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08.3787 · Interpellanza · 2008-12-08

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Su www.persoenlich.com, il portale svizzero per l'economia delle comunicazioni e della pubblicità si trova un reportage del 25 novembre 2008 con foto e descrizione dei festeggiamenti finali per il 175° anniversario del gruppo editoriale svizzero Ringier. La manifestazione si è tenuta nei locali dell'ambasciata svizzera a Berlino. Il resoconto riporta che a fare gli onori di casa per questa festa esclusiva sarebbe stato l'ambasciatore svizzero in Germania.

Chiedo dunque al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. A quali condizioni vengono concessi gli edifici delle ambasciate svizzere per manifestazioni private e feste aziendali? Chi è incaricato di concedere le autorizzazioni?

2. A quali condizioni un capo missione svizzero è autorizzato a officiare tali manifestazioni private? Quali sono le tariffe previste per l'utilizzo degli edifici delle ambasciate a scopo privato? Quali sarebbero state le modalità di pagamento nel presente caso?

3. Per la festa in questione, il capo del DFAE è stato coinvolto nella procedura di autorizzazione? Il Consiglio federale è consapevole della reazione dell'opinione pubblica alla concessione, da parte sua o di un suo membro, di privilegi a un gruppo editoriale che critica regolarmente i consiglieri federali?

4. Secondo il Consiglio federale non risulta paradossale mettere a disposizione gli edifici dell'ambasciata di Berlino proprio al gruppo editoriale che aveva accusato un ex capo missione di "abuso privato" di tali spazi? Come noto, il gruppo Ringier aveva poi dovuto versare un'indennità di qualche milione di franchi a titolo di riparazione morale all'ex ambasciatore svizzero, che era stato leso nella sua personalità.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Le ambasciate e residenze di capiposto e capimissione sono regolarmente messe a disposizione delle imprese svizzere al fine di promuovere gli interessi economici.

Le ambasciate e le residenze sono finanziate dai contribuenti; è normale che esse siano utilizzate come strumento di promozione attiva degli interessi economici svizzeri. Esse fungono da piattaforma per il ricevimento di importanti delegazioni provenienti dalla Svizzera o per manifestazioni aventi lo scopo di promuovere gli interessi economici e commerciali su iniziativa di imprese svizzere.

I capiposto e i capimissione esercitano nei loro Paesi di residenza un ruolo decisivo nell'ambito della difesa degli interessi economici. Essi sono in grado di valutare se la messa a disposizione delle loro residenze sia opportuna e hanno la competenza decisionale al riguardo. Tengono conto di tutte le circostanze, segnatamente degli usi locali e badano a che la manifestazione presenti un carattere svizzero sufficientemente marcato e non persegua finalità puramente commerciali.

2. Nel caso di una manifestazione che si svolge nella residenza di un ambasciatore, è d'uso che lo stesso rivesta il ruolo di ospite in tale occasione. La messa a disposizione dei locali non comporta una fatturazione e al riguardo non vi sono tariffe. Tuttavia di regola i costi effettivi occasionati dalla manifestazione sono sopportati dall'impresa privata che l'ha organizzata. Tale regola è stata applicata anche nel caso in questione.

3. I capiposto e i capimissione decidono autonomamente e in ogni singolo caso la messa a disposizione o meno dei locali dell'ambasciata o della loro residenza per una manifestazione su iniziativa di un'impresa privata. La manifestazione menzionata nell'interpellanza, finalizzata alla promozione degli interessi svizzeri, corrisponde a una prassi in uso presso tutte le rappresentanze svizzere all'estero, al servizio degli svariati settori dell'industria svizzera dell'esportazione come pure del settore degli investimenti. Le residenze e i locali delle ambasciate svizzere sono messi a disposizione di tutte le imprese svizzere, senza distinzione alcuna, ai fini della promozione degli interessi economici. A tale riguardo non vi sono privilegi di sorta.

4. I capiposto e i capimissione prendono le loro decisioni relative a questo tipo di manifestazioni sulla base di fattori oggettivi in relazione con gli interessi economici del Paese, senza considerare elementi riguardanti la sfera privata di un predecessore o di terzi. Un trattamento discriminatorio delle imprese svizzere a seconda del loro grado di lealtà nei confronti delle autorità è impensabile e non si lascerebbe giustificare.

Risposta del Consiglio federale.

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