08.3994 · Interpellanza · 2008-12-19
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Quando nel mese di giugno 2002 la Commissione federale contro il razzismo, riferendosi al genocidio in Armenia, ha ricordato che il mondo politico deve svolgere un ruolo determinante in questo ambito e non deve lasciare agli specialisti della storia il compito di trarre gli insegnamenti dal passato, né ai tribunali di decidere quando si tratti di genocidio, il presidente della Confederazione, prima e durante la sua ultima visita in Turchia, ha affidato agli storici la responsabilità di trovare una definizione comune per gli avvenimenti tragici del 1915 (ats 11 dicembre 2008). Il Consiglio federale è cosciente del fatto che tali affermazioni mettono in dubbio i numerosi lavori già svolti, banalizzano gli avvenimenti del 1915 e rimettono in discussione il riconoscimento del genocidio per quanto riguarda il massacro di centinaia di migliaia di Armeni?
Begründung
Nel 2003 il Consiglio nazionale ha riconosciuto lo statuto di genocidio agli omicidi commessi contro gli Armeni nel 1915. Il Consiglio federale aveva fatto riferimento, nel suo messaggio riguardante l'adesione della Svizzera alla Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio, allo sterminio del popolo armeno. In precedenza, nel 1987, il Parlamento europeo aveva definito come "genocidio" i massacri commessi. Aveva anche dichiarato che negare il genocidio avrebbe impedito alla Turchia di entrare nell'Unione europea. È fondamentale sostenere la Turchia nel suo processo di democratizzazione facendo in particolare luce sugli avvenimenti tragici che questo Paese ha conosciuto. La Corte penale internazionale definisce come genocidio l'intenzione di sterminio totale di una popolazione e la pianificazione di tale sterminio. Numerosi studi hanno mostrato che i massacri del 1915 adempivano questi criteri. Inoltre, affidare agli storici il compito di definire gli avvenimenti del 1915 non può che essere vissuto dolorosamente dai discendenti delle persone sopravvissute, poiché equivale a togliere la responsabilità ai politici, proprio ora che la Turchia fa dipendere la ripresa delle relazioni con l'Armenia alla sua partecipazione a una commissione bilaterale di storici incaricati di esaminare la questione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale non ha ritenuto di pronunciarsi sulla definizione degli avvenimenti del 1915 data dall'autore e dai cofirmatari dell'interpellanza. Esso rimane su tale posizione e conferma che a suo giudizio spetta agli storici far luce su questi avvenimenti tragici. Nelle sue relazioni con l'Armenia e la Turchia, la Svizzera deve incoraggiare i due Stati ad affrontare queste questioni storiche in modo costruttivo, allo scopo di favorire il riavvicinamento desiderato da entrambe. Invitare gli storici a chinarsi sugli avvenimenti tragici del 1915 non significa banalizzare tali fatti, bensì incoraggiare in Turchia un dibattito aperto e franco per promuovere una migliore conoscenza, una più profonda comprensione e una più vasta accettazione della tragedia del 1915. Da parte sua, il Consiglio federale ha già avuto l'occasione di esprimere a più riprese il proprio rammarico e di condannare le tragiche deportazioni di massa e i massacri che hanno segnato la fine dell'Impero ottomano provocando un altissimo numero di vittime armene e non armene.
Risposta del Consiglio federale.