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08.4035 · Interpellanza · 2008-12-19

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

1. È vero che la Confederazione ha speso finora 3,5 miliardi di franchi per la ricerca nel campo della fusione nucleare e dell'energia atomica?

2. Quanti soldi ha versato finora la Confederazione all'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA)?

a. La Confederazione dovrebbe versare contributi (di non proliferazione) anche se la Svizzera non disponesse di centrali nucleari?

b. Questi contributi per le questioni nucleari versati dalla Confederazione a organismi internazionali non potrebbero essere pagati dai gestori delle centrali nucleari?

c. La Confederazione ha versato ad altri Stati contributi analoghi per le energie rinnovabili (biomassa, energia solare, energia eolica)?

3. Prima del nuovo millennio, la Confederazione spendeva circa 60 milioni di franchi l'anno per la ricerca nel campo della fusione nucleare e dell'energia atomica e per l'AIEA. La Confederazione versa ancora contributi in questo ambito e, se sì, in quale misura?

4. Quali contributi diretti e/o indiretti la Confederazione ha versato e versa alla NAGRA?

a. È vero che, per quanto riguarda le scorie radioattive, il finanziamento è sufficiente fino al 2070?

b. Chi finanzierà lo smaltimento, la sorveglianza e la manutenzione degli impianti per queste scorie radioattive (con tempi di dimezzamento, per l'uranio, di 24 000 anni) dopo il 2070? A quanto ammontano le risorse previste a questo scopo?

c. Chi finanzierà lo smaltimento, la sorveglianza e la manutenzione degli impianti per queste scorie radioattive (con tempi di dimezzamento, per l'uranio, di 24 000 anni) fino al 2070 ed eventualmente oltre, se le risorse previste non fossero sufficienti?

5. Che contributi ha versato finora la Confederazione annualmente per le due fonti energetiche indigene della biomassa e del solare, che, secondo il mandato costituzionale del 23 settembre 1990, devono essere promosse?

6. Domanda relativa alla Costituzione federale: l'articolo 90 della Costituzione contiene unicamente una norma riguardante la competenza della Confederazione "nel campo dell'energia nucleare", senza definire un mandato di promozione. Per contro, l'articolo 89 della Costituzione nei capoversi 1 e 3, definisce, nell'ambito delle competenze della Confederazione, anche un mandato di promozione: "La Confederazione e ... si adoperano ... per un consumo energetico parsimonioso e razionale" (cpv. 1) e "(la Confederazione) promuove lo sviluppo... in particolare nel settore del risparmio energetico e delle energie rinnovabili". Sulla base di quale disposizione della Costituzione la Confederazione ha finora promosso le due fonti non rinnovabili di energia (fusione e fissione nucleare) in modo notevolmente più marcato delle due fonti rinnovabili (biomassa e solare), che secondo il mandato costituzionale avrebbero dovuto essere promosse almeno dal settembre 1990?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Se si sommano gli importi spesi annualmente dalla Confederazione, dal 1956 sino a fine 2007, nel settore dell'energia nucleare (fissione e fusione nucleare), si ottiene una cifra di oltre 3,24 miliardi di franchi (depurati dagli effetti dell'inflazione, al valore reale del 2007). Questo importo destinato alla ricerca è così suddiviso: fissione nucleare, 2,1 miliardi di franchi; fusione nucleare, 1,1 miliardi di franchi.

2. La Svizzera, in quanto membro fondatore, è rappresentata nell'Agenzia internazionale dell'energia atomica (AIEA) dal 1956. Il contributo che la Svizzera deve versare a questa organizzazione tecnica dell'ONU viene fissato sulla base del PIL dei Paesi membri. Tale contributo si situa fra l'1,1 per cento e l'1,2 per cento delle uscite totali dell'AIEA. Nel 2008, il budget dell'AIEA ammontava a 371 320 187 dollari.

2a. La Svizzera ha interesse ad essere membro dell'Agenzia internazionale dell'energia atomica (AIEA), indipendentemente dal fatto che la Svizzera disponga o no di centrali nucleari. Le attività riguardano tutti gli usi pacifici delle sostanze radioattive. Queste ultime vengono utilizzate anche in diversi settori non collegati allo sfruttamento dell'energia nucleare, come per esempio in medicina e in agricoltura. Inoltre, i materiali nucleari potenzialmente utilizzabili per la costruzione di bombe possono essere anche fatti transitare attraverso Stati che non dispongono di centrali nucleari. L'AIEA conta attualmente 145 Stati membri, molti dei quali non dispongono di centrali nucleari.

2b. I compiti principali dell'AIEA consistono nel controllo dei materiali radioattivi nel quadro del regime di non proliferazione e della cooperazione allo sviluppo in ambito tecnico. Questa cooperazione riguarda usi in campo medico, come la diagnostica e la radioterapia, e in campo agricolo, come la selezione di varietà di cereali resistenti ai parassiti o il controllo di questi ultimi (inclusa la lotta contro la malaria). A livello di opinione pubblica, sono note soprattutto le ispezioni di impianti nucleari svolte dall'AIEA, la quale verifica che i materiali nucleari registrati siano utilizzati per scopi pacifici. La collaborazione internazionale ha lo scopo di ridurre le tensioni politiche e i pericoli derivanti dal riarmo nucleare. Si tratta di compiti che interessano la Confederazione nel suo complesso e non esclusivamente gli esercenti delle centrali nucleari. Per contro, i costi addossati alla Confederazione dall'AIEA per l'effettuazione di controlli nelle centrali nucleari sono coperti da una tassa di vigilanza riscossa presso gli esercenti delle centrali nucleari.

