08.3510 · Mozione · 2008-09-23
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di rafforzare, il più presto possibile, il corpo delle guardie di confine (Cgcf) con 200 a 300 specialisti affinché possa essere garantita un'intensità dei controlli adeguata alla situazione. È anche incaricato di provvedere a una retribuzione competitiva, innanzitutto per le giovani guardie di confine.
Begründung
Da anni all'interno della nostra area di confine e nelle retrovie vi sono lacune nel campo della sicurezza a causa della carenza di effettivi nel Cgcf. Pochi anni fa la Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati era del parere che il Cgcf dovesse aumentare gli effettivi di 290 unità al fine di garantire un'intensità dei controlli più o meno adeguata alla situazione. Tale richiesta non è mai stata messa in atto.
Nel frattempo la situazione è diventata più grave. Con l'accordo di Schengen i controlli delle persone ai confini interni sono stati aboliti, mentre quelli ai confini esterni lasciano, in parte, molto a desiderare. Al fine di garantire la sicurezza della nostra popolazione, è necessario effettuare maggiori controlli nell'area di confine e nelle retrovie mediante pattuglie mobili. Secondo il presidente del governo della Baviera Beckstein, è stato possibile raggiungere un'intensità sufficiente dei controlli nelle retrovie soltanto quadruplicando gli organi di polizia e di controllo. Al fine di ottenere un'intensità dei controlli adeguata alla situazione, abbiamo pertanto bisogno di più guardie di confine.
La situazione si è ulteriormente inasprita. Sempre più richiedenti d'asilo, soprattutto africani, arrivano in Italia passando per Lampedusa. Essi giungono in Svizzera in treno (Euro-City), eludendo quindi i controlli, e richiedono asilo nel nostro Paese. Poiché non sono più in possesso dei loro documenti (che hanno gettato via) e non è pertanto possibile provare la loro provenienza, molti di loro rimangono in Svizzera. A Chiasso vengono controllati soltanto il 30 per cento dei treni provenienti dal sud, poiché non vi sono guardie di confine e poliziotti a sufficienza.
La carenza di guardie di confine ha a che fare, in parte, anche con gli attuali problemi legati al reclutamento del Cgcf, poiché non vi è proporzione tra i requisiti e la retribuzione.
È ovvio che un'intensità dei controlli adeguata alla situazione sia più efficace e favorevole del tentativo di eliminare a posteriori le gravi conseguenze delle lacune nel campo della sicurezza. Si impongono quindi, l'aumento degli effettivi del Cgcf di 200 a 300 unità nonché una retribuzione competitiva delle guardie di confine.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
È vero che la situazione degli effettivi del Cgcf è giunta al limite, per lo meno in parte. I tradizionali compiti doganali sono rimasti praticamente gli stessi anche dopo l'accordo di Schengen. Con Schengen vengono infatti soppressi solo i controlli sistematici delle persone, ma non i controlli doganali al confine svizzero (in quanto la Svizzera non fa parte dell'unione doganale dell'UE). Nel contempo, sono aumentati in modo consistente i compiti di polizia di sicurezza, soprattutto nell'ambito della lotta contro la migrazione illegale. L'organizzazione flessibile, l'impiego mobile delle risorse nonché gli interventi mirati consentono al Cgcf di agire in modo ottimale con le risorse di cui oggi dispone. Tuttavia, l'incremento costante dei controlli sarebbe gestibile soltanto potenziando l'organico.
Una verifica degli effettivi del Cgcf verrà effettuata in un secondo tempo, quando saranno state fatte le prime esperienze con Schengen.
Il Consiglio federale non è tuttavia contrario a prendere in considerazione, nei singoli casi, le richieste pertinenti di aumento degli effettivi.
Il Cgcf ha risposto in modo adeguato anche al problema del forte flusso migratorio alla frontiera meridionale, evocato dall'autore della mozione. Infatti, da oltre due mesi guardie di confine di altre regioni svizzere sono provvisoriamente in servizio in Ticino per sostenere il locale corpo. L'intensificarsi dei controlli ha prodotto i primi risultati: nel settembre 2008, ad esempio, alla frontiera meridionale sono stati intercettati più di 700 clandestini provenienti da 43 Paesi. È inoltre già ravvisabile un parziale spostamento dei flussi migratori verso occidente.
Il gruppo di lavoro Cgcf/UFM monitorizza i principali interventi del Cgcf in corso, volti al contenimento dell'immigrazione illegale alla frontiera meridionale, e ne esamina l'efficacia. In base ai risultati ottenuti saranno poi elaborate proposte concrete per meglio affrontare la situazione nella regione meridionale della Svizzera. A questo proposito sarà studiata anche la questione relativa ad un eventuale potenziamento dell'organico del Cgcf.
Per il Cgcf è attualmente difficile trovare sufficiente personale qualificato. Del resto, anche i corpi cantonali di polizia e in parte il servizio civile della dogana accusano le stesse difficoltà di reclutamento. È corretto affermare che il sistema retributivo del Cgcf non è competitivo. Ciò vale ad esempio nella regione di Ginevra, per la quale si stanno valutando possibili misure.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.