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08.3616 · Mozione · 2008-10-02

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di consentire ai giovani in situazione irregolare che hanno frequentato la scuola dell'obbligo in Svizzera di svolgere un apprendistato.

Begründung

Nel 1984 la Svizzera ha aderito alla Convenzione sui diritti del fanciullo. L'articolo 28 della Convenzione prevede che ogni bambino ha diritto all'educazione, in particolare alla formazione professionale. Nel 1985 Ginevra ha sancito la preminenza del diritto all'educazione su qualsiasi statuto legale, integrando tutti gli allievi stranieri (senza distinzione relativamente al permesso di dimora) nel suo sistema scolastico, a tutti i livelli. Lungi dall'essere una "Genferei", tale pratica è stata nel frattempo adottata da numerosi cantoni svizzeri, ripercuotendosi in modo positivo sull'integrazione di intere famiglie.

Se scelgono l'indirizzo accademico, i giovani "sans papiers" ginevrini possono continuare gli studi fino a un livello superiore praticamente senza problemi. Il discorso cambia quando questi giovani ben integrati che hanno frequentato le nostre scuole scelgono una formazione professionale. Data la loro situazione irregolare, non possono cominciare un apprendistato o svolgere uno stage, poiché l'assenza dello statuto legale è redibitoria per i potenziali datori di lavoro.

Tale pratica differenziata è deleteria per diversi motivi:

- penalizza una popolazione solidamente integrata nel nostro Paese, di cui condivide i principi democratici e i valori;

- rischia di spingere questi giovani verso il degrado sociale e la delinquenza, anche se il loro carattere non criminogeno è ampiamente dimostrato, con gli inevitabili costi legati alla sanità pubblica, alla giustizia, ecc.;

- priva l'economia svizzera di potenziali competenze e know-how, e questo in ambiti in cui tutte le statistiche prevedono una penuria futura in tutta l'Europa e anche nel nostro Paese. Si tratta di competenze e know-how indispensabili alla Svizzera che rappresentano un giusto compenso per i mezzi investiti nella formazione obbligatoria di questi giovani. A titolo informativo, l'OCSE rileva che gli arrivi di immigranti in Europa sono in calo;

- spreca denaro pubblico, poiché la Svizzera rinuncia a qualsiasi "ritorno dell'investimento", escludendo giovani apparentemente sospetti, di cui ha pagato la formazione.

In un momento in cui il sistema normativo in materia di soggiorno degli stranieri è sottoposto a un giro di vite - come dimostra la questione dei diplomi universitari stranieri - occorre dimostrare apertura adottando le misure necessarie per ovviare ai problemi previsti in materia di competenze professionali.

A tal fine, la soluzione sostenuta a Ginevra dalla deputata Anne-Marie von Arz-Vernon - ossia l'introduzione di un "chèque apprentissage" (dispositivo per accedere all'apprendistato) sul modello del "chèque-service" (procedura di accredito dei contributi) in vigore nel cantone di Ginevra - costituisce un esempio di misura costruttiva e interessante, che il Consiglio federale è invitato a esaminare.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale si è già espresso a più riprese in merito al problema sollevato dall'autore della mozione (mozione Zisyadis 01.3149, Permesso di dimora in Svizzera per stranieri privi di documenti, del 22 marzo 2001; interpellanza Glasson 01.3497, L'avvenire dei figli di stranieri che risiedono illegalmente in Svizzera, del 21 novembre 2001; e mozione Vermot-Mangold 01.3592, Disciplinamento del soggiorno per giovani privi di documenti, del 21 novembre 2001). Esso ha rilevato in particolare che esistono già tuttora soluzioni possibili per i casi di rigore motivati. In occasione dell'ora delle domande del 1° ottobre 2001 il Consiglio federale ha confermato la sua posizione a proposito dei "sans papiers", posizione poi approvata in occasione dell'incontro della Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia tenutosi l'8 e il 9 novembre 2001. Nel quadro della revisione totale della legge sugli stranieri (LStr), il Parlamento si è nuovamente occupato della questione, decidendo di non introdurre una nuova disposizione a favore dei giovani in situazione irregolare. Il Consiglio federale, i cantoni e la maggioranza in Parlamento sono giunti alla conclusione che la regolarizzazione collettiva o un'amnistia generale per le persone sprovviste di un permesso di soggiorno è fuori questione.

La Lstr, in vigore dal 1° gennaio 2008, prevede i medesimi criteri per l'esame dei casi di rigore. Nella valutazione di tali domande, la presenza di figli scolarizzati ha particolare peso e spesso si rivela persino determinante per il riconoscimento del caso di rigore. Se ottiene un permesso di soggiorno, l'interessato è anche autorizzato a svolgere un'attività lucrativa. L'Ufficio federale della migrazione applica una prassi complessa per quanto concerne il rilascio di permessi per motivi umanitari. La durata della dimora, l'integrazione sociale e professionale, la situazione familiare e sanitaria nonché ulteriori circostanze che hanno indotto la clandestinità rivestono particolare importanza. Prima di procedere all'allontanamento di una famiglia, occorre verificare che per nessuno dei suoi membri sussista una situazione particolarmente rigorosa. In determinate circostanze, l'allontanamento di bambini può rappresentare uno sradicamento assimilabile a un particolare rigore. Il Tribunale federale ha considerato impossibile trattare tali domande in modo sistematico; ogni caso va esaminato individualmente.

Il diritto vigente offre pertanto un congruo margine di manovra che permette di considerare gli aspetti umanitari nel singolo caso. Complessivamente tale prassi va privilegiata a una soluzione globale, in particolare in quanto sostenibile e adeguata a ciascun caso individuale. Il rilascio di un permesso di soggiorno a tutti i giovani che dimorano in Svizzera, eludendo le prescrizioni del diritto in materia di stranieri, è invece fuori questione. Ricompensare tale comportamento illecito equivarrebbe a mettere in discussione il fondamento stesso della politica d'ammissione e migratoria della Svizzera e a incoraggiare il soggiorno illegale nel nostro Paese.

Non è appropriato delegare interamente ai cantoni la decisione in merito al riconoscimento dei casi di rigore. Tenuto conto della forte mobilità in Svizzera, degli interessi economici del Paese e del principio della parità di trattamento, sarebbe inopportuno che i cantoni applicassero politiche diverse in questioni fondamentali.

Lo "chèque-service" è un provvedimento volto a sgravare i privati dall'onere amministrativo legato ai contributi delle assicurazioni sociali. Applicando tale sistema alle persone che dimorano illegalmente in Svizzera non si tratterebbe in prima linea di semplificare le procedure amministrative, bensì di facilitare l'accesso al mercato del lavoro svizzero eludendo le disposizioni legali. Occorre evitare che le autorità incoraggino la dimora illegale, tanto più che esiste la possibilità di rilasciare un permesso di soggiorno in casi di rigore individuali.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.