati atti da parte delle autorità svizzere, pare con il consenso del consigliere federale Blocher. Apparentemente gli americani temevano che nel corso del processo la difesa invocasse, a discarico dei Tinner, la loro collaborazione con la CIA, compromettendo così interventi futuri dei servizi segreti contro la proliferazione nucleare.
Pochi giorni dopo il suo ritorno dagli Stati Uniti, il consigliere federale Blocher e il Consiglio federale hanno adottato diverse misure fondate sull'articolo 184 capoverso 3 della Costituzione federale. Nell'agosto del 2007 l'accusa di collaborazione con servizi d'informazione stranieri (art. 272 segg. CP) promossa contro Tinner è stata ritirata su ordine del ministro della giustizia. Il 14 novembre 2007, su richiesta del ministro della giustizia, il Consiglio federale ha ordinato la distruzione di una parte degli atti del caso Tinner custoditi dalla Confederazione. Secondo fonti americane, alcune autorità degli Stati Uniti avrebbero prima avuto accesso a tali documenti. Non si sa se siano state fatte copie. Il Consiglio federale aveva reso accessibile una parte degli atti anche all'AIEA.
Il 17 marzo 2008 la consigliera federale Calmy-Rey si è recata in Iran, dove ha incontrato il presidente Ahmadinejad assicurando il proprio sostegno a un contratto per la fornitura di gas iraniano, per un importo superiore a 30 miliardi di franchi, concluso con la società svizzera Axpo, che costruisce centrali a gas in Italia tramite la sua filiale EGL.
Alla fine di aprile 2008, l'Ufficio dei giudici istruttori federali ha ordinato la scarcerazione dei fratelli Tinner. Il Ministero pubblico della Confederazione ha quindi interposto ricorso presso il Tribunale penale federale, che ha disposto la prosecuzione della carcerazione a causa dei rischi di fuga e distruzione di prove.
Secondo il rapporto del 26 maggio 2008 dell'AIEA (GOV/2008/15), nonostante il confronto con le informazioni tratte dagli atti del caso Tinner, l'Iran continua a rifiutarsi di dare seguito alla decisione del Consiglio di sicurezza dell'ONU concernente la sospensione delle sue attività di arricchimento dell'uranio. Stando a tale rapporto, l'Iran avrebbe anzi installato una nuova generazione di centrifughe proseguendo, sulla base di piani nord-coreani, lo sviluppo del suo missile Chahab, in grado di trasportare testate nucleari a oltre 2000 chilometri di distanza.
Nel maggio del 2008, il presidente della Confederazione Couchepin ha comunicato che 30 000 documenti concernenti il caso Tinner erano stati distrutti su ordine del Consiglio federale. Ha in particolare giustificato tale procedura invocando gli impegni assunti dalla Svizzera nel quadro del trattato di non proliferazione nucleare. I servizi dell'AIEA hanno dichiarato che dal trattato non risulta alcun obbligo di questo tipo. Gli atti avrebbero potuto essere custoditi in Svizzera o a Vienna, sotto il sigillo dell'AIEA. Esperti hanno inoltre affermato che tali atti erano inutilizzabili per terroristi, ma che potevano servire ai Paesi che costruiscono installazioni di arricchimento dell'uranio. Secondo fonti americane, gli atti distrutti attestavano i legami tra i Tinner e la CIA.
Nel frattempo numerosi membri dell'organizzazione di Khan sono stati condannati fuori dal Pakistan, come Henk Slebos e Zoran Filipovic nei Paesi Bassi, Abu Siddiqui in Gran Bretagna, Rainer Vollmerich in Germania. Per quanto concerne il caso Tinner, l'accusa non è ancora stata promossa.
Stellungnahme des Bundesrates
1./2./4. Le domande 1, 2 e 4 riguardano principalmente fatti in stretta relazione con procedimenti penali in corso. Il Consiglio federale non può pertanto pronunciarsi in merito. Ricorda tuttavia che il 23 maggio 2008 ha informato il pubblico su alcuni aspetti dei casi in questione. La Delegazione delle Commissioni della gestione ha inoltre annunciato che nell'autunno 2008 avrebbe presentato un rapporto a conclusione della sua inchiesta sulla distruzione di documenti nel caso Tinner.
3. Prima della pubblicazione dei risultati delle indagini condotte dalle autorità malesi la Svizzera non disponeva di sufficienti indizi per dimostrare che le persone in questione erano implicate in attività di proliferazione nucleare. È vero che sono stati effettuati controlli sporadici, ma non è emerso alcun indizio dell'esistenza di tali attività. Solo dopo essere venuti a conoscenza delle presunte violazioni commesse dagli interessati all'estero, il Servizio di analisi e prevenzione e la Segreteria di Stato dell'economia hanno avviato senza indugio nuove indagini mirate che sono sfociate in una denuncia presso il Ministero pubblico della Confederazione.
5. La Svizzera ha sempre dato seguito alle domande di assistenza giudiziaria presentate dalle autorità tedesche nell'ambito del procedimento avviato nei confronti di Gotthard Lerch, con una sola eccezione, di poca importanza. Non ha accolto una domanda del 5 maggio 1989 del Ministero pubblico di Colonia, che chiedeva di prolungare la validità della disposizione speciale di cui al paragrafo 34 della legge tedesca sul commercio estero, poiché l'azione era caduta in prescrizione. Ha invece sempre autorizzato l'utilizzo di tutti i mezzi di prova inviati in Germania nell'ambito del procedimento penale che è sfociato, il 16 ottobre 2008, nella condanna di Gotthard Lerch da parte del Tribunale regionale di Stoccarda. Del resto tale tribunale ha espressamente ringraziato la Svizzera per la sua buona collaborazione in questo caso.
6. Prima dei viaggi all'estero dei suoi membri, il Consiglio federale ha l'abitudine di esaminare in che misura occorre impartire loro istruzioni specifiche sulle posizioni da adottare e definire il margine di manovra a disposizione.
7. Il contratto di fornitura di gas rispetta sotto ogni punto di vista il regime di sanzioni dell'ONU e non prevede alcun investimento nel settore energetico iraniano. Il contratto contribuisce a diversificare l'approvvigionamento svizzero di gas e a realizzare un quarto corridoio gas a partire dal Medio Oriente. Risponde dunque agli interessi economici e strategici della Svizzera. Va rilevato che un gran numero di Paesi occidentali importano dall'Iran quantità d'energia nettamente più importanti. Per quanto concerne gli altri punti sollevati nella domanda 7, il Consiglio federale rinvia alle risposte date alle domande 1, 2 e 4.
Risposta del Consiglio federale.