08.493 · Iniziativa parlamentare · 2008-10-03
Liquidato
Wortlaut
In virtù dell'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e dell'articolo 107 della legge sul Parlamento presento la seguente iniziativa parlamentare:
Occorre creare le necessarie basi legali affinché un donna incinta possa partorire in ospedale senza dover rivelare la propria identità, ma con l'assistenza di un medico e di un'ostetrica. La donna che sceglie il parto discreto viene assistita e informata da specialisti in merito alle conseguenze legali della sua decisione e all'importanza per il bambino di conoscere le proprie origini.
Begründung
Nello "sportello per neonati" istituito il 9 maggio 2001 all'ospedale regionale di Einsiedeln nel cantone di Svitto sono stati collocati ben quattro neonati. La consigliera nazionale svittese Josy Gyr, deceduta quando era in carica, si era occupata in modo approfondito di questa problematica nella sua funzione di consigliera del circondario di Einsiedeln competente in questo ambito; tre anni fa chiese con la mozione 05.3338, "Diritto di partorire in modo anonimo in un ospedale", di rendere possibile il parto anonimo negli ospedali. Il Consiglio federale respinse la mozione essenzialmente per i due motivi seguenti:
1. Il diritto svizzero in materia di filiazione - analogamente alla Convenzione dell'ONU sui diritti del fanciullo - si basa sul diritto di ciascun fanciullo di avere una madre e un padre e di non essere "figlio di nessuno". La Costituzione federale garantisce il diritto di conoscere le proprie origini.
2. Il presupposto che il parto anonimo consenta di ridurre gli abbandoni dei figli e gli infanticidi non è fondato. Né studi scientifici né dati pratici dimostrano infatti che la vita e la salute dei minori possano essere efficacemente protette in questo modo.
Le perizie effettuate sulla situazione giuridica dello sportello per neonati mostrano che la madre che abbandona il proprio figlio o lo depone nell'apposito sportello non agisce nella legalità. Contravviene non soltanto all'obbligo di notificare la nascita alle autorità dello stato civile bensì viola anche il diritto fondamentale del bambino alla propria identità e di conoscere le proprie origini. Ogni neonato collocato nello sportello riapre la questione del parto anonimo, che anche il legislatore svizzero è pertanto costretto a disciplinare. Da indagini effettuate presso gli ospedali risulta che parti anonimi si sono verificati già in un ospedale su tre - si tratta pertanto di una realtà cui non corrisponde una base legale. Inoltre l'esperienza fatta in Germania mostra che circa il 60 per cento delle madri che vengono assistite e consigliate da professionisti decidono di tenere il figlio dopo il parto. In questi ultimi anni i Paesi a noi vicini hanno permesso il parto anonimo nei loro ospedali, in parte definendo corrispondenti basi giuridiche o sfruttando lacune giuridiche.
In Francia ad esempio il parto anonimo è stato disciplinato nel codice civile nel 1993; vi si distinguono due tipi di parto anonimo:
il segreto assoluto: la madre dà alla luce il bambino senza rendere nota la propria identità, ossia non fornisce alcun dato, né su se stessa né sul padre.
Il segreto relativo: la madre può lasciare informazioni sulla propria identità e su quella del padre nonché altri dati relativi al parto in una busta chiusa depositata presso il servizio competente, che li conserva garantendo la massima riservatezza e li gestisce in modo centrale. Qualora in seguito il bambino richieda di avere accesso ai dati relativi alle sue origini questo è possibile se i genitori (madre e/o padre) l'hanno autorizzato espressamente. I genitori possono però anche decidere che questi dati vengano tenuti segreti. Se hanno optato per l'anonimato, possono tuttavia ritornare sulla loro decisione in seguito e rendere noti la loro identità e altri dati o completarli.
Entrambe le varianti non comportano un rapporto di filiazione tra madre e bambino. Se la madre non cambia opinione in merito al parto anonimo entro i primi due mesi, il bambino può essere dato in adozione. La donna incinta che sceglie il parto anonimo viene assistita e informata da specialisti in merito alle conseguenze legali della sua decisione e all'importanza per il bambino di conoscere le proprie origini.