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09.1136 · Interrogazione · 2009-09-24

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Numerosi pendolari che utilizzano il treno nelle regioni di confine sono preoccupati dei controlli delle guardie di confine effettuati secondo i principi di Schengen. Senza contestare l'utilità e l'efficacia di tali controlli, essi si sentono turbati e minacciati nella loro libertà di spostamento (cosa accadrebbe se non fossero muniti di una carta d'identità?). Quali sono le direttive e l'attuale pratica? Quanti controlli di questo tipo vengono effettuati al mese?

Stellungnahme des Bundesrates

Il corpo delle guardie di confine (Cgcf) operava nel traffico ferroviario transfrontaliero già prima della trasposizione degli accordi di associazione a Schengen; questo sia nei treni internazionali che in quelli regionali.

Da un canto, nei controlli doganali il Cgcf fornisce prestazioni doganali (imposizione di merci nel traffico turistico e delle merci) e garantisce la sicurezza doganale in senso lato (applicazione di circa 150 disposti federali di natura doganale e non doganale). In quest'ultimo caso si tratta innanzitutto della lotta contro il contrabbando a tutela della popolazione, dell'ambiente e dell'economia (nel campo degli stupefacenti, delle armi e del materiale bellico, delle merci pericolose, delle specie, dei marchi, dei beni culturali, delle derrate alimentari ecc.).

D'altro canto, nel 2002 il Consiglio federale aveva già deciso di impiegare i membri del Cgcf nel traffico ferroviario internazionale per svolgere i controlli delle persone (compiti di polizia degli stranieri e di sicurezza) oltre ai controlli doganali. Ciò al fine di sgravare i cantoni, se questi lo desiderano. Con tutti i cantoni di confine sono stati siglati accordi in tal senso.

In seguito alla soppressione dei controlli sistematici delle persone alle frontiere interne introdotta con Schengen, i controlli delle persone nelle retrovie, quali misure di sostituzione nazionali, hanno acquisito maggiore importanza e il loro numero è tendenzialmente aumentato in modo leggero.

Con l'entrata in vigore operativa di Schengen il 12 dicembre 2008, anche gli accordi con i cantoni sono stati adeguati al modello di accordo elaborato congiuntamente con il CCDGP. Sono stati conclusi i relativi accordi anche con i cantoni interni di Svitto, Uri e Berna (secondo l'art. 97 della legge sulle dogane; cfr. anche l'interpellanza Bourgeois 09.3530).

I suddetti controlli delle persone sono volti per lo più a individuare delitti nell'ambito della polizia degli stranieri e della ricerca di persone. Tuttavia, nell'ambito di tali controlli vengono regolarmente scoperti anche stupefacenti, armi, documenti falsificati o merci rubate.

In occasione di alcuni controlli ferroviari, nel settembre 2009 il Cgcf ha fermato 131 persone che soggiornavano illegalmente in Svizzera e ne ha consegnate 84 alla polizia in concomitanza con la ricerca di persone. Ha inoltre individuato 28 casi di falsificazione di documenti, effettuato 23 sequestri di stupefacenti, 3 di armi e 10 ricerche di oggetti.

Il Consiglio federale è consapevole che i controlli nei treni sono difficoltosi a causa delle molte persone non implicate che devono assistervi loro malgrado; ciò può rappresentare una fonte di particolare disagio per le persone sottoposte al controllo. Pertanto i membri del Cgcf controllano i viaggiatori in maniera mirata soltanto se in caso di sospetto e sempre secondo il principio dell'adeguatezza. Il personale cui sono affidate tali mansioni è appositamente formato nonché preparato con cura e in modo approfondito agli interventi di questo tipo.

Se una persona non porta con sé alcun documento d'identità, gli agenti le chiedono l'abbonamento metà-prezzo o l'abbonamento generale oppure si informano telefonicamente per accertare la sua identità. Valutando la situazione, le circostanze e gli indizi di sospetto, in singoli casi è tuttavia possibile che un passeggero debba essere portato al posto guardie di confine più vicino per ulteriori chiarimenti.

Il Cgcf è operativo su 21 linee ferroviarie. Vi sono quattro posti mobili che eseguono soprattutto controlli nei treni (Basilea, Berna, Ginevra e Losanna), ma i collaboratori possono essere impiegati puntualmente nel traffico ferroviario anche da altri posti.

Le misure di sostituzione nazionali non prevedono un numero di controlli mensili definito, che dipende piuttosto dalle analisi aggiornate dei rischi e della situazione nonché da altre informazioni di base. Le regioni guardie di confine decidono autonomamente, tuttavia in modo coordinato, quali treni sottoporre a controllo. Inoltre, i controlli sono sempre organizzati d'intesa con i corpi di polizia cantonali afferenti.

Risposta del Consiglio federale.