Conseguenze della crisi sui mercati finanziari. La Svizzera rischia la recessione e un aumento della disoccupazione?
08.3709 · Interpellanza · 2008-10-03
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
La situazione economica della Svizzera è allarmante. Gli sviluppi sul mercato finanziario internazionale hanno avuto ripercussioni anche sull'economia svizzera. I segni di un serio indebolimento della situazione congiunturale a livello mondiale sono ormai sempre più evidenti. Il mercato del lavoro è già stato colpito da un forte aumento del numero di disoccupati e da una seria diminuzione dei posti vacanti, che fanno presagire una crescita della disoccupazione. Nei Paesi industrializzati limitrofi si fa seria la minaccia di una recessione - per la prima volta contemporaneamente - e ancora non si prevede la fine della crisi dei mercati finanziari.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Come valuta le previsioni economiche per la Svizzera? Quali conseguenze minaccia di avere la recessione sui principali Paesi di destinazione delle merci svizzere?
2. Già in primavera si erano scongiurate le conseguenze negative della crisi finanziaria sull'economia reale. Come valuta attualmente il Consiglio federale le conseguenze della crisi finanziaria sull'economia nazionale?
3. Condivide i timori che presagiscono una recessione? Quali provvedimenti intendono adottare il Consiglio federale e la Banca nazionale per respingere l'eventuale recessione? Il Consiglio è pronto a elaborare un programma a sostegno della congiuntura?
4. Quali provvedimenti di stabilizzazione del mercato finanziario si intendono adottare, in caso di un eventuale crollo di un grande istituto bancario?
5. Quali misure sono previste per limitare un ulteriore aumento della disoccupazione?
6. La congiuntura interna è un importante sostegno della situazione congiunturale: quali sviluppi sono attesi, in particolare nei settori edilizia, commercio al dettaglio e ristorazione?
7. L'aumento dei prezzi degli affitti, degli alimenti e dell'energia indebolisce il potere di acquisto: qual è l'andamento previsto dell'inflazione?
8. Il Consiglio federale è dell'avviso che sia necessario un aumento dei salari reali e delle pensioni a sostegno del consumo privato?
Stellungnahme des Bundesrates
Alle singole domande il Consiglio federale risponde nel modo seguente:
1. Per quanto riguarda la valutazione delle previsioni economiche, il Consiglio federale si basa sulle previsioni del gruppo di esperti della Confederazione. Quest'ultimo si attende, in sintonia con la maggior parte degli altri esperti in materia, che l'economia svizzera non possa sottrarsi al peggioramento dell'economia mondiale. In considerazione dell'attuale indebolimento congiunturale e persino di segnali recessivi in alcuni Paesi dell'Unione europea nonché le accresciute turbolenze sui mercati finanziari, sono aumentati anche in Svizzera i rischi di un maggiore raffreddamento dell'economia. Nel frattempo, per il 2009 è molto probabile che si verifichi un rallentamento della crescita del PIL fino a un livello sensibilmente inferiore all'1 per cento. Tuttavia si continua a ritenere poco probabile l'insorgere di una vera e propria recessione, che sarebbe caratterizzata da un calo della produttività in numerosi settori e da un netto aumento della disoccupazione. È per contro aumentato il rischio di una recessione tecnica.
2. Occorre precisare che finora la dipendenza diretta dell'economia svizzera dalla crisi finanziaria resta effettivamente entro certi limiti, se si prescinde da un indebolimento del valore aggiunto del settore finanziario. L'afflusso di ordinazioni è tuttavia fortemente diminuito per molte imprese, così ad esempio per gli importatori di automobili. Questa situazione dovrebbe dovrebbe farsi sentire nel corso del secondo semestre 2009. A differenza di altri Paesi, è positivo notare che in Svizzera continuano a non esistere segnali di un inasprimento generale delle condizioni di credito per le imprese e le economie domestiche da parte delle banche. Il settore immobiliare sembra parimenti resistente. La Svizzera - che dispone di una piccola economia nazionale aperta - non potrà comunque sottrarsi a un forte rallentamento della crescita dell'economia mondiale.