2c. La Confederazione versa contributi a organizzazioni internazionali che si occupano della ricerca nell'ambito delle energie rinnovabili e della loro promozione, nonché contributi a progetti in questo campo nel quadro della cooperazione allo sviluppo. Esempi nel settore della ricerca sono la partecipazione agli Implementing Agreements dell'Agenzia internazionale dell'energia atomica (AIEA) nei campi della biomassa e dell'energia fotovoltaica (2007: 74 900 franchi); nel settore della cooperazione allo sviluppo, i contributi versati dalla piattaforma interdipartimentale per la promozione delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica nella cooperazione internazionale REPIC (2004-2007: complessivamente 2 milioni di franchi per le energie rinnovabili, 2008-2011: 4 milioni di franchi per le energie rinnovabili e l'efficienza energetica). Nella cooperazione allo sviluppo, le energie rinnovabili sono sostenute anche nel quadro del Global Environmental Facility GEF.

3. La Confederazione non versa altri contributi.

4a.-c. Per lo smaltimento delle scorie radioattive, si applica il principio di causalità. Chiunque gestisce o disattiva un impianto nucleare è tenuto a smaltire, a proprie spese e in modo sicuro, le scorie radioattive provenienti dall'impianto. Il finanziamento è disciplinato nella legge sull'energia nucleare (LENu) e nell'ordinanza sul fondo di disattivazione e sul fondo di smaltimento per gli impianti nucleari. Per lo smaltimento delle scorie radioattive provenienti dalla medicina, dall'industria e dalla ricerca, la competenza è della Confederazione.

Nell'ottica di uno smaltimento duraturo e sicuro, gli esercenti delle cinque centrali nucleari svizzere e la Confederazione hanno fondato la Società cooperativa nazionale per l'immagazzinamento di scorie radioattive (NAGRA). In quanto socio, la Confederazione ha versato al 31 dicembre 2007 circa 39 milioni di franchi. I costi per la disattivazione delle centrali nucleari e per lo smaltimento delle scorie radioattive dopo la loro messa fuori servizio sono coperti dal fondo di disattivazione e dal fondo di smaltimento, finanziati dagli esercenti delle centrali nucleari. Il fondo di smaltimento copre anche i costi per una fase di osservazione di 50 anni che inizierà una volta concluso lo stoccaggio, nonché quelli relativa alla chiusura del deposito in strati geologici profondi, e quindi non solo i costi fino al 2070. La LENu prevede che la Confederazione, dopo la chiusura del deposito, possa mettere in atto ulteriori misure, in particolare una sorveglianza ambientale. Tali misure saranno sovvenzionate dalla Confederazione.

5. La Confederazione promuove l'energia da biomassa e quella solare attraverso contributi allo sviluppo e alla ricerca, impianti pilota e dimostrativi, programmi di sostegno limitati nel tempo per progetti ben definiti (per es. i fondi stanziati in seguito alla tempesta Lothar) e attraverso contributi per promuovere la penetrazione sul mercato (informazione, consulenza, formazione e perfezionamento). Inoltre, la Confederazione promuove indirettamente impianti per lo sfruttamento della biomassa e dell'energia solare attraverso i contributi globali versati ai cantoni. Nel 2007 la Confederazione ha incentivato l'energia da biomassa con 10,5 milioni di franchi, l'energia solare con 19,9 milioni di franchi (di cui il 70 per cento per ricerca e sviluppo). I contributi variano da un anno all'altro. A causa di diverse riduzioni del budget essi hanno subito una contrazione a partire dal 2003.

6. L'articolo 90 della Costituzione attribuisce alla Confederazione ampie competenze in merito all'energia nucleare. Ciò include in particolare la competenza per quanto riguarda la promozione della ricerca. Rispetto alla ricerca sulle energie rinnovabili, quella nel settore dell'energia nucleare viene effettuata già da lungo tempo e, di conseguenza, le risorse che le sono state destinate sono complessivamente maggiori. Per tre decenni, dal 1974 al 2007, la Confederazione ha versato 1,53 miliardi di franchi (depurati dagli effetti dell'inflazione al valore reale del 2007) per la ricerca nel settore delle energie rinnovabili. Su un arco di tempo paragonabile (cioè dal 1956 al 1989), la Confederazione ha contribuito con 2,1 miliardi (depurati dagli effetti dell'inflazione, al valore reale del 2007) di franchi alla ricerca sull'energia nucleare. A titolo di confronto, ecco quanto speso dagli enti pubblici per la ricerca nel 2007: fissione nucleare 26,1 milioni di franchi, tuttavia in prevalenza ricerca in merito alla sicurezza e allo smaltimento delle scorie radioattive; fusione nucleare 25,9 milioni di franchi; energie rinnovabili 39,2 milioni di franchi.

Risposta del Consiglio federale.