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08.3813 · Mozione · 2008-12-15

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Al fine di concretizzare l'articolo 53 capoverso 2 della legge federale sugli stranieri (LStr) che prevede una partecipazione degli stranieri alla vita pubblica, il Consiglio federale è incaricato di:

1. badare affinché tutti i posti dell'amministrazione federale, salvo eccezioni motivate, siano aperti agli stranieri in possesso di un permesso di lavoro;

2. attuare una politica del personale che valorizzi l'assunzione degli stranieri, in particolare dei giovani.

Begründung

L'articolo 4 capoverso 3 LStr recita che: "L'integrazione presuppone la volontà degli stranieri di integrarsi nella società e un atteggiamento di apertura da parte della popolazione svizzera."

Inoltre, l'articolo 53 capoverso 2 della stessa legge precisa che la Confederazione, i cantoni e i comuni "creano condizioni quadro favorevoli alla parità di opportunità e alla partecipazione della popolazione straniera alla vita pubblica." Considerato che l'amministrazione federale costituisce una carta da visita molto importante della vita pubblica svizzera e che deve dare l'esempio in materia di applicazione delle leggi della Confederazione, è indispensabile che adotti una politica proattiva di apertura nei confronti degli stranieri per quanto riguarda l'assunzione del personale.

In primo luogo, occorre abolire le discriminazioni in materia di statuto poste ai candidati all'amministrazione. Tutti i posti devono essere aperti agli stranieri in possesso di qualsiasi permesso di lavoro. Eccezioni motivate possono essere ammesse per funzioni speciali quali ambasciatore, collaboratore del servizio informazioni strategico ecc.

In secondo luogo, l'Ufficio federale del personale (UFPER) è incaricato di promuovere una politica di assunzione basata sulla valorizzazione dei candidati stranieri residenti in Svizzera. Questa azione deve indirizzarsi in modo particolare ai giovani di origine straniera, offrendo in particolare posti di tirocinio a sufficienza. L'UFPER bada inoltre a promuovere candidature di stranieri a posti di responsabilità.

Per la Svizzera il vantaggio di una simile politica è una migliore integrazione degli stranieri nella vita amministrativa e quindi nella vita pubblica del Paese. Ne risulterà una migliore comprensione reciproca tra Svizzeri e stranieri e una migliore coesione sociale.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La legge del 24 marzo 2000 sul personale federale (LPers) stabilisce il principio secondo cui i posti di lavoro in seno alla Confederazione sono aperti agli stranieri titolari di un permesso di lavoro. La limitazione dell'accesso a posti della Confederazione in funzione della cittadinanza è autorizzata solo se ciò è necessario per l'adempimento di compiti di sovranità nazionale (art. 8 cpv. 3 LPers). Per il personale dell'amministrazione federale, una limitazione di questo accesso è possibile unicamente per il personale impiegato nella lotta internazionale alla criminalità, nella polizia e nel perseguimento penale, per il personale impiegato nella difesa nazionale e per quello destinato alla rappresentanza della Svizzera all'estero, per i membri del corpo delle guardie di confine e per il personale che rappresenta la Svizzera nell'ambito di negoziati internazionali (art. 23 dell'ordinanza del 3 luglio 2001 sul personale federale, OPers). Sulla base di detta disposizione i dipartimenti non possono pertanto far dipendere dalla cittadinanza svizzera l'accesso a tutti i posti riguardanti i citati settori di compiti - in quanto contrario all'articolo 8 capoverso 2 della Costituzione federale - bensì unicamente per i posti in cui il personale adempie effettivamente compiti di sovranità nazionale. Nel quadro della revisione in corso della LPers/dell'OPers viene pure esaminata la necessità di limitare l'accesso a determinati posti (art. 8 cpv. 3 LPers e art. 23 OPers).

Nel mercato del lavoro, l'amministrazione federale in quanto datore di lavoro si trova in regime di concorrenza. I collaboratori qualificati sono sempre stati richiesti sul mercato del lavoro svizzero indipendentemente dalla loro cittadinanza e provenienza e lo saranno sempre di più anche in futuro, non da ultimo a causa dell'evoluzione demografica e del progresso della società del sapere. Questo vale anche per l'amministrazione federale. Nel corso degli ultimi cinque anni la percentuale degli stranieri impiegati presso l'amministrazione federale è più che raddoppiata rispetto a tutti gli altri settori. Anche nell'amministrazione federale l'assunzione di persone con il miglior profilo professionale rappresenta il criterio principale di reclutamento.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.