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08.3796 · Postulato · 2008-12-11

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di valutare l'opportunità di creare uno o più poli nazionali di ricerca nell'ambito delle energie rinnovabili.

Begründung

L'energia solare (termica e fotovoltaica), eolica, idraulica, geotermica e l'energia prodotta dalla biomassa acquisteranno senz'altro importanza nel corso del ventunesimo secolo. Le tecnologie legate alla produzione delle energie rinnovabili sono destinate a uno sviluppo industriale assai promettente. Il nostro Paese potrebbe quindi trarne dei benefici economici, in un primo tempo a livello della ricerca e del know-how e in un secondo momento come contributo non trascurabile all'approvvigionamento energetico del Paese.

In Svizzera, numerosi laboratori raggruppati in diversi istituti (università, PSI, PFL, PFZ, SUP) sono all'avanguardia nella ricerca in tali settori, soprattutto grazie al risoluto impegno di professori e personalità e al lavoro di coordinamento dell'UFE. Se il nostro Paese è riuscito a ottenere una buona reputazione in certi settori (ad esempio geotermia e fotovoltaico), attualmente si constata uno sforzo insufficiente da parte delle istituzioni confederali per promuovere e sviluppare dei veri e propri poli di competenza o dei "centri tecnologici" nel settore delle energie rinnovabili.

Mentre la maggior parte dei Paesi europei ed asiatici stanno dando vita a dei centri di energia solare, in Svizzera non è stata intrapresa nessuna azione concreta in questo ambito, nonostante il notevole sviluppo industriale di tale tipo di tecnologia. Diventa quindi indispensabile sviluppare gli investimenti finanziari della Confederazione in questi settori della ricerca, favorendo sistemi di collaborazione concreti con i partner privati. Questo non farebbe che migliorare il trasferimento tecnologico alle imprese, rafforzando la competitività della piazza economica svizzera.

Gli esperti stimano che uno o più centri nazionali di ricerca nell'ambito delle energie rinnovabili potrebbero assolvere tale compito. In questa situazione rimane indispensabile il coordinamento da parte dell'UFE tramite il programma SvizzeraEnergia.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Gli assi principali della ricerca energetica in Svizzera sono stabiliti dalla Commissione federale per la ricerca energetica (CORE), un organo consultivo extraparlamentare. L'Ufficio federale dell'energia (UFE) svolge le funzioni di segretariato della CORE.

La CORE è composta di 15 membri esponenti del settore economico, scientifico e amministrativo, ma rappresenta in modo significativo anche le scuole universitarie professionali, le università e il settore dei politecnici federali (PF).

In questo modo è garantito il coordinamento tra la ricerca applicata delle scuole universitarie professionali e la ricerca fondamentale dei PF. Inoltre, grazie ai suoi 25 programmi di ricerca, l'UFE gestisce una vasta piattaforma che favorisce intensi scambi di informazioni tra tutti gli attori responsabili della ricerca energetica in Svizzera, nonché con la comunità internazionale dei ricercatori. L'UFE partecipa anche ai principali programmi internazionali di ricerca dell'Agenzia internazionale dell'energia (AIE) e dell'Unione europea, sia direttamente che tramite i responsabili dei programmi.

Con i piani d'azione di politica energetica adottati nel febbraio 2008, il Consiglio federale ha ribadito il ruolo fondamentale delle energie rinnovabili e stabilito delle misure volte a promuoverle. Nel preventivo per il 2009, il Parlamento ha sensibilmente aumentato il budget destinato alla ricerca energetica. In totale, gli importi supplementari approvati ammontano a 3 milioni di franchi per i progetti di ricerca e un milione di franchi per i progetti pilota e di dimostrazione. I fondi supplementari sono stati assegnati principalmente ai programmi di ricerca nei settori fotovoltaico, geotermico e della biomassa.

Per concentrare gli sforzi, alla fine del 2008 l'UFE ha presentato tre proposte di programmi nazionali di ricerca, di cui due orientati alle energie rinnovabili (fotovoltaico e geotermia). Tali proposte sono attualmente in fase di esame da parte del fondo nazionale svizzero in conformità alla procedura ordinaria. Oltre a programmi di ricerca di cui sopra, i programmi sull'impiego del calore solare, sul calore ambientale e sulla biomassa sono da sempre fra quelli che dispongono dei budget più elevati. L'UFE sostiene anche altri programmi di ricerca nell'ambito delle energie rinnovabili: idrogeno e pile a combustibile ed energia eolica. Da sempre, l'UFE si impegna con assiduità a rafforzare considerevolmente le competenze della Svizzera in materia di energie rinnovabili e a istituire dei centri di competenze. I relativi dettagli sono riportati nei rapporti annuali di ricerca.

L'Agenzia per la promozione dell'innovazione (CTI) sostiene da molti anni la ricerca applicata e lo sviluppo che le imprese hanno avviato con le scuole universitarie nell'ambito delle energie rinnovabili. Promuove inoltre, durante tutta la fase di realizzazione, progetti di ricerca applicata con un buon potenziale di applicazione sotto forma di prodotti commercializzabili. Negli ultimi sette anni, la CTI ha sostenuto più di 90 progetti di ricerca e sviluppo (R&S) nei settori tecnologici del fotovoltaico, dell'energia solare, dello sfruttamento razionale dell'energia negli edifici, delle pile a combustibile, dei processi industriali, della biomassa e degli impianti idroelettrici. Inoltre, ha realizzato delle reti di competenze incentrati sulle tematiche dell'energia e delle energie rinnovabili (consorzio "Trasferimento di sapere e tecnologie", consorzio "Ambiente ed energia", consorzio R&S "Rete nazionale di competenza tecnica per gli edifici e le energie rinnovabili"). Tali consorzi appoggiano attivamente la collaborazione tra i diversi specialisti e le scuole universitarie, creando dei ponti con l'industria.

Secondo il punto di vista degli esperti dell'UFE, non vi è tuttavia un bisogno concreto di creare nuovi centri di competenze.

Attualmente, il Dipartimento federale dell'interno, competente in materia, sta esaminando l'opportunità, al prossimo bando di concorso per i poli di ricerca nazionali (PRN) - uno strumento della Confederazione per promuovere la ricerca applicata, volta a rafforzare il ruolo della ricerca svizzera nei settori di importanza strategica - di definire degli ambiti tematici di interesse pubblico conformi ai compiti della Confederazione. Se dovessero crearsi tali condizioni e queste dovessero riguardare il settore energetico, l'Ufficio federale dell'energia farà in modo che le scuole universitarie partner interessate partecipino ai relativi concorsi del fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS).

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.