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08.3908 · Mozione · 2008-12-18

Cancelleria federale

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a creare le basi legali necessarie per svolgere progetti pilota di raccolta elettronica di firme per iniziative e referendum. Questi progetti vanno eseguiti parallelamente ai progetti di voto elettronico e di governo elettronico.

Begründung

Le nuove tecnologie, che permettono di comunicare senza limiti temporali o geografici, creano nuove possibilità in molti settori: si pensi al commercio elettronico, all'amministrazione pubblica in rete (governo elettronico) o alle nuove forme di partecipazione ai processi politici (voto elettronico).In quest'ultimo settore molto resta ancora da fare. Alcuni comuni e cantoni hanno avviato progetti pilota di voto elettronico che si sono sinora svolti con successo. Inoltre in alcuni casi le firme per le petizioni vengono oggi raccolte per via elettronica. Il prossimo passo deve essere quello di rendere possibile la raccolta online anche delle firme per le iniziative e i referendum. Un passo che rafforzerà la democrazia, sia poiché permette di rivolgersi a una cerchia diversa della popolazione sia poiché richiede un minore impiego di risorse e di persone.Per poter sperimentare la raccolta elettronica di firme è necessario svolgere dei progetti pilota, e a questo scopo vanno create le relative basi legali.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Con la mozione chiedo che vengano create le basi legali necessarie per permettere la raccolta elettronica di firme per iniziative popolari e referendum, e questo parallelamente ai progetti di voto elettronico e di governo elettronico.Nei suoi due rapporti sul voto elettronico all'attenzione delle Camere federali, il Consiglio federale ha proposto, considerate l'ampiezza del progetto e le difficoltà poste dall'estesa democrazia diretta e dall'assetto federalista del nostro Paese, di procedere per tappe (FF 2002 596 n. 5.1.1 e 610 n. 7, 2006 5083 n. 5.4.1 e 5086 n. 6):Prima tappa: votare elettronicamente; seconda tappa: eleggere elettronicamente; terza tappa: raccolta di firme digitali; quarta tappa: proposte di candidatura elettroniche. Le Camere federali hanno preso atto dei due rapporti senza formulare riserve. La realizzazione per tappe è dettata dalla complessità delle singole problematiche. In tale contesto la sicurezza è inoltre più importante della velocità (FF 2002 598-602 n. 5.2 e 5.3 e 614 n. 8.6, 2006 5086 n. 6).Attualmente si sta lavorando intensamente all'armonizzazione dei cataloghi elettorali cantonali degli Svizzeri all'estero onde permettere il voto elettronico nelle votazioni federali (prima tappa). Già questa prima tappa esige sforzi enormi da parte dei cantoni, che possono però contare sul coordinamento da parte della Confederazione. L'attuazione di questa tappa assorbirà interamente le risorse finanziarie, di materiale e di personale durante i prossimi anni. Il contemporaneo avvio di altre tappe pregiudicherebbe i progressi in questo ambito. Attualmente gli aventi diritto di voto che partecipano ai progetti di voto elettronico nei tre cantoni pilota sono circa 135 000. Il 30 novembre 2008 circa 15 000 persone si sono avvalse della possibilità di votare elettronicamente. Il 5 dicembre 2008 il Consiglio federale ha definito l'attuazione della strategia per una società dell'informazione in Svizzera a partire dal 2009, conferendo tra l'altro il mandato di mettere a punto - entro la fine del 2009 - un programma interdisciplinare volto alla ricerca, all'analisi e alla valutazione di vari modelli nel campo del processo democratico di formazione delle opinioni per via elettronica e in quello della partecipazione politica per via elettronica sul piano federale, cantonale e comunale. Nel fare ciò, occorrerà inoltre tenere conto delle procedure relative a iniziative, referendum e petizioni.Finora la firma elettronica - attualmente uno degli elementi essenziali della raccolta elettronica di firme - non è stata praticamente utilizzata in Svizzera. Per i motivi che seguono, la raccolta elettronica di firme per le domande di referendum e le iniziative popolari federali è inoltre un'operazione molto più complessa del voto elettronico negli scrutini federali:- da un lato i tempi per la raccolta delle firme sono molto più lunghi di quelli delle votazioni;- dall'altro il diritto fondamentale della libertà di domicilio, garantito dalla Costituzione, permette di cambiare domicilio più volte durante la raccolta delle firme. La stessa persona può però firmare una sola volta affinché la sua firma sia valida.Fintantoché i cataloghi elettorali non siano interconnessi e armonizzati sul piano federale, è quindi impossibile impedire che qualcuno firmi più volte. Per motivi di sicurezza sarà forse necessario modificare in modo fondamentale i diritti popolari se verrà introdotta la raccolta elettronica delle firme. Questi aspetti vanno dapprima esaminati e discussi, ragione per cui la raccolta elettronica delle firme per referendum e iniziative popolari federali è prevista soltanto nella terza tappa. La proposta del Consiglio federale di procedere per tappe consente di sfruttare i presupposti creati nelle fasi precedenti.Dall'inizio del 2000 la Cancelleria federale offre tuttavia la possibilità di scaricare, durante la raccolta, le liste delle firme per le domande di referendum e le iniziative popolari federali (conformemente alle nuove basi legali in vigore dal 2002, ossia l'articolo 60a e l'articolo 69a della legge federale sui diritti politici); le liste sono scaricabili dal sito Internet della Confederazione (http://www.admin.ch/ch/i//pore/rf/ref_1_3_2_1.html per le domande di referendum e http://www.admin.ch/ch/i//pore/vi/vis_1_3_1_1.html per le iniziative popolari). Questa offerta è stata finora assai poco sfruttata. Dal canto suo, l'invio per posta elettronica di liste di firme ha ottenuto buoni risultati, dopo diversi tentativi andati a vuoto, soltanto in occasione del referendum contro i passaporti biometrici.Per i motivi esposti il Consiglio federale non si oppone di massima alla richiesta formulata nella mozione. La tratterà, come previsto, nella terza fase del progetto e presenterà un relativo rapporto al Parlamento. Ciò richiederà tuttavia più di due anni (cfr. art. 119 LParl).