08.3541 · Postulato · 2008-09-29
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di appurare se è disposto ad aderire all'impegno di Gran Bretagna e Francia e ad assumersi, per esempio, la responsabilità di scolarizzare un milione di bambini in Africa fino al 2012.
Begründung
Negli obiettivi del millennio delle Nazioni Unite, i capi di Stato di molti Paesi sottoscrissero l'impegno a garantire l'istruzione di base in Africa per tutti i bambini fino al 2015. Un bilancio intermedio di questi obiettivi rivela che, nel continente africano, a tutt'oggi 33 milioni di bambini non vanno a scuola. Pertanto, nella primavera di quest'anno Gran Bretagna e Francia hanno siglato un accordo particolare per assicurare l'inserimento scolastico di 16 milioni di bambini entro il 2010. Questo progetto sarà realizzato in collaborazione con le federazioni nazionali di calcio e la FIFA. Da parte loro, la Gran Bretagna e la Francia invitano gli altri Paesi a fare altrettanto e ad aderire al progetto. La Svizzera sarebbe predestinata a un impegno di questo genere, poiché, oltre a disporre di sufficienti risorse finanziarie, ospita anche le sedi di FIFA e UEFA.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale ritiene che l'impegno finanziario della Svizzera nel settore dell'educazione debba concentrarsi sui suoi progetti e programmi esistenti, piuttosto che appoggiare nuove iniziative come quella proposta dall'autore del postulato.
Nella sua politica di sviluppo la Svizzera porta avanti il suo impegno in azioni coordinate con gli altri donatori, che mirano a rafforzare le capacità degli Stati e ad attuare politiche nazionali. Le iniziative messe in atto dalla comunità internazionale, ivi comprese quelle del settore privato, devono allinearsi pienamente alle priorità nazionali e agire attraverso i canali esistenti per portare il loro sostegno allo sviluppo dell'educazione in Africa. Con un sostegno pari a un importo di 1,4 milioni di franchi all'anno, ad esempio, la Svizzera partecipa alla "Education for All-Fast Track Initiative" (Educazione per tutti - Iniziativa Fast Track; EFA-FTI), un partenariato globale che riunisce rappresentanti ufficiali degli Stati, degli organismi regionali, dei donatori bilaterali e multilaterali e delle organizzazioni non governative e che mira ad apportare risorse supplementari ai Paesi meno avanzati. Sostenuta anche da Francia e Gran Bretagna, l'iniziativa è concepita in modo da non costituire meccanismi paralleli alle strutture esistenti, bensì da utilizzare i sistemi nazionali che già vi sono. Inoltre, tutte le decisioni sono prese a livello della comunità dei donatori stazionati nei Paesi, donatori che hanno il polso della situazione e sono quindi in grado di giudicare al meglio i bisogni nazionali e la capacità di tali Paesi di utilizzare adeguatamente finanziamenti addizionali.
Attualmente la priorità della Svizzera in materia di educazione consiste perciò nell'aumentare il suo contributo finanziario a questo fondo globale, il che rafforzerebbe anche il peso della Svizzera nel dialogo politico a livello nazionale con i Paesi beneficiari. L'iniziativa globale sta mobilitando attori del settore privato al fine di costituire le migliori sinergie possibili e sostenere così efficacemente l'educazione in Africa.
Nel suo messaggio sulla continuazione della cooperazione tecnica e dell'aiuto finanziario a favore dei Paesi in sviluppo, del 14 marzo scorso, il Consiglio federale ha deciso di concentrare il suo impegno su dieci temi prioritari, tra cui l'educazione.
La zona geografica prioritaria della cooperazione allo sviluppo nel settore dell'aiuto all'educazione è l'Africa, più precisamente l'Africa occidentale. Quattro Paesi (Benin, Burkina Faso, Mali, Niger) di questa regione beneficiano di programmi di cooperazione nel settore dell'educazione.
In questi Paesi la Svizzera concentra la sua attenzione sui seguenti punti:
- migliore accesso alla formazione di base per bambini, giovani e adulti esclusi dal sistema educativo formale (per il tramite di scuole "della seconda opportunità", di scuole comunitarie, di corsi di alfabetizzazione/di formazione per giovani e adulti ecc.);
- migliore qualità e utilità delle offerte di formazione (ad esempio utilizzando le lingue africane nei primi anni di insegnamento o formando insegnanti ecc.);
- migliore gestione dei sistemi educativi, in particolare decentrando e coinvolgendo la società civile (genitori di alunni ecc.) nelle questioni educative.
Il valore aggiunto della Svizzera risiede nella sua capacità di innovazione e di promuovere il coordinamento fra gli attori implicati.
Sul piano globale, la Svizzera opera anche attraverso:
1. istituzioni dell'ONU (nello specifico, Unesco e Unicef) e Banche per lo sviluppo (Banca mondiale, Banca africana di sviluppo);
2. organizzazioni e reti del dialogo politico tra agenzie per lo sviluppo e ministri dell'educazione africani (ADEA - Associazione per lo sviluppo dell'educazione in Africa); e
3. iniziative mondiali, nello specifico la "Education for All-Fast Track Initiative".
Il totale dei contributi annui della Svizzera al settore della formazione di base ammonta in media a 30 milioni di franchi per l'aiuto bilaterale (di cui 8 milioni per l'aiuto umanitario) e 24 milioni di franchi per l'aiuto multilaterale.
La DSC opera anche nel settore dell'educazione attraverso ONG svizzere; circa 6 milioni di franchi dei fondi che queste ricevono da essa vengono investiti nell'educazione in Africa.
Nel quadro della riorganizzazione della DSC e dell'attuazione del messaggio sull'aiuto al Sud (Südbotschaft), sono state rafforzate le sinergie tra le misure bilaterali e quelle multilaterali. Grazie a un dialogo politico proattivo nel quadro della "Education for All-Fast Track Initiative" (Educazione per tutti - Iniziativa Fast Track; EFA-FTI), il Consiglio federale si impegna a favore di un rafforzamento delle sinergie con i nuovi programmi finanziati dalla Gran Bretagna, dalla Francia e dalla FIFA.
Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.