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08.3629 · Mozione · 2008-10-02

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento una disposizione di legge che impedisca agli impiegati federali di ricevere un'indennità di partenza.

Begründung

L'esorbitante indennità di partenza versata a Roland Nef, ex capo dell'esercito, dimostra che il Consiglio federale non utilizza in modo responsabile il denaro dei contribuenti e addossa alla popolazione le conseguenze della mediocrità dei dirigenti e di una politica del personale sbagliata. Pertanto, per il bene comune occorre privare il Consiglio federale della competenza di versare indennità di partenza.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Secondo il diritto vigente in materia di personale federale gli impiegati attivi nelle professioni di monopolio il cui rapporto di lavoro è durato almeno vent'anni presso la Confederazione nonché gli impiegati con oltre cinquant'anni di età hanno diritto a un'indennità di partenza. Il Consiglio federale ha stabilito ulteriori categorie di personale che ne possono beneficiare. Si tratta principalmente di impiegati dei quadri superiori il cui rapporto di lavoro prevede condizioni di disdetta facilitate rispetto agli altri impiegati federali. L'indennità di partenza ammonta almeno a un salario mensile e al massimo a un salario annuale. Le indennità più elevate devono essere approvate dal Consiglio federale e dalla Delegazione delle finanze delle Camere federali.

I beneficiari di indennità di partenza sono quindi sia impiegati meritevoli con esperienza pluriennale e impiegati attivi nelle professioni di monopolio, il cui diritto a un'indennità di partenza in caso di disdetta senza colpa da parte del collaboratore non è stato finora oggetto di discussioni, sia quadri del livello gerarchico più elevato. Un confronto effettuato nel 2005 tra le condizioni d'impiego degli impiegati federali e quelle dell'economia privata e altre amministrazioni pubbliche ha evidenziato che esiste una considerevole differenza tra i salari dei quadri superiori della Confederazione e quelli dell'economia privata. Il confronto non ha fornito nessun indizio che il personale federale riceva maggiori indennità di partenza rispetto al personale dell'economia privata. Pertanto una grande impresa come la Confederazione non può permettersi di rinunciare al versamento di queste indennità. Per la Confederazione sarebbe ancora più difficile trovare personale qualificato per occupare i posti dei livelli gerarchici superiori, soprattutto se gli impiegati in queste posizioni sono sottoposti a condizioni di disdetta facilitate.

Già attualmente si ricorre solo in maniera limitata alla possibilità di versare indennità di partenza. Inoltre le Camere federali hanno accolto una mozione della Commissione delle finanze del Consiglio nazionale che prevede un'utilizzazione più restrittiva delle indennità di partenza. Questo impegno costituisce un'ulteriore garanzia che le indennità di partenza sono versate solo in singoli casi giustificati e non superano un certo importo. Anche per questo motivo non si può rinunciare al versamento di indennità di partenza.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.