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09.3098 · Interpellanza · 2009-03-12

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a precisare:

1. in quali casi intende fondare la sua politica in materia di concessione dell'asilo su criteri politici anziché sulle disposizioni della legge sull'asilo;

2. se non ritiene discutibile concedere l'asilo a richiedenti respinti che non corrono rischi oggettivi e negarlo a persone che rischiano persecuzioni manifeste se obbligate a lasciare il nostro Paese.

Begründung

Il 14 marzo 2006, l'UFM ha respinto la domanda d'asilo di un cittadino iraniano che, essendosi convertito al cristianesimo prima di giungere in Svizzera, ritiene a ragione di rischiare gravi persecuzioni se ritorna in patria. I timori di quest'uomo sono giustificati, poiché in Iran il totalitarismo verticale dello Stato e quello orizzontale della società in ambito religioso espongono spesso le persone che abbandono l'islam per un'altra religione a persecuzioni, talvolta con esito fatale.

Il 18 febbraio 2009, Mountazer Al-Zaïdi, il giornalista iracheno che aveva lanciato un paio di scarpe all'ex presidente americano George W. Bush, ha presentato una domanda d'asilo in Svizzera. Né il Consiglio federale né l'UFM si sono pronunciati in merito, ma diversi gruppi sostengono tale richiesta. Mountazer Al-Zaïdi non dovrebbe ottenere l'asilo in nessun Paese occidentale. Considerato un eroe nel mondo arabo-musulmano, la sua vita non è assolutamente in pericolo in Iraq.

Il 20 gennaio 2009, il Consiglio federale ha deciso di valutare in che misura la Confederazione potrebbe contribuire a risolvere il problema di Guantanamo. Numerose pressioni e il contesto internazionale attuale indurranno probabilmente il nostro Paese a concedere l'asilo a due o tre detenuti di Guantanamo. Anche se le loro condizioni di detenzione sono criticabili dal punto di vista giuridico formale, la gran parte dei prigionieri di Guantanamo hanno molto verosimilmente legami con il terrorismo islamista.

È discutibile e contrario alla nostra tradizione umanitaria accordare, in particolare per motivi politici, l'asilo a richiedenti violenti o che non corrono grossi rischi se restano o ritornano nel loro Paese e rifiutarlo a persone esposte a forti persecuzioni se devono lasciare la Svizzera.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale coglie l'occasione per rammentare che le domande d'asilo in Svizzera sono esaminate conformemente alle disposizioni della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi; RS 142.31). Per ottenere lo statuto di rifugiato e l'asilo in Svizzera, i richiedenti devono rendere verosimile l'esistenza di una persecuzione ai sensi dell'articolo 3 LAsi. Conformemente a tale disposizione e al termine di una procedura individuale, sono riconosciute come rifugiati le persone che, nel Paese di origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche.

Un richiedente che rende verosimili pregiudizi o il timore di essere perseguitato a causa della sua fede religiosa può dunque ottenere lo statuto di rifugiato e l'asilo in Svizzera. A tale proposito, il Consiglio federale rinvia alla sua risposta del 26 novembre 2008 all'interpellanza Graber 08.3628, riguardante la situazione di un richiedente l'asilo iraniano convertitosi al cristianesimo.

Ai detenuti di Guantanamo si applicano le medesime regole per la concessione dell'asilo, come il Consiglio federale ha peraltro rammentato nella sua risposta alla domanda Gross 08.5445. Allo stato attuale, le tre domande d'asilo presentate da detenuti di Guantanamo sono state respinte dall'Ufficio federale della migrazione (UFM); i ricorsi sono pendenti dinanzi al Tribunale amministrativo federale. Anche le eventuali nuove domande d'asilo presentate a titolo individuale da altri prigionieri di Guantanamo verrebbero esaminate sulla base della legislazione in vigore.

Infine, la domanda d'asilo depositata presso le autorità svizzere dal giornalista iracheno citato è attualmente in esame presso l'UFM. È pertanto prematuro pronunciarsi sull'esito della procedura.

In conclusione, il Consiglio federale constata che l'UFM conduce le procedure d'asilo individuali, come quelle evocate nella fattispecie, nel rispetto delle disposizioni legali e in particolare del principio della parità di trattamento.

Un gruppo di lavoro interdipartimentale (sotto la direzione dell'Ufficio federale di giustizia) sta attualmente esaminando l'eventuale ammissione di detenuti di Guantanamo per motivi umanitari, anziché sulla base della legge sull'asilo. La decisione spetta al Consiglio federale.

Risposta del Consiglio federale.