08.4003 · Mozione · 2008-12-19
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di elaborare tutte le modifiche legislative necessarie per obbligare le imprese a negoziare un piano sociale in caso di licenziamenti collettivi. Dovrà valutare in particolare la modifica degli articoli 335d e seguenti del Codice delle obbligazioni (CO).
Il Consiglio federale è in particolare incaricato di modificare come segue l'articolo 335g capoverso 2 CO: "La notifica deve contenere i risultati della consultazione giusta l'articolo 335f nonché tutte le informazioni utili concernenti il progetto di licenziamento collettivo, nonché il piano sociale conformemente al nuovo capoverso dell'articolo 335f."
Il Consiglio federale è invitato a esaminare la possibilità di modificare l'articolo 335f CO aggiungendo il capoverso seguente: "Il datore di lavoro sottopone alla rappresentanza dei lavoratori o, in mancanza, ai lavoratori un piano sociale che preveda indennità supplementari al minimo previsto dalla presente legge, tenendo conto dell'anzianità di servizio della categoria di lavoratori toccati e delle loro probabilità di trovare un nuovo impiego."
Begründung
A causa della crisi finanziaria, che tocca ormai la cosiddetta economia reale, la disoccupazione parziale e i licenziamenti collettivi non fanno che aumentare. Ora, la nostra legislazione presenta molte lacune in materia. Non prevede alcun obbligo, per le imprese, di negoziare un piano sociale in caso di licenziamenti collettivi. Inoltre, anche se il 50 per cento circa dei lavoratori del settore privato beneficiano di un contratto collettivo di lavoro (CCL), non tutti i CCL prevedono l'obbligo di un piano sociale.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Nella sua risposta del 26 novembre 2008 alla mozione del gruppo socialista 08.3734, "Piani sociali obbligatori per le persone colpite dalla crisi economica", il Consiglio federale ha illustrato in dettaglio i motivi per cui i lavoratori svizzeri non sono inermi dinanzi alla minaccia di un licenziamento per motivi economici. L'8 dicembre 2008 il Consiglio nazionale ha respinto la mozione, seguendo a chiara maggioranza la proposta del Consiglio federale.
Da allora la posizione del Consiglio federale non è cambiata. È sempre dell'avviso che attualmente non sia necessario introdurre l'obbligo di prevedere piani sociali. Il Consiglio federale è in particolare convinto che gli strumenti giuridici esistenti tesi a evitare o attenuare le conseguenze dei licenziamenti per motivi economici saranno efficaci anche per l'attuale crisi finanziaria ed economica, poiché consentono ai partner sociali di negoziare soluzioni adeguate alla situazione. I partner sociali sono liberi, nell'ambito delle possibilità previste dal diritto collettivo del lavoro, di concordare eventuali piani sociali o di adoperarsi affinché clausole del genere siano integrate più spesso nei contratti collettivi di lavoro (cfr. art. 28 cpv. 1 e art. 110 cpv. 1 e 2 della Costituzione federale, Cost.; RS 101 - nonché gli art. 356 segg. del Codice delle obbligazioni, CO; RS 220). Per questo motivo, il Consiglio federale ritiene sufficienti i diritti di consultazione e partecipazione di cui godono attualmente i lavoratori conformemente alle disposizioni sui licenziamenti collettivi (art. 335d segg. CO) e alla legge federale sull'informazione e la consultazione dei lavoratori nelle imprese (legge sulla partecipazione; RS 822.14).
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.