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08.3928 · Mozione · 2008-12-18

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di elaborare una convenzione di partenariato per l'introduzione di un sistema di allarme rapimento a livello nazionale. Tale convenzione disciplinerà i principi che regolano l'accordo di partenariato con gli interessati, in particolare i cantoni, le società di trasporti, gli operatori telefonici, i media e le associazioni a sostegno delle vittime. Essa fisserà i parametri alla base del sistema, in particolare i criteri per l'attivazione dell'allarme, l'autorità competente in materia nonché i mezzi da utilizzare e il loro finanziamento. Tale convenzione deve essere stipulata in tempi brevi, se possibile entro il 2009.

Begründung

Mentre in altri Paesi, soprattutto in Francia, l'allarme rapimento funziona a pieno regime e dà ottimi risultati, in Svizzera il dossier fa fatica a decollare. Perché gli venga riconosciuta la necessaria priorità, è indispensabile unire gli sforzi in modo strutturato e raggruppare i diversi partner.

Ancora una volta l'esempio francese può essere utile al nostro Paese. Dal 2006 una convenzione unisce tutti i partner. Le questioni principali sono affrontate e disciplinate in modo chiaro e pragmatico. Il piano di allarme rapimento viene fatto scattare da un'autorità giudiziaria previa consultazione con il ministro della giustizia, in accordo con gli inquirenti e, se possibile, con i genitori. Sono stati chiaramente identificati quattro criteri che devono essere sempre rispettati per permettere il lancio dell'operazione. Una volta scattato il piano, l'avviso di allerta viene diffuso per tre ore utilizzando vari mezzi, anch'essi chiaramente identificati, che spaziano, per esempio, dai canali televisivi ai messaggi audio nelle stazioni, ai pannelli autostradali. Un solo numero di telefono raccoglie i messaggi indirizzati agli inquirenti, così da garantire una rapida mobilizzazione.

Pur tenendo conto di alcune peculiarità svizzere aggiuntive, l'organizzazione da mettere a punto può ispirarsi in gran parte alle soluzioni francesi. È possibile anche prevedere un processo diviso in due tappe - la prima per le misure essenziali e la seconda per i dettagli più complessi (in particolare se è necessario procedere a delle modifiche legislative) - e integrarlo nella convenzione da negoziare e stipulare.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

In seguito all'adozione di due mozioni depositate il 24 agosto 2007 dalla Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale, ovvero la mozione 07.3553 sull'allestimento di un sistema allarme rapimento e la mozione 07.3554 sull'allestimento di un sistema d'allarme MMS in caso di scomparsa di bambini, le relative attività sono state avviate il 2 ottobre 2007 sotto la direzione della Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali della Svizzera (CCPCS) e dell'Associazione dei capi di polizia giudiziaria dei cantoni svizzeri (ACPGS).

Il 15 settembre 2008 è stata depositata l'interpellanza 08.3452, "Allarme rapimento in Svizzera. Progresso o blocco?", che invita il Consiglio federale a indicare lo stato di avanzamento dei lavori concreti. Dopo aver ricordato che in caso di un presunto rapimento di bambini il perseguimento penale incombe ai cantoni, il Consiglio federale ha risposto alle domande concrete poste dall'autore dell'interpellanza in merito ai progressi dei lavori.

La presente mozione si ricollega alla risposta del Consiglio federale all'interpellanza summenzionata. Alla luce dell'attuale stato dei lavori l'idea di togliere la direzione ai cantoni per affidarla alla Confederazione non sarebbe solo controproducente ma violerebbe anche il principio della sovranità cantonale garantita dalla Costituzione. Tuttavia il Consiglio federale farà tutti gli sforzi necessari affinché i lavori si concludano il più rapidamente possibile.

La firma di una convenzione di partenariato tra tutti gli interessati è parte integrante dei lavori summenzionati. Occorre tuttavia rilevare che la firma di una tale convenzione costituisce soltanto uno dei numerosi aspetti di cui tener conto per l'allestimento di un sistema di allarme rapimento in Svizzera. Per rendere efficace questo sistema è necessario studiarne tutte le conseguenze. In effetti, occorre ancora risolvere alcuni problemi di natura tecnica (chi diffonde gli allarmi rapimento e mediante quale strumento?), tattica (come integrare il sistema nello svolgimento delle indagini disciplinate a livello cantonale?), giuridica (le basi legali esistenti sono sufficienti per diffondere allarmi rapimento?), procedurale (quale autorità è autorizzata a ordinare la diffusione degli allarmi rapimento e secondo quali criteri?) e finanziaria (chi assumerà i costi dell'allestimento di un sistema di allarme rapimento in Svizzera?).

In Svizzera la diffusione di allarmi e lo scambio d'informazioni tra le diverse polizie cantonali, la Polizia giudiziaria federale e le polizie straniere funziona già oggi in modo ineccepibile, soprattutto in materia di rapimenti. I lavori concernenti l'introduzione di un sistema di allarme rapimento in Svizzera saranno portati a termine presumibilmente nel 2010.

Dal canto suo, il Parlamento europeo ha approvato il 2 settembre 2008 una dichiarazione che chiede agli Stati membri di istituire una cooperazione d'emergenza per il ritrovamento di bambini scomparsi. Il 15 gennaio 2009, durante un vertice informale dei ministri dell'interno, la presidenza ceca ha annunciato che organizzerà una conferenza fra esperti sulle pratiche migliori per un sistema d'allarme precoce in caso di rapimenti di bambini. Lo scopo è di scambiarsi informazioni sul modo migliore di mettere in pratica e far funzionare i sistemi d'allarme nazionali. In quest'ambito, come su molti altri temi concernenti la lotta contro la criminalità, il gruppo di lavoro svizzero intende rendere compatibile il proprio sistema con quelli istituiti dai Paesi membri dell'Unione europea e in particolare dagli Stati limitrofi.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.