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08.3680 · Mozione · 2008-10-03

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

È evidente che i salari dei manager, e i bonus in particolare, rappresentano una parte notevole dei problemi originati dall'attuale crisi finanziaria. Poiché da solo non è in grado di elaborare soluzioni sostenibili, il settore finanziario ha bisogno dell'aiuto della politica. Invitiamo pertanto il Consiglio federale a chiarire quali provvedimenti giuridici debbano essere adottati affinché possano essere posti limiti ai bonus e a tutte le prestazioni supplementari, e di presentare al Parlamento modifiche legislative nei seguenti settori:

- bonus e altre prestazioni supplementari possono ammontare al massimo al salario fisso annuale;

- nel totale di tutte le prestazioni, le indennità di partenza possono ammontare al massimo al salario fisso annuale.

Begründung

La crisi finanziaria mostra che nemmeno le perdite miliardarie hanno impedito all'UBS nel 2007 di distribuire bonus per oltre 12 miliardi di franchi. Mezzi che sono poi venuti a mancare per fronteggiare le conseguenze della crisi. Comportamenti simili sono noti anche per altri istituti finanziari. Negli ultimi anni, le aziende hanno concesso ai loro quadri "paracaduti d'oro", anche in caso di prestazioni discutibili. Già per questo, le prescrizioni riguardanti la trasparenza devono essere rivedute.

Il fatto è che la promessa di alti bonus ha provocato falsi incentivi, nel senso che vengono premiati gli sbalzi di fatturato, senza che sia giudicata la qualità del maggiore volume d'affari. Ne è conseguita l'assunzione di rischi inutili ed esagerati. Per questo è ancor più incomprensibile che, mediante regole fiscali ad hoc per le cosiddette partecipazioni dei collaboratori, il Consiglio federale voglia promuovere queste procedure dannose. È invece necessario mantenere i rischi entro un limite ragionevole.

La libertà di commercio e d'industria raggiunge i suoi limiti quando le sue aberrazioni si ripercuotono in modo del tutto negativo sull'intera economia. È il caso, agli occhi dei Verdi, dei salari eccessivi dei manager e, soprattutto, dei bonus pagati. La diffusa, per quanto sbagliata, regola dei bonus causa falsi incentivi, all'origine tra l'altro dell'attuale crisi finanziaria. Questo è uno dei motivi principali dell'attuale recessione, che non risparmia la Svizzera. Non si può accettare che gli interessi dei manager vengano prima di quelli dell'intera economia. La limitazione dei bonus versati ai manager è nell'interesse generale del Paese.

Nella legge sul personale federale è prevista un'indennità massima di partenza pari a un salario annuale. Questo è il limite cui si orienta la soluzione preconizzata con la presente mozione.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La struttura dei sistemi di retribuzione del settore finanziario è stata identificata come una delle cause dell'attuale crisi finanziaria. Il Financial Stability Forum (FSF) sta attualmente sviluppando direttive applicabili a livello internazionale per sistemi di retribuzione di istituti finanziari. Lo scopo di queste direttive è di contribuire affinché tali sistemi siano compatibili con la redditività imprenditoriale nel lungo termine. Le direttive saranno discusse in occasione della prossima seduta del FSF, che si terrà nel mese di marzo del 2009. Anche l'industria finanziaria è consapevole della problematica. Infatti, lo scorso mese di luglio l'Institute of international finance, costituito da istituiti finanziari attivi a livello internazionale, ha emanato principi per i sistemi di retribuzione. Inoltre, nel mese di agosto del 2008 il Counterparty risk management policy group III, in cui sono rappresentati i principali istituiti finanziari statunitensi, ha statuito che detti sistemi devono basarsi sull'evoluzione del rendimento azionario nel lungo termine.

Nel quadro del progetto già approvato sulla revisione del diritto della società anonima, il 22 ottobre 2008 il Consiglio federale ha discusso le prime proposte intese a rafforzare i diritti degli azionisti. A tal riguardo, il consiglio di amministrazione dovrà preparare un regolamento sulle rimunerazioni. Occorre rafforzare i diritti degli azionisti conferendo all'assemblea generale diritti di partecipazione in questioni di retribuzione.

Il Consiglio federale sta inoltre considerando di sottoporre al Parlamento proposte finalizzate a facilitare le azioni di restituzione di prestazioni indebite. Il progetto approvato inizialmente dal Consiglio federale prevedeva un obbligo di restituzione di prestazioni nella misura in cui queste fossero chiaramente sproporzionate rispetto alla controprestazione fornita. Secondo il nuovo progetto la situazione di reddito è irrilevante; basta una sproporzione non necessariamente evidente tra prestazione e controprestazione. Il rinvio del progetto all'articolo 64 del Codice delle obbligazioni, che tutela il beneficiario in buona fede e non più arricchito di una prestazione indebita, viene a cadere. Inoltre, la cerchia delle persone autorizzate a presentare un'azione viene estesa. D'ora in poi anche i creditori avranno una legittimazione attiva.

Sulla base di queste bozze di soluzioni, il Consiglio federale fisserà prossimamente all'attenzione del Parlamento la concreta impostazione dei complementi della riforma del diritto della società anonima, che si limiteranno alle società anonime quotate in borsa.

Inoltre, come statuito nel messaggio del 5 novembre 2008 concernente un pacchetto di misure per rafforzare il sistema finanziario svizzero, la Commissione federale delle banche (CFB) intende, attraverso una circolare, elaborare direttive generali per i sistemi di retribuzione nel settore finanziario. Una buona organizzazione di una banca presuppone sistemi di retribuzione adeguati. Con una circolare la CFB (dal 1° gennaio 2009 la FINMA) spiegherà come applicherà le esigenze all'organizzazione delle banche (art. 3 cpv. 2 lett. a della legge sulle banche). L'osservanza delle disposizioni contenute in detta circolare dovrebbe essere parte del processo di vigilanza. Verrà altresì esaminata la questione della competenza per l'emanazione di regole sul controllo dei sistemi di retribuzione delle banche.

Tutti questi sforzi tengono conto della richiesta principale della mozione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.