3. Come è stato spiegato nelle considerazioni inerenti alle domande 1 e 2, si continua a ritenere piuttosto esigua la probabilità di una profonda recessione. Ciononostante il Consiglio federale, considerato il graduale offuscamento della situazione economica, ha approvato il 12 novembre 2008 l'introduzione di misure preventive a sostegno della situazione occupazionale e dell'offerta in Svizzera. A tale scopo esso ha scelto di adottare provvedimenti che hanno un effetto rapido e mirato e che non comportano il rispetto di impegni finanziari elevati a lungo termine. Da un lato, il Consiglio federale propone al Parlamento di abrogare il blocco dei crediti nel preventivo del 2009 (205 milioni di franchi) e di procedere ad aumenti mirati (136 milioni di franchi). In tal modo esso farà uso di una parte del margine d'intervento nella politica finanziaria nell'ambito del freno all'indebitamento. Dall'altro, il Dipartimento federale dell'economia libera le riserve di crisi beneficianti di sgravi fiscali per un importo di circa 550 milioni di franchi. Di conseguenza, per l'inizio del 2009 verranno sbloccati complessivamente circa 890 milioni di franchi. Il Consiglio federale ritiene che questi provvedimenti siano adeguati e sufficienti nell'attuale situazione economica. Considerata la notevole incertezza in merito alla durata e alle dimensioni del regresso della congiuntura, il Consiglio federale procede gradualmente. Con l'avvio dei provvedimenti descritti in precedenza esso ha conferito all'amministrazione il mandato di esaminare quali spese supplementari possono essere effettuate in una seconda tappa, eventualmente nel 2009, entro il margine di manovra rimanente di circa 660 milioni di franchi secondo le prescrizioni relative al freno dell'indebitamento. La possibilità che questa seconda tappa sia avviata verrà decisa in base all'evoluzione economica registrata in primavera. Inoltre il Consiglio federale cerca di migliorare l'accesso al mercato a favore dell'economia d'esportazione. Ciò avviene soprattutto mettendo rapidamente in vigore gli accordi di libero scambio già negoziati e avviando nuovi negoziati con importanti partner commerciali.
4. Il Consiglio federale, la Banca nazionale svizzera e la Commissione federale delle banche hanno adottato, con la loro decisione comunicata il 16 ottobre 2008, le misure necessarie intese a rafforzare durevolmente il sistema finanziario in Svizzera.
5. Gli esperti di previsioni calcolano che nel 2009 si verificherà un lieve aumento del tasso di disoccupazione, che raggiungerà circa il 3 per cento. Questo adeguamento a una situazione congiunturale cambiata può essere compensato dall'assicurazione contro la disoccupazione.
6. Secondo le attuali inchieste congiunturali, l'andamento degli affari delle ditte prese in considerazione continua ad essere valutato in modo decisamente positivo, in particolare nei settori del commercio al dettaglio e della ristorazione. Ma anche l'edilizia continua ad approfittare di un quantitativo elevato di mandati e di ordinazioni.
7. Sebbene il rincaro dovuto al prezzo delle materie prime sia in rialzo anche in Svizzera, non si possono rilevare indizi dell'avvio di un eventuale processo inflazionistico. Con la caduta dell'effetto determinato dal rialzo del prezzo del petrolio occorre attendersi, nel 2009, una normalizzazione del rincaro, che si situerà nettamente al di sotto del 2 per cento (dopo aver raggiunto presumibilmente il 2,6 per cento nel 2008).
8. Le trattative salariali sono di competenza delle parti sociali. Conformemente alle pertinenti disposizioni legali, il 1° gennaio 2009 le rendite delle assicurazione sociali (AVS/AI/IPG, LAINF) verranno adeguate dal Consiglio federale all'evoluzione dei prezzi e dei salari.
Risposta del Consiglio federale.