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08.3955 · Postulato · 2008-12-19

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a presentare un rapporto che indichi il modo in cui migliorare la situazione dei familiari che prestano cure. Il rapporto dovrà tra l'altro analizzare se gli accrediti per compiti assistenziali ai sensi della LAVS possano essere concepiti in modo tale da prendere maggiormente in considerazione i bisogni dei familiari che forniscono le prestazioni di cura, anche se non vivono nella stessa economia domestica della persona assistita. Dovrà inoltre esaminare se si debba disciplinare a livello federale la possibilità di compensare le perdite di salario dovute alla cura dei familiari, come previsto ad esempio nella "Zusatzleistungsverordnung zur Ergänzungsleistung" (ordinanza sulle prestazioni supplementari alle prestazioni complementari) del cantone di Zurigo. Infine dovrà chiarire se la possibilità prevista dall'ordinanza summenzionata possa essere portata meglio a conoscenza dell'opinione pubblica, e se sì in che modo.

Begründung

I familiari dedicano un numero incalcolabile di ore alla cura di parenti. Oltre ad essere poco riconosciute, queste prestazioni comportano sovente numerosi oneri e persino perdite di salario. In molti casi i familiari svolgono gran parte dei compiti quotidiani necessari alla cura di figli gravemente malati o di familiari anziani e/o affetti da demenza. Le loro prestazioni non potrebbero mai essere affidate interamente a servizi specializzati: non solo perché i servizi specializzati non dispongono delle risorse necessarie, ma anche per il fatto che i costi sarebbero troppo elevati. Non è però pensabile che i familiari continuino ad assumere da soli questi oneri e siano per giunta penalizzati non solo con perdite di salario, ma anche, secondo i casi, con lacune contributive nella previdenza per la vecchiaia.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza delle cure prestate dai familiari ed è per principio d'accordo sulla necessità di migliorare la loro situazione. Respinge però l'elaborazione di un rapporto contenente provvedimenti in tal senso, ritenendola superflua e non in grado di apportare nuove conoscenze. In merito alle singole misure menzionate nel postulato prende posizione nel modo seguente:

La richiesta di accordare accrediti per compiti assistenziali anche se la persona assistita non vive in comunione domestica con il familiare che se ne occupa o nelle immediate vicinanze è giustificata. Il Consiglio federale l'ha però già presa in considerazione nell'11a revisione dell'AVS, nella quale propone che per la concessione di accrediti per compiti assistenziali non sia più necessaria la comunione domestica, ma basti che gli assicurati che assistono familiari bisognosi di cure siano in grado di raggiungere facilmente la persona assistita (cfr. 11a revisione dell'AVS - nuova versione -, primo messaggio del 21 dicembre 2005, 05.093; art. 29 septies cpv. 1 primo periodo e cpv. 3 primo periodo LAVS). Con questa proposta la richiesta dell'autrice del postulato è adempiuta.

Nell'ambito delle prestazioni complementari (PC), la nuova impostazione della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti tra Confederazione e cantoni (NPC) ha comportato una parziale separazione dei compiti tra Confederazione e cantoni. In materia di rimborso mediante le PC delle spese di malattia e d'invalidità, il legislatore federale decide ora soltanto sul genere delle prestazioni rimborsate. Dal 1° gennaio 2008, l'elaborazione delle disposizioni dettagliate è di competenza esclusiva dei cantoni. Rientra nelle disposizioni di dettaglio anche un'eventuale compensazione delle perdite di salario subite dai familiari che prestano cure. I cantoni, inoltre, devono finanziare queste prestazioni senza la partecipazione della Confederazione. Il Consiglio federale non vede alcun motivo di rimettere in discussione la ripartizione dei compiti né d'intervenire nell'ambito di competenza dei cantoni con disposizioni di diritto federale.

Il Consiglio federale non ritiene nemmeno opportuno potenziare a livello federale l'informazione sulle prestazioni cantonali supplementari. Secondo la NPC, la compensazione delle perdite di salario subite dalle persone che si occupano dei familiari incombe interamente ai cantoni. Il legislatore federale è consapevole che i cantoni possono impostare in maniera diversa il loro sistema di prestazioni. In questo ambito, quindi, spetta ai cantoni anche l'obbligo d'informare.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

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