Banche che beneficiano di un sostegno pubblico. Politica d'investimento responsabile
09.3049 · Mozione · 2009-03-04
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale si adopera affinché le banche che beneficiano di un sostegno pubblico adottino una politica d'investimento responsabile che tiene conto dei criteri minimi sul piano del rispetto dell'ambiente e delle persone.
Begründung
Una banca che gode di un sostegno pubblico, in particolare a seguito di una gestione carente, è in debito verso i cittadini. Più che mai dal momento in cui ottiene il sostegno pubblico, deve adottare una politica d'investimento prudente e avveduta, al fine di minimizzare i rischi ai quali si espone. Ne va dei soldi dei contribuenti. La prudenza non è tuttavia sufficiente. Gli importi bloccati nell'ambito del sostegno fornito alla banca non possono in effetti essere destinati ad altri scopi, in particolare ambientali e sociali. È dunque legittimo esigere che la banca sostenuta dalla collettività pratichi una politica d'investimento responsabile, che favorisca i progetti, le imprese o i prodotti finanziari rispettosi dell'ambiente e delle persone. In questo modo, la banca risponderebbe, tra l'altro, alla prima esigenza citata, ossia quella della prudenza e del discernimento, dato che gli investimenti cosiddetti etici o responsabili hanno da anni una bassa volatilità e registrano buoni risultati in termini finanziari.
In quest'ottica, la banca avrebbe diverse possibilità. Ad esempio, potrebbe proporre condizioni favorevoli per progetti immobiliari che rispettano le ultime norme in materia di efficacia energetica, alle imprese che applicano una gestione ambientale e sociale esemplare o a quelle attive nei mercati ambientali. Potrebbe, inoltre, investire preferibilmente nei fondi che rispondono a esigenze ambientali e sociali e promuovono un buon governo d'impresa. Oppure, per lo meno, escludere dai suoi portafogli i settori di attività particolarmente inquinanti o non equi. Si potrebbero integrare le misure scelte in un impegno globale sottoscrivendo liberamente i "principi per l'investimento responsabile" delle Nazioni Unite, come hanno già fatto diverse banche e casse pensioni svizzere. Insomma, le possibilità d'impegnarsi positivamente non scarseggiano. Esse permetterebbero alla banca di migliorare un poco la sua immagine e la sua credibilità presso i cittadini che la sostengono.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il pacchetto di misure adottato a metà ottobre 2008 dal Consiglio federale, dalla Banca nazionale svizzera (BNS) e dall'allora Commissione federale delle banche per rafforzare il sistema finanziario e approvato nella sessione invernale del 2008 dalle Camere federali ha permesso di sostenere quale unica banca l'UBS. Il sostegno è stato fornito in considerazione del fatto che UBS, in quanto grande banca, riveste una notevole importanza per il sistema finanziario e il suo fallimento avrebbe potuto destabilizzare l'approvvigionamento in liquidità e il sistema dei pagamenti in Svizzera.
La Confederazione ha subordinato la partecipazione al suddetto pacchetto di misure ad alcune condizioni. Infatti, il suo impegno non può comportare un aumento durevole del debito, la politica di compensazione di UBS è sottoposta a condizioni (bonus e indennità di partenza) e UBS effettua regolarmente colloqui di investitore con la Confederazione. Inoltre, la BNS esamina la gestione e il controllo dei rischi praticati da UBS. Entrambe le Camere hanno respinto diverse richieste che prevedevano vincoli supplementari, poiché, da un lato, non è possibile ritornare sulle condizioni stabilite al momento della concessione del credito e, d'altro lato, sarebbe inopportuno, alla luce del contesto economico ancora molto difficile, gravare ulteriormente UBS con condizioni restrittive in materia di politica d'investimento.
Il prestito obbligatoriamente convertibile in azioni di 6 miliardi di franchi destinati alla ricapitalizzazione di UBS non ha conferito finora alla Confederazione il ruolo di comproprietario della banca. Se il prestito viene convertito in azioni, la Confederazione diventa azionista di minoranza fra tanti. Come tale, non può stabilire la politica d'investimento e commerciale della banca nella misura proposta. Una partecipazione di questa entità non è neanche nell'interesse della Confederazione, poiché comporta un considerevole rischio di responsabilità. Inoltre, provocherebbe conflitti di interessi con il compito di garantire una vigilanza efficace dei mercati finanziari, il che sarebbe problematico anche dal profilo della politica economica e della concorrenza.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